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Witches of East End: Recensione della prima stagione.

Siamo giunti al termine di questa prima stagione di “Witches of East End”, e la rete Lifetime ha già riconfermato la serie per una prossima stagione tutta da gustare. Nonostante l’esordio un po’ in sordina, lo show si è affermato con prepotenza, riuscendo a riscuotere adesioni e consensi imprevisti, ma graditi.  Tratto dall’omonimo romanzo fantasy di Melissa de la Cruz, la serie esordiente ci ha catapultati, nel corso di dieci episodi, nella dimensione mistica delle streghe Beauchamp.

Witches-of-East-End- 100 dLa stagione ha narrato le vicende di quattro donne apparentemente normali, ma che in realtà sono quattro streghe molto potenti, dal passato burrascoso e pieno di segreti. Come ogni individuo tanto antico, anche le quattro protagoniste hanno degli scheletri nell’armadio contro cui combattere, che si susseguono lungo la stagione, garantendo un ritmo sempre vivo ed avvincente. In particolare troviamo Penelope Gardiner, interpretata da una convincente Virginia Madsen, che rappresenterà il nemico inaspettato e potente da sconfiggere nell’episodio finale. Penelope che è in realtà Athena, la figlia segreta di Archibald Browning, vuole vendicarsi dell’uccisione del padre, sconfiggendo le streghe Beauchamp e ponendo fine alla loro eterna sopravvivenza. Non dimentichiamo che Joanna e Wendy sono due streghe maledette. La prima immortale è condannata a rivivere in eterno la morte e rinascita delle proprie due figlie, mentre Wendy è condannata a tramutarsi in gatto e come questo gode di innumerevoli vite.  Le tre streghe sono protagoniste della grande battaglia finale, rigorosamente tutta al femminile. Sebbene debba riconoscere l’effetto scenico dello scontro, non posso negare di aver nutrito una certa delusione. La scena appare frettolosa e fin troppo caotica, sbrigativa. Il grande avversario della stagione è sconfitto con frenesia e rapidità. Avrei preferito che gli autori ritagliassero uno spazio maggiore allo scontro, regalandoci, per così dire, il gran finale, che purtroppo non è arrivato. Peccato.

Se da un lato in finale di stagione si rivela deludente, dall’altro appare rivelatore. In fin dei conti, tutte le domande hanno avuto la loro risposta.

In primo luogo, abbiamo messo a fuoco la vera indole dei personaggi.

A parte Joanna e Wendy, che ci sono state raffigurate fin da subito in modo chiaro e delineato, a simboleggiare i veri ed unici pilastri della famiglia e dello show, anche Ingrid e Freya hanno avuto la loro affermazione. A mio parere la prima più della seconda. Witches of east end 100 cNell’arco della stagione Ingrid ha messo in luce la sua mente brillante ed il suo animo temerario. Sebbene ci fosse stata presentata come una scettica, disincantata, Ingrid viene messa a dura prova in più occasioni, e alla fine si scoprirà essere la più abile e scaltra delle sorelle. Determinata a conoscere il proprio passato, Ingrid impara a difendersi, ad apprezzare la sua natura e servirsene con saggezza. Trovo che il suo personaggio sia il più interessante dello show, merito in buona parte dell’evoluzione psicologica che la caratterizza. Al contrario della sorella, Freya è una figura meno costante; ad eccezione delle pene d’amore che la perseguitano lungo tutta la stagione, la ragazza appare sempre uguale. Freya ci viene rappresentata sempre allo stesso modo, con le stesse caratteristiche, con le medesime espressioni. Non c’è una maturazione, un’evoluzione a delineare questo personaggio. Dal primo episodio fino all’ultimo, è sempre la stessa ragazza confusa ed istintiva, cosa che mi sembra inappropriata, dato il grande cambiamento avvenuto nella sua vita. Per lo meno Freya ci regala la tanto penata scelta amorosa.

Witches of east end 100 aScostandosi da eroine molto più indecise di lei, che ci hanno tormentato per intere stagioni, Freya, ci regala una scelta. Il giorno del suo matrimonio, il giorno della sua unione con Dash, Freya, merito del padre appena ritrovato, scopre l’identità della sua anima gemella, colui al quale appartiene, al di là di ogni spazio ed ogni tempo. E chi poteva essere se non Killian, il misterioso fratello di Dash apparsole in sogno prima ancor di averlo conosciuto.

Ma il futuro dei due amanti è lasciato in sospeso. A questo punto mi congratulo con gli autori che sono riusciti ad accalappiarsi il pubblico con una mossa strategica. Nei minuti finali dello show, Penelope, madre dei due amanti di Freya, muore, restituendo i poteri rubati ai due, così che Dash e Killian, tornano a possedere le loro abilità soprannaturali. Nel frattempo Freya lascia Dash, che, pieno di collera, corre dal fratello e apparentemente lo uccide. Che sia morto sul serio? Chi può dirlo? Ciò che possiamo affermare con assoluta certezza è che Freya non farà in tempo a raggiungere il suo grande amore e la lasciamo sul porticciolo, con l’abito da sposa, il volto rigato dalle lacrime e con i suoi poteri ad invaderle il cuore. Che finale struggente! O forse dovrei dire, contorto.

Sono assolutamente d’accordo con gli autori, nel decidere di complicare ulteriormente il triangolo, semplicemente perché regalare il lieto fine dopo soli dieci episodi, mi sembrerebbe riduttivo e poco appassionante. Perciò saggia scelta!

C’è da chiedersi cosa farà Dash ora che ha ereditato i suoi poteri; si vendicherà anche su Freya? Joanna sopravvivrà alla ferita? Cosa accadrà ad Ingrid ora che ha aperto il portale per Asgard? E chi era la figura che si è intravista?Witches-of-East-End- 100 b

Nel complesso la serie non mi è dispiaciuta. Ad essere del tutto sinceri, ho trovato i primi episodi e gli ultimi due, i migliori della stagione. Ci sono stati continui alti e bassi. La serie non si è affermata in modo netto, regalandoci episodi più interessanti ed altri piatti e sottotono. La trama, nell’insieme buona, è stata trattata con discontinuità. Guardando questo telefilm si ha l’assoluta certezza di guardare uno show di mero intrattenimento. Non c’è spessore, non c’è morale, non c’è introspezione. C’è lo spettacolo, c’è una dimensione surreale, c’è l’effetto scenico. Witches of East end vuole intrattenere niente di più! E riesce bene nell’intento!

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