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White Collar: Recensione dell’episodio 6.05 – Whack-A-Mole

Siamo, ormai, quasi agli sgoccioli. Il momento dell’addio a Neal Caffrey & company è sempre più vicino, soprattutto per l’addio così affrettato con una sesta stagione composta soltanto da sei episodi ed un caso così complesso da risolvere. Sembra quasi fuori luogo, per una serie come White Collar, essere al quinto episodio ed al penultimo della stagione conclusiva. Ma purtroppo è così e ‘Whack-A-Mole’ è stato un degno penultimo episodio.

A differenza dell’episodio che lo ha preceduto, questo si concentra interamente su quella che è stata la trama orizzontale di questa stagione, ossia le Pink Panters.White-Collar-Season-6-Episode-5-Whack-a-Mole-15-550x366 L’unica eccezione sta nel fatto che Peter ha scoperto che Neal gli sta mentendo, per cui l’agente sta cercando di scoprire il perché. Questo è sempre stato uno degli aspetti più interessanti del loro rapporto, perché entrambi continuano a mentirsi a vicenda (considerando che Peter non aveva detto a Neal dei soldi), per cui nessuno dei due arriva mai a fidarsi completamente dell’altro. Quando ci stanno andando vicino, succede qualcosa che fa fare ad entrambi un passo indietro. In certo senso sembra quasi la storia di Romeo e Giulietta, solo che invece di Montecchi e Capuleti, qui parliamo di FBI e truffatori. Sarà mai possibile per Neal e Peter avere un rapporto di amicizia normale, riusciranno mai a superare i problemi di fiducia e concentrarsi sull’enorme affetto che provano l’uno per l’altro?

Neal è sicuramente quello che sente maggiormente l’impossibilità di questo sodalizio. E’ dall’inizio della serie che lo vediamo lottare con il suo istinto e non solo. Neal non ha commesso un solo errore nella vita, ha fatto della truffa il suo stile di vita e lo si vede dalla facilità con cui riesce a manipolare le persone e nonostante sia di fondo una brava persona, non è il delinquente dell’immaginario comune, è un truffatore gentiluomo, e lo è adesso maggiormente dopo aver vissuto nella luce, adesso si fa più scrupoli, ma si può tornare indietro dopo aver vissuto in un determinato modo la propria vita per così tanti anni? Questa è la domanda che Neal pone a se stesso e che Mozzie e Keller gli pongono periodicamente. La risposta probabilmente la avremo nel prossimo episodio e riusciremo a capire se Neal è realmente pronto a cambiare vita o no.White-Collar-Season-6-Episode-5-Whack-a-Mole-01-550x407Come ho detto, questo episodio si concentra sulle Pink Panters e sul loro bersaglio, il carico di dollari proveniente dall’Europa e diretto alla Federal Reserve, ma si presenta un problema molto più importante, come era stato anticipato nell’episodio precedente: la talpa. Ovviamente Neal è sbiancato, ma fortunatamente anche il truffatore per eccellenza, Woodford, si fa abbindolare dal fascino di Caffrey e si fida di lui più che di tutti gli altri, il che la dice lunga su chi sia il truffatore per eccellenza. Il piano sarebbe stato perfetto, ingraziarsi il capo con la scoperta di Mozzie e liberarsi di Keller, peccato che quest’ultimo non sia poi così gentiluomo, per cui addio Lou e addio pink Panter senza capelli. Ops! Direi che Nel e Peter hanno una bella gatta da pelare, soprattutto ora che Peter è ufficialmente sotto copertura ed in procinto di entrare nelle Pink Panters, ma come la prenderà Mozzie?

La vera star di questa serie (Mozzie) ha messo in discussione, durante tutto l’episodio, il suo rapporto con Neal e la sua fiducia nei confronti di quest’ultimo, che è sempre stata cieca. Teme che il suo complice ed amico gli stia nascondendo qualcosa e non riesce a spiegarsi il perché, ma Neal potrebbe davvero lasciarlo a New York, in caso di fuga, o sta semplicemente cercando di proteggerlo? Ma se così fosse perché mai ha trascinato Peter in questa storia?

Una cosa è sicura, sarà un finale, molto interessante, e sarà una degna conclusione per questa serie, che ha ammaliato molti spettatori, grazie soprattutto al fascino di Neal Caffrey, il truffatore gentiluomo!

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6.05- Whack-a-Mole

Interessante

Valutazione globale

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Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

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4 Commenti

  1. Chi sarebbe LOU? Agnete dell’Interpol si chiamava Luc. Almeno guardatela bene la serie prima di commentarla a casaccio

  2. Chiedo scusa per l’errore sul nome, per quanto riguarda Mozzie: per me è la vera star della serie. E’ un personaggio divertente, geniale ed decisente strano.
    In ultimo consiglierei di abbassare i toni, npn ho mica detto che Renzi è comunista. Le buone maniere sono passate di moda a quanto pare.

  3. Discreta questa penultima puntata.
    Woodford, si presenta a casa di Neal dicendogli di aver scoperto che all’interno del gruppo c’è una talpa ma che non ritiene sia lui e che si si fida; Neal sfrutterà questo a suo vantaggio convincendolo ad aiutarlo ad elaborare il piano per rubare i 500 milioni.
    Grazie a Mozzie che riesce ad alterare l’algoritmo per sapere in anticipo in quale aeroporto arriverà l’aereo con i soldi, e i due con l’aiuto di Peter (che si è scordato la prima ecografia del loro bambino ed Elizabeth non la prende molto bene) progettano un piano per il furto da presentare a Woodford.
    Keller (uccide il suo sorvegliante dell’Interpol Luke) per evitare che Woodford scopra lui e Neal come talpe, accusa uno dei componenti del gruppo, che viene ucciso.
    Per rimpiazzare l’uomo mancante, Neal fa entrare Peter al posto di Mozzie nel gruppo (grave errore di Neal).
    E ora aspetto l’ultima puntata .

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