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Cinema

Weekend: la recensione del film di Andrew Haigh

Weekend è un piccolo grande film uscito in Gran Bretagna nel lontano 2011. Molti si staranno chiedendo quali siano i motivi che hanno determinato un ritardo di programmazione così consistente. In realtà, la causa è una: l’Italia non era pronta, e forse non lo è tutt’ora, ad accogliere questo film. Weekend rappresenta infatti l’apologia di una relazione omoaffettiva. Una sceneggiatura scomoda per la maggior parte del pubblico del nostro Paese, ancora troppo affezionato alle storie d’amore delle fiction melense del lunedì sera.Weekend

Tuttavia, in Weekend non c’è spazio per la volgarità, nè per il cattivo gusto. Il sesso è presente, è un elemento importante, come in molti altri film in cui si parla del rapporto di due persone che si incontrano e si uniscono.

Un’opera low budget, quella del regista Andrew Haigh, realizzata con risorse esigue ma ben valorizzate: due attori principali (Tom Cullen nel ruolo di Russel, Chris New nei panni di Glen), scenografia apparentemente semplice ma perfetta nel definire i contesti sociali dei due protagonisti: pub sgangherati, club per niente stilosi, angusti e confortevoli appartamenti di periferia.

Russel e Glen Sono due giovani uomini in cerca di un posto sicuro nel mondo. Ognuno di loro porta con sè un quantitativo consistente di insicurezze, paure ed esperienze private da non poter raccontare agli amici, alle persone care. Russel prova, infatti, pudore nei confronti dell’omosessualità e ha timore che la dimostrazione del suo orientamento possa urtare contro l’ovattata normalità delle coppie convenzionali; vive una doppia vita e non ha il coraggio di condividere i suoi piccoli frammenti di felicità con gli amici di sempre.

Glen, prototipo del giovane artista, è molto meno timido, un edonista che si impone di non instaurare alcun rapporto stabile. I due si incontrano in un club qualunque e nell’arco di due giorni, di un weekend appunto, riusciranno a scatenare una frenetica alchimia che li porterà ad aprirsi l’uno con l’altro, che li obbligherà a renderli complementari. Una relazione trasparente, contaminata da droghe e chupitos, li travolgerà e metterà uno di loro davanti a un bivio.

Due anime sole si uniscono cercando di sconfiggere un sentimento di atavica solitudine: il male comune ad ogni essere umano. Due esistenze apparentemente distanti che si logorano e si fondono nel breve arco di tempo concessogli dal caotico e insensato divenire delle cose. Il sentimento che lega Russel e Glen è autentico, naturale, spontaneo.

weekendWeekend è un film empatico che estasia, deprime e stanca lo spettatore che travolto dall’intensità e dall’imprevedibilità del rapporto che lega Russel e Glen, uscirà dalla sala con ossa e cuore distrutti.

Il regista Andrew Haigh ha creato un ritratto universale, capace di rappresentare una generazione che tra disillusioni e disincanto, malinconia e rimpianti, voglia di trasgressione e necessità di comprensione, cerca di trovare il proprio posto nel mondo.

Non è possibile classificare le relazioni, è inaccettabile il fatto che ci abbiano insegnato a categorizzare i rapporti umani in legami di serie A e legami di serie B da relegare e da occultare. Piuttosto, dovremmo imparare a considerare l’amore come un campionato unico senza categoria alcuna.

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