Qualche volta la vita è come un film. Qualche volta è anche meglio.
La vita di Charlie Wepner, un commerciante di alcolici nel New Jersey, pugile e campione dei pesi massimi, può essere tranquillamente considerata un film, dato che è proprio a lui che si ispira il personaggio del pugile più noto di tutti i tempi: Rocky Balboa.
Una storia conosciuta per un pugile sconosciuto
Non solo il pugile riesce a restare in piedi per più di un round, ma riesce a resistere per ben quindici di questi, finendo comunque in KO tecnico alla fine dell’ultimo. La sconfitta non basta a frenare la sua popolarità tuttavia, tanto che Sylvester Stallone si ispirerà proprio a Wepner (Liev Schreiber) per costruire il suo Rocky Balboa sul grande schermo.
La scintilla di notorietà però non cambia Wepner, il quale viene lasciato dalla moglie Phyllis (Elizabeth Moss) a causa dei suoi problemi di droga e di alcool e si ritrova a dover affrontare da solo una vita che, passo dopo passo, sembra portarlo sempre di più verso il fondo.
Un outsider per cui non si può fare a meno di fare il tifo
Come in ogni storia di outsider che si rispetti, anche in questo caso non si può fare a meno di tifare per il protagonista. Nonostante non faccia nulla per farsi apprezzare e, al contrario, dimostri continuamente di essere un buono a nulla, mentre il diario privato dei suoi pensieri è costantemente alla mercè dello spettatore grazie alle sue note fuoricampo, sincere e schiette.
La storia di Charlie Wepner, il vero Rocky, è una storia di determinazione ma anche di forte senso pratico. Charlie è un comune mortale, che si lascia trasportare ora dai sogni di gloria ora dall’ideale di ricchezza, senza pensare troppo alle conseguenze o a quelli che ha intorno né al modo in cui potrebbe ferirli.
A cambiare lo status quo è una fatiscente e alquanto invisibile Naomi Watts, qui angelo redentore di un uomo senza speranza, pragmatica e naturale, che sceglie Charlie solo dopo tutte le sue disavventure e dopo il suo divorzio, rifiutandosi di essere nulla di meno che una donna onesta al suo fianco. La freschezza della Watts sullo schermo è determinante per la buona riuscita del film, benchè la sua presenza – condizionata senz’altro da quella del marito, Liev Schreiber – sia davvero minima.
Il New Jersey: patria di vincitori e di sconfitti
Ci si muove con eccitante velocità all’interno della storia, che malgrado tutte le sue piccole mancanze risulta nel complesso piacevole e ammaliante, pronta per il grande pubblico proprio come lo era Rocky tanti anni fa.
La cinepresa segue decisa i protagonisti, grazie alla bravura di Philippe Falardeau, le loro storie, i loro peccati e la loro assoluzione. Segue una storia vera, aggettivo quanto mai importante per questa vicenda in particolare.
Promosso il fratello ‘meno famoso’ di Rocky
Impossibile quindi non sorridere, allo scorrere dei titoli di coda, dopo aver seguito la storia di Charlie Wepner, dopo aver ascoltato i suoi pensieri, la sua schiettezza, il suo coraggio. Impossibile non amare questo film e questa interpretazione di Liev Schreiber, ottimo pugile in canna e perfetta “prima donna” della pellicola.
