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Wicked City: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

wickedcity_tassafarmigaMettiamo subito le cose in chiaro: non sentiremo la mancanza di Wicked City quando verrà cancellata. Potrà sembrare un giudizio un po’ affrettato, ma vedendo questo pilot, puntata che di solito dovrebbe presentare il meglio che una serie può offrire, viene davvero voglia di mettersi le mani nei capelli.
Siamo in casa ABC, dove i prodotti hanno un’impronta sicuramente più commerciale rispetto alle altre reti, ma qui sembra proprio che Steven Baigelman, la mente dietro il progetto, non abbia visto nulla di quello che la televisione e il cinema abbiano partorito negli ultimi dieci anni circa.

La storia è ambientata nei favolosi anni 80 hollywoodiani: sulla Sunset Strip, la strada che raccoglie i club, i ristoranti e i negozi più alla moda della città, si aggira un killer particolarmente cruento. Kent Granger è un ragazzo intraprendente ed enigmatico. La sua base è il Whisky a GoGo, locale notturno frequentato da donne alla ricerca di un’opportunità che le faccia sfondare nel cinema o nella musica. Kent usa sempre lo stesso schema: adesca la vittima promettendole di aiutarla con la carriera e i due vanno via dal locale insieme, alla ricerca di un posto più tranquillo dove conoscersi meglio. Un posto isolato in cui si può vedere tutta la bellezza notturna di Hollywood, con una macchina dai sedili ribaltabili e quella dedica speciale che arriva dalla radio locale. La conclusione di una notte speciale insomma, che ovviamente non finisce nel modo in cui ci si aspetta. O forse sì.
Kent uccide a coltellate le sue vittime, ne abusa sessualmente e poi lascia il loro corpo, o pezzi dello stesso, in luoghi significativi. Perché Kent non è un semplice serial killer, ma un emulatore che vuole seguire i passi di un altro assassino, Angelo Buono, e attirare l’attenzione del detective che si è occupato di quel caso, Jack Roth.
Roth è il classico poliziotto americano, tutto nervi e spirito d’iniziativa, sposato, con figlia, ma impegnato sessualmente con una sua collega, la quasi tenente Dianne Kubek che lavora in incognito in uno strip club per incastrare un grosso trafficante di droga. Mentre il detective inizia a lavorare al nuovo caso, gli viene assegnato un nuovo partner, Paco Contreras, un poliziotto sudamericano dai vestiti sgargianti a cui interessa solo fare carriera.
wicked-cityI due decideranno di sfruttare una pista che potrebbe portarli molto vicini al killer e sceglieranno Karen McClaren, una giovane giornalista musicale, come esca. Karen ha infatti conosciuto al Whisky un ragazzo il cui profilo sembra combaciare perfettamente con quello dell’assassino.
Ma nel frattempo Kent ha conosciuto una donna che ha in qualche modo cambiato i suoi piani: Betty Beaumontaine, un’infermiera e madre single con un lato oscuro e sadico. Adescata come vittima, Betty sarà risparmiata da Kent che vedrà in lei una potenziale complice.

Purtroppo questa prima puntata di Wicked City sembra il festival delle ovvietà, del già visto, del te l’avevo detto. Non brilla per location, né per sceneggiatura, né scelta musicale, né per caratterizzazione dei personaggi. Ad uscirne sicuramente peggio è Ed Westwick, volto e voce di Kent. L’attore sembra la macchietta di se stesso.
Le premesse sono davvero pessime, degne di un sonorissimo pollice in giù. Detto questo, consiglio a chi non lo ha ancora fatto (e forse tra questi dovrei includere anche Baigelman) di vedere Dexter e Zodiac, così da dimenticare subito questo brutto brutto pilot. Quelli sì che sono veri assassini.

In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

1.01 - Pilot
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Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

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