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Westworld: Recensione dell’episodio 1.04 – Dissonance Theory

Westworld
TV Line

Non si finisce mai di imparare. Vecchio adagio che trova modo di dimostrarsi vero in mille esperienze quotidiane. E che finisce per essere vero anche nel più inatteso dei casi. Ad esempio, guardando un episodio di una serie tv da cui si aspetta di essere affascinati per lo sviluppo intrigante di una trama intelligente, per la recitazione ottima di un cast ambizioso, per la attenta cura di costumi d’epoca e ambientazioni spaziose. Ma poi scatta quel qualcosa in più che ti fa domandare il perché del titolo e come esso si relazioni a quanto appena visto. Ed è in quel momento che si ha l’occasione di ritornare a quel proverbio iniziale.

WestworldDissonance Theory è il nome di battesimo del quarto episodio di Westworld, ma è anche un riferimento alla teoria della dissonanza cognitiva introdotta da Leon Festinger nel campo della psicologia sociale nel 1957 e successivamente portata in ambito clinico da Milton Erickson. Si parla di dissonanza cognitiva quando n uno stesso individuo convivono più idee contrastanti su uno stesso argomento inducendo uno stato di marcato disagio psicologico che egli cerca di contrastare producendo un cambiamento nell’ambiente o modificando il proprio comportamento o il sistema delle sue conoscenze e di come si relazionano tra loro.

Idee contrastanti tra loro come sapere di essere la conturbante tenutaria di un rinomato bordello del vecchio west e ricordare di essere stata già uccisa da un’orda di indiani o essere morta in una sparatoria per poi risvegliarsi in una stanza sconosciuta mentre un essere anomalo ti sta aprendo la pancia. E poi scoprire che di questa stessa figura hai già disegnato e conservato diversi schizzi approssimativi ignorando perché non te ne fossi mai accorta prima. Motivi più che sufficienti per dubitare della propria sanità mentale come appunto capita a Maeve che sempre più spesso si ritrova ad interrompere la quotidiana ripetizione del copione impostole dai creatori del parco perché assalita da questi flashback improvvisi. Situazione simile a quella che sta capitando a Dolores, ma la reazione di Maeve è nettamente diversa. Non una preoccupata attesa di una rivelazione chiarificatrice che arriva a piccoli passi, ma piuttosto una impetuosa ricerca di una risposta alla domanda se sia pazza lei o ci sia un’altra verità. Paradossalmente, è proprio quella dose aggiuntiva di aggressività che i programmatori le hanno dato dopo l’ultima revisione che le permette di affrontare con spavalderia l’ennesimo assalto del redivivo Hector passando dal ruolo usuale di vittima impotente a quello di complice astuta. E dal loro scambio di battute mentre intorno infuria l’ennesima sparatoria a uso e consumo degli ospiti del parco arrivano due rivelazioni importanti. Maeve scopre che i suoi incubi ad occhi aperti non sono frutto malato di una fantasia disturbata, ma veri e propri ricordi da interpretare perché quel proiettile fatale è ancora lì dentro un ventre che non porta segni di ferite. Ma, soprattutto, Hector riconosce nella figura disegnata da Maeve una divinità degli indiani che vedono in essa un essere ultraterreno che collega due mondi risanando le ferite dei moribondi e riportandoli alla vita. Una risposta che ha il pregio di suscitare altre domande. Su tutte, la più ovvia; se una religione di questo tipo esiste e persone differenti disegnano la stessa figura, significa che ad averla vista sono in molti e non la sola Maeve. Ma allora questi ricordi sono molto più comuni di quel che ci è stato mostrato finora? Anche precedenti all’aggiornamento? Ancora, chi ha creato questa religione? È parte di una storyline scritta da qualcuno o è un prodotto autonomo di automi inconsapevoli di aver visto una parte della verità?

WestworldVerità che è forse nascosta al centro di quel labirinto verso cui Bernard ha indirizzato Dolores. La figlia del fattore sembra ormai definitivamente staccatasi dal loop fatto di idilliache scene agresti e terrificanti violenze serali e si è unita al timido William e al borioso Logan in quella che doveva essere una banale caccia all’uomo, ma che si sta trasformando lentamente in una marcia inconsapevole verso qualcosa di ancora indefinito che potrebbe essere proprio questo misterioso deeper level. Soprattutto, seguire William sta portando Dolores ad avere maggiori riferimenti alla sua vita passata (ricordatale dalle parole della bambina) e ad una inusitata indipendenza (sottolineata dal dettaglio della stretta ribelle al braccio dello sceriffo che voleva rimandarla indietro). La storia di Dolores pone però anche un secondo interrogativo. Sempre più frequenti sono gli incontri con Bernard (in cui Evan Rachel Wood eccelle nel mostrare i cambiamenti dell’automa agli ordini del programmatore), ma quando avvengono? Possibile che Dolores venga ritirata ogni sera senza che William e Logan se ne accorgano mai? O forse è tutto già avvenuto? Sicuri che gli eventi che vediamo non si svolgono in realtà su due piani temporali sfalsati con Bernard che ha già istruito Dolores prima di rimandarla nella storyline che stiamo seguendo ora? E se fosse tutto parte di una elaborata trama scritta prima che William e noi arrivassimo nel parco?

WestworldUna storia che ha come scopo ultimo trovare il labirinto o trovare il fatidico Arnold? Il cowboy in nero ritorna dopo una settimana di assenza per trovare nuovi indizi per la caccia al tesoro a cui si è dedicato perché di tutte le altre avventure sa già tutto al punto che non si sorprende di trovare Teddy moribondo in attesa dell’ennesima morte legato ad un albero. Ma qual è questo livello ultimo di quel complesso videogioco live action che è Westworld? Cosa si nasconde al centro del labirinto? E, se non fosse un cosa, ma un chi? Se si trattasse di quell’Arnold che interagiva solo con le macchine al punto di passare sempre più tempo nel parco? Dovrebbe essere morto, ma si può credere alle parole di un Ford che, come mostra la scena del ristorante, diventa sempre più simile ad un inquietante e onnipotente villain di puntata in puntata (e con questo personaggio Anthony Hopkins prenota l’Emmy come migliore attore non protagonista)? Chi altri sta giocando? Il cowboy nero (della cui natura umana abbiamo la certezza dopo la stizzita risposta ai due che volevano ringraziarlo per quanto fatto dalla sua fondazione) vuole solo essere il giocatore più bravo di tutti o ha uno scopo ultimo che esula dal gioco? E chi altri sta giocando? Allontanare Elsie dalle indagini sminuendone le scoperte e provare a muovere Dolores come fosse una pedina da controllare sono indizi evidenti che Bernard non intende limitarsi a guardare per capire, ma vuole molto di più.

Westworld ha la lodevole capacità di trasformare ogni passaggio in una selva di domande che tengono vivo l’interesse dello spettatore. D’altra parte, domandare è l’unico modo per cercare risposte e rispondere l’unico modo per non smettere mai di imparare.

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1.04 - Dissonance Theory
  • Chiedere per imparare
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