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Z Nation: Recensione dell’episodio 1.01 – Puppies and Kittens

Gli Zombie sono di moda, si ripete da anni, anche se poi, ad avere il successo di The Walking Dead di solito non ci riesce nessuno, e di tentativi ce ne sono stati tanti, in tv, al cinema, in letteratura, anche pregevoli come per la tv quella genialata di Dead Set di quel fenomeno di Charlie Brooker e l’anomalo In The Flesh, che però usa gli zombie più come metafora che realmente; al cinema 28 giorni dopo ha dato una svolta moderna allo zombie movie classico, mentre tra i libri ce ne sono di molto interessanti come War World Z, col suo affascinante stile ad intervista (il film invece era una boiata), Apocalypse Z di Loureiro in forma di blog/diario (bello il primo, poi svacca) o Diario di un sopravvissuto agli zombie, per citarne alcuni. Insomma, roba bella ce n’è, ma solo lo show di AMC ha veramente sfondato gli argini del prodotto di nicchia. Ora ci prova SyFy con Z Nation.

z nation 101 bIl pilot di questo show mette subito in chiaro, a mio parere, cosa ci dovremmo trovare davanti almeno in questa stagione: niente dilemmi morali, confinati al massimo in scambi di battute di 30 secondi, tanti zombie, ovunque e sono un pericolo reale, perché non trascinano la gambetta, ma, un po’ in omaggio a 28 giorni dopo, corrono, saltano, sono cazzuti, anche se a volte il make-up è lasciato un po’ alla vicinanza alla telecamera (nel senso, se lo zombie è vicino lo trucco bene, se è sullo sfondo, va bene un po’ tutto).

Per quanto riguarda le “pause di riflessione” Z Nation prende anche esplicitamente le distanze dallo show di AMC, mettendo in bocca ad uno dei suoi protagonisti la frase “I hate moral dilemma” e così ribadisce l’intenzione di dare al pubblico un prodotto che sarà principalmente action, corri, spara, scappa, sopravvivi. Vengono semplificate anche le logiche dei rapporti interpersonali e si chiede allo spettatore una certa dose di sospensione dell’incredulità nel piegare a volte la logica alle esigenze narrative. Sul primo punto, rapporti tra i sopravvissuti, in questo episodio d’esordio ci si è passati sopra abbastanza vellocemente: pochi secondi o scene esplicative per descrivere i caratteri e i rapporti tra loro, giusto per non rubare tempo agli zombie e personaggi decisamente semplificati e “ridotti all’osso”, giusto per restare in tema di morsi. Anche la velocità con cui tutti accettano di prendere in mano una missione non loro, come se fosse la cosa più normale del mondo, esemplifica bene il concetto.

z nation 101 cPer quanto riguarda la logicità di alcune scene, basta citare il bambino che si trasforma in zombie in pochi secondi, senza un valido motivo (è forse morto di paura?) o il Tenente Hammond che dopo aver detto per tutto l’episodio che la missione è più importante di qualunque cosa, anche della sopravvivenza della propria madre, si infila in un garage da solo per uccidere un bambino zombie, solo perché glielo chiedono i suoi nuovi amici. O prendete altre scene random tipo l’autobus per la fuga pieno di zombie o la grazia data ad una “nonna”, giusto come regalo per i suoi 64 anni. Tutte accettabili se quello che si vuole vedere è quello che SyFy offre: un incrocio tra un B-movie action e un genere splatter. Non credo che troveremo grandi momenti esistenziali o scene catartiche, o almeno spero di no, perché gli autori non mi sembrano dei più tagliati per farlo. Li trovo molto più gente da dare del pane al pane e del vino al vino.

Cosa invece comune alla maggior parte dei prodotti di genere zombie è che si passa molto velocemente sopra la genesi e i primi momenti dell’epidemia; un cold open che fa vedere un po’ di città in fiamme, un po’ di gente in fuga, voci di telegiornali, comunicati radio e poi, via, sono passati tre anni e siamo nell’anno 3 post apocalisse z nation 101 d(mi piacciono le datazioni così) e dei sopravvissuti dovranno portare l’unico uomo che ha il vaccino antizombie in corpo in un laboratorio che comodamente è dall’altra parte degli Stati Uniti (anche se, se avete letto War World Z, saprete che la California, essendo protetta dalle montagne rocciose, è un naturale luogo di ritirata per i sopravvissuti Statunitensi).

Altri punti focali che vengono evidenziati in questo pilot: primo, chiaramente ci troveremo di fronte ad un “on the road” in cui la gente cerca di muoversi in fretta e incontrerà valangate di zombie ad ogni angolo; bene, ma devono metterci un po’ più di paura e tensione per non farlo diventare ripetitivo e basta.

Secondo punto: siamo splatter e tutti possono morire (pure quello che era il leader iniziale) e non ci fa schifo ammazzare i bambini zombie.

z nation 101 eTerzo punto: c’è un nerd abbandonato da solo in una segretissima base militare, da dove però riesce ancora a comunicare (ogni tanto male per esigenze di copione) con chiunque (sospensione d’incredulità saltami addosso) e che ad un certo punto si mette a fare il DJ con gli occhiali da sole addosso (trash! ho sentito urlare trash!).

Cosa abbiamo alla fine? Dipende da cosa vi aspettate. Se volete un bel drammone con zombie, secondo me, lasciate perdere questo show. Se invece volete un rilassante momento un po’ “ignorante” con action, splatter e tanti zombie, possono sicuramente essere quaranta minuti ben spesi. A voi la scelta.

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