fbpx
Anteprime

X – Men Dark Phoenix: un nuovo conflitto finale – la recensione del cinecomic con James McAvoy, Michael Fassbender e Sophie Turner

Titolo: X – Men Dark Phoenix

Genere: cinecomic

Anno: 2019

Durata: 1h 54m

Regia: Simon Kinberg

Sceneggiatura: John Byrne, Chris Claremont, Dave Cockrum, Simon Kinberg

Cast principale: Jame McAvoy, Michael Fassbender, Sophie Turner, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence

Non si commette il reato di spoiler a rivelare qualcosa che già i trailer e la campagna promozionale di un film hanno già mostrato. Tanto più se il tema portante della trama sia, in realtà, già stato sfruttato dallo stesso franchise. Succede con questo X – Men Dark Phoenix dove Jean Grey prende i poteri dell’indefinita entità cosmica Fenice diventando una minaccia per gli altri mutanti. Proprio come era già accaduto in X – Men Conflitto finale. Ma questi non sono gli X – Men del film con Famke Janssen, ma la loro versione young adult resa possibile dal finale di X – Men Giorni di un futuro passato e già introdotta in X – Men Apocalyspe. Quanto basta per parlare di un film diverso?

X - Men Dark Phoenix la recensione

X – Men Dark Phoenix la recensione – Credits: 20th Century Fox

Il momento di scegliere

Cronologicamente, Dark Phoenix è il  sequel di Apocalypse spostando l’azione dagli anni Ottanta ai primi anni Novanta. Dieci anni che sono stati spesi a trasformare gli X – Men da freaks guardati con sospetto in eroi adorati dalle folle. Dieci anni che hanno portato gli X – Men in una situazione di stallo dorato. A doversi interrogare su chi vogliono essere ora che possono scegliere senza la paura di dover essere rifiutati o combattuti dal resto del genere umano.

Cosa fare adesso che non devono più nascondersi? Sfruttare i propri poteri per arrivare là dove i non mutanti non possono andare. Compiendo missioni pericolose che mettano a rischio se stessi. Per non perdere il consenso tanto faticosamente guadagnato? O per soddisfare il desiderio inconfessabile di protagonismo del proprio leader? È giusto sacrificare le persone che ci stanno care solo per fare il bene di chi fino a non troppo tempo prima voleva il tuo male? Qual è il costo che si è disposti a pagare per sentirsi integrati e non esclusi?

LEGGI ANCHE: Michael Fassbender: Film, carriera e curiosità sull’attore irlandese

Domande alle quali non è possibile dare una risposta univoca e che diventano tanto più grandi quanto lo sono i poteri che ai mutanti sono concessi. Perché avere super poteri non significa che i tuoi sentimenti siano diversi da quelli di chi di poteri non ne ha affatto. O che non abbia anche tu il diritto alla paura di perdere chi ami, chi rappresenta la tua famiglia, chi hai visto crescere.

Come il suo precedente che metteva in scena uno scontro simile, anche in questo Dark Phoenix c’è un conflitto finale.  Solo che non è quello tra gli X – Men e la Fenice. Ma tra gli X – Men e il loro diritto di vivere i propri sentimenti.

X - Men Dark Phoenix la recensione

X – Men Dark Phoenix la recensione – Credits: 20th Century Fox

Da grandi poteri grandi paure

Questo scontro tra ciò che si deve fare e ciò che si vorrebbe poter fare è particolarmente sentito dalla prima generazione (Xavier, Hanck, Raven, ma anche Magneto). Perché è da loro che è stata combattuta la battaglia per essere accettati. Ma essere accettati dagli altri è quasi un problema secondario per chi deve prima di tutto accettare se stesso. Trovare il giusto equilibrio tra ciò che gli altri credono tu sia e quel non sapere ancora cosa si vuole essere.

Perché quando puoi fare tutto scegliere cosa fare è impresa ardua. È questo il conflitto interiore con cui deve confrontarsi Jean. La più potente dei mutanti è anche la più caratterialmente debole. A Jean manca la sicurezza incrollabile di Scott che ha già scelto di essere il punto di riferimento per i mutanti della sua generazione. Né ha la spavalda spensieratezza di Quicksilver che gli consente di vedere il lato buffo di ogni impresa forte della sicurezza nei suoi poteri. Paradossalmente anche la timidezza quasi buffonesca di Kurt è un pregio perché gli permette di trovare forza affidandosi alle guide in cui crede.

LEGGI ANCHE: The Crown 3: Sophie Turner potrebbe interpretare la Principessa Diana

Jean è, invece, diversa. Da sempre. E questa sua alterità, questa sua natura superiore diventa un fardello oppressivo perché la costringe a temere se stessa. La porta a cercare altrove la guida che le insegni l’unica cosa che nessuno è riuscito ancora a insegnarle. Come non avere paura di ciò che è. Non è contro gli altri che Jean finirà per combattere, ma contro quella parte di lei che i suoi amici rappresentano. La Jean che ha paura di scoprire fin dove può arrivare. La mutante che deve fermarsi perché non sarebbe capace di controllare l’immenso potere della Fenice. La ragazzina che ancora crede di meritare una punizione.

Non far nascere grandi paure da grandi poteri: è questo il conflitto finale di Jean.

X - Men Dark Phoenix la recensione

X – Men Dark Phoenix la recensione – Credits: 20th Century Fox

Come uno spettacolo di fuochi di artificio

Banale dirlo, ma utile non dimenticarlo: X – Men Dark Phoenix è un cinecomic. Questo significa che non potrebbe mai violare la direttiva primaria di questo genere: intrattenere. Ed è questo che il film riesce a fare molto bene mettendo in scena poco meno di due ore di fuochi d’artificio sostenuti da una CGI efficace. Non ci sono pause in un film che parte veloce per poi rallentare giusto il tempo necessario a prendere la rincorsa per una seconda parte che va veloce come una monoposto di Formula 1. Una qualità indispensabile per un blockbuster.

E, tuttavia, proprio la ricerca riuscita di spettacolarità ad ogni costo genera una antipatica conseguenza. Perché i fuochi d’artificio hanno un problema: lasciano stupefatti per la loro esplosiva bellezza, ma evaporano nel nulla dopo essersi spenti in un attimo. Proprio questo accade a Dark Phoenix. Uno spettacolo per gli occhi che non si prende il tempo di affrontare con la necessaria profondità i temi che la storia suggerirebbe. Ne risulta un film che si ama vedere, ma che altrettanto intensamente si finisce per dimenticare.

Se non fosse per le possibili conseguenze future del suo finale. Perché quel che accade in quella scena va a congiungersi con un altro evento importante e porta inevitabilmente a chiedersi se il futuro di questo franchise si andrà a intersecare a quello degli Avengers ora che anche gli X – Men sono tornati sotto il controllo della Disney e quindi a disposizione della Marvel. Ma parlarne ci farebbe condannare per spoiler. Non sia mai.

X - Men Dark Phoenix: la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.4

Giudizio complessivo

Un film fatto di fuochi d’artificio che prova a parlare di conflitti interiori che esplodono all’esterno ma dimentica in fretta di farlo quanto sarebbe servito

Comments
To Top