La mostra continua con la presentazione di A Bigger Splash, dal regista italiano ma dal cast internazionale, tendenza che sta cominciando ad andare di moda ultimamente. Per fortuna Luca Guadagnino ha il coraggio e il buonsenso di non seguire le orme di papà Sorrentino o di nonno Fellini come ha fatto il suo collega Piero Messina con L’Attesa, pellicola noiosa e patetica a livelli imbarazzanti. Si lancia infatti in un remake de La piscina di Jacques Deray, film del 1969 con Alain Delon e Romy Schneider, chiamando sulla scena attori stellari come Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson e, marginale ma più che spassosa presenza, Corrado Guzzanti. Il soggetto non si discosta in modo originale dal modello, ma ad una semplice e disinteressata visione risulta anche spassoso.
Il film oscilla tra il comico e il drammatico, discostandosi quindi dall’alienante monotonia messa in scena da Messina e si mostra insolitamente simpatico per essere un film italiano in concorso in questo festival del cinema. Certo, il luogo più adeguato dove proiettarlo sarebbe il piccolo schermo domestico e non nella spaziosissima Sala Grande, ma ad una prima, fresca visione si può tranquillamente dire che A Bigger Splash, non sia affatto male, divertente, carino, persino un po’ trash. Niente di male insomma se lo guardiamo come fosse un “filmetto”, un gioco per attori immensi che si dilettano a fare benissimo il loro lavoro in un luogo paradisiaco, mangiando, bevendo, nuotando e danzando allegramente.
Assai discutibili però sono le posizioni serie e pretenziose assunte da Guadagnino, che emergono dalle sue parole in conferenza stampa. Alla prima domanda risponde con un riferimento al Falstaff, che aspira ad essere culturoso e maldestramente filosofico (filosofia? ma chi l’ha vista?!); continua parlando della sua ricerca delle grosse “profondità dell’arte”, quando la cosa più profonda del film è senza dubbio la piscina, dove peraltro si tocca senza problemi. Caro Luca, non stiamo a scomodare né Shakespeare né Verdi, tanto meno l’arte e la filosofia, non è il caso. Hai fatto un film carino, nemmeno originale, in una bella isola con degli attori fenomenali che reggono l’intera baracca, ma ti manca l’umiltà di accettare il tuo stesso film così per come è.
Fatti un tuffo dove l’acqua è più blu e rinfrescati le idee, che anche Ralph si annoia a sentirti parlare…!
