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White Collar – 4.02 Most Wanted

Trovare il povero Neal legato ed imbavagliato, non è certo il migliore dei modi per iniziare questo secondo episodio della serie, eppure qualcosa fa capire fin da subito che il fuggiasco migliore d’America( e non solo) non ha alcuna intenzione di restare imprigionato ancora a lungo!

Il primo tentativo di Neal, confesso, mi ha ricordato eroi come 007! La sua abilità nel levarsi le manette e soprattutto, la capacità di smontare la gabbia in cui è rinchiuso sfiorava il surreale, ma fortunatamente, la trama si è ripresa quasi subito, quando l’arrivo dell’agente Collins ci dimostra che non tutti i poliziotti sono “dormienti”. Collins comprende l’inganno e spara al nostro falsario preferito, impedendogli la fuga.

Sembra proprio che Neal abbia bisogno di aiuto…o meglio, di Peter e Mozzie!

Devo ammettere che la strana coppia, funziona a meraviglia. Solitamente White Collar ci ha abituati a vedere Neal collaborare con l’una o l’altra spalla, ma difficilmente i due compari si sono svelati a noi spettatori in una tale sintonia. Con il grande successo che a mio avviso Peter e Mozzie hanno riscosso, credo che loro future collaborazioni dovrebbero essere considerate dagli autori. Un agente integerrimo ed un delinquente professionista, che ricordiamoci bene, fino a poco tempo fa, non osava neppure parlare con un poliziotti, figuriamoci collaborare!

Sfortunatamente  per la categoria della pubblica sicurezza, l’agente Collins si fa ingannare facilmente, quando con un astuto stratagemma Peter e Mozzie riescono a portare in salvo Neal!

A questo punto si apre lo spiraglio che tutti stavamo aspettando: Peter riesce a scoprire l’identità di MacLeish (o meglio Dobbs), uno dei delinquenti più ricercati al mondo, e tratta con l’FBI un possibile scambio. MacLeisch al posto di Neal!

A quanto pare le cose iniziano a prendere la giusta piega, nella prospettiva di un ritorno a casa di Neal e la sua vecchia cavigliera!

Finalmente vediamo riapparire il vero fascino di White Collar, tra piani, inganni e feste mozza fiato!

Dopo aver assistito a tutti i tentativi di Peter, finalmente vediamo ad un ottimo risultato…Peter è un grande Barman! Ogni minuto in più trascorso con Neal e Mozzie è un attimo prezioso, in cui un uomo normale ha modo di imparare le arti più disparate (non dimentichiamo, in passato, il tempo impiegato a Mozzie per insegnare a Peter come sottrarre oggetti dalla tasca di un individuo senza farsi accorgere!).

Forse l’unica esagerazione è stata quella di far arrampicare Neal su un albero, con la ferita alla gamba ancora fresca! Ma per il resto il piano appariva perfetto…o quasi…

Ogni dettaglio è studiato con cura, ogni battuta, ogni mossa, ogni travestimento! Come in ogni affare che si rispetti, i nostri protagonisti sono riusciti ad affrontare anche gli imprevisti…eppure c’è una cosa che né il nostro caro Neal, né altri al posto suo avrebbero potuto calcolare: il tradimento di Maya!

Venduta per denaro… possibile tradire così il nostro truffatore pieno di fascino!?!

Ovvio che no!

Eh sì…Neal ci ha stupito come solo lui sa fare! Dopo averci ingannati, facendoci cadere nell’ennesima trappola ci risolleva con un semplice sorrisetto celato, capace di farci riscoprire ogni volta l’abilità ed il genio del personaggio ma ancora di più dei suoi autori!

La missione è compiuta: l’FBI ha il suo MacLeish, Peter ha il suo volo per New York, l’agente Collins ha il suo grande successo e Neal…bè Neal “ ha la sua vecchia scrivania…”.

L’unica nota stonata in questo finale idilliaco è per Mozzie. A quanto pare non ha intenzione di tornare a New York! Quanto resisterà lontano da Neal!?!

Avanti Mozzie…torna a casa anche tu!

Nel complesso ho trovato questo secondo episodio convincente e ricco di risvolti interessanti, non ultimo il probabile trasferimento di Peter. Sarà vero? Sarà possibile? Cosa pianificheranno ora? Per ogni affare risolto ve ne è un altro che si complica! Ma infondo White Collar ci piace proprio per questo: non ci annoia mai!

Madame Tussauds

Convertita alle serie tv in giovane età, ha trascorso l’infanzia sognando di essere una sorella Halliwell, circondata da un gruppo di amici scatenati come quelli di Friends, ma validi ed eterni come quelli di Dawson’s Creek. E’ passata all’adolescenza ammirando le feste in piscina di OC e le avventure mozzafiato di Sydney Bristow di Alias, ritagliando un po’ di tempo per i medici impareggiabili di ER, ma senza scordare gli eroici bagnini di Baywatch. Oggi nel fiore dell’età, si augura un ambiente di lavoro come quello di Ally BcBeal, con il successo e la bravura di Dottor House, un marito come Neal Caffrey ed un amante come Damon Salvatore, per una vecchiaia scoppiettante come quella di Nora Walcker.

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