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Wayword Pines: Recensione dell’episodio 1.09 – A Reckoning

Wayward Pines si avvia a grandi passi verso il finale di stagione. Una stagione con alcuni difetti, imperfezioni sparse, caratterizzazioni che a volte sembrano schizofreniche, ma che, nonostante tutto questo, è stata un appuntamento settimanale imperdibile. Perché Wayward Pines, nonostante sia lontana dall’essere perfetta, è coinvolgente, ritmata, si arriva a fine episodio senza accorgersene e con la voglia di vederne un altro. Non si cerca il capolavoro, ma si trova un onesto prodotto che intrattiene come pochi altri in questo periodo.

wayward pines 109 fLa scena iniziale di questo episodio presenta Ethan e Kate sul patibolo pronti all’esecuzione dell’ex agente partner di Ethan ma, chiaramente, noi tutti sappiamo che non sarà così, non credo nessuno si sia fatto trarre in inganno da quella scena, tutti ci aspettavamo ben altro nel finale e questo ben altro puntualmente è arrivato, ma quello che è importante è quello che ci sta in mezzo tra queste due parti della stessa scena e, soprattutto, gli autori hanno ben chiaro in mente che quello non poteva essere il cliffhanger di episodio, troppo scontato, ma ci preparavano solo al vero evento.

Iniziamo dall’episodio. Due sono i temi fondamentali: il tentativo di fermare la rivolta e la famosa “prima generazione”. Nella sua caccia, Ethan, prosegue decisamente a tentoni, appoggiandosi prima al suo mestiere di poliziotto e poi alle risorse di Pilcher, ma spesso si trova d’avanti un ostacolo impossibile da superare. Quando ne passa uno, l’ottenere la lista dei nomi, se ne trova sulla strada un altro, ossia la scomparsa di tutti i congiurati che provvidenzialmente si tolgono il chip. Il dilemma di come trovare la terza via tra le due gestioni disastrose di Wayward Pines che sono costate a Pilcher prima un disastroso collasso e ora una sanguinosa rivolta sembra impossibile e non vengono lasciate molte opzioni al novello sceriffo.

wayward pines 109 eSicuramente si trova a doversi radicalizzare nella durezza, ma non tanto quanto i più scalmanati della prima generazione. In questa situazione, infatti, entra in gioco pesantemente il concetto di setta che è stato creato in questo secondo esperimento dal team Pilcher: nascondere agli adulti la verità, per impedire il tracollo, ma rivelare tutto ai più giovani per creare uno zoccolo duro su cui costruire la nuova società, creando un circolo iniziatico che diventa di episodio in episodio sempre più spietato. I giovani sono più influenzabili e, guidati dal fanatismo evidente della professoressa Fisher, sviluppano questa sorta di culto messianico che li porta ad isolarsi dalla comunità e sentirsi portatori di un messaggio diverso.

La scena in cui giustiziano i cospiratori è cruda e forte, nonostante qualche piccola sbavatura, ha un impatto emotivamente devastante e simboleggia a pieno la caduta nel baratro di questo secondo tentativo.

wayward pines 109 aIl fanatismo diventa quasi uno sbocco naturale, soprattutto perché abilmente creato in menti più malleabili, dalla professoressa Fischer che però è evidentemente portatrice di quest’evoluzione, avendo lei aderito con spirito di venerazione per questo progetto salvifico all’impresa. L’avvicinarsi fino a collidere di questi due naturali sbocchi di questo modello sociale, ribellione da parte di chi ignora e fanatismo di chi sa, porta di nuovo tutti sul bordo del burrone e la stessa professoressa contribuisce a quella delusione che si dipinge in faccia a Pilcher perché, nonostante la sua chiara venerazione, segue una sua personale agenda che porta inevitabilmente al fallimento.

Deus ex machina di questa situazione diventa quindi Pam che, con uno stratagemma un po’ fiacco e poco convincente, riesce a coinvolgere Theresa in un tentativo disperato di salvare la città e il fratello ormai sempre più sfiduciato. Come detto la soluzione del tutto l’ho trovata un po’ pasticciata e posticcia, ma serve quantomeno a portarci verso quello che, a buona ragione, può considerarsi come il momento conclusivo di quello che abbiamo visto in questa prima stagione. wayward pines 109 bInfatti viene sollevata la cappa di ignoranza tra la popolazione, tutto il percorso fatto fin qui ha una naturale fine, affrettata, ma una fine e gli ultimi minuti di questo episodio e, presumo, il prossimo episodio, serviranno a lanciarsi in un nuovo mondo, mi auguro prodromo di una nuova stagione, con una storia che si sposta su un altro livello.

Infatti, Pilcher, deluso da questo secondo esperimento di civilizzazione, decide di resettare tutto, di nuovo, togliendo la corrente alla protezione della città, decidendo che questo gioco non vale più la candela, si può azzerare e riiniziare da capo. Forse un po’ troppo fuori personaggio come decisione perché, pur capendo il senso di delusione e sconfitta di un Pilcher fatto oggetto di insulti un po’ eccessivi da parte di Ethan, ma il personaggio, finora, non mi aveva dato l’impressione di poter avere questo tipo di reazioni estreme.

Fatto sta che ci si prepara un finale col botto per Wayward Pines e quello che ci rimane da fare è solo ritrovarci di nuovo qui, tra una settimana, in mezzo alle mura, non più elettrificate.

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7 Comments

  1. Ma, a me Wyaward Pines finora non ha particolarmente catturato. Sarà che il filone post-apocalittico di questi tempi è fin troppo sfruttato, sarà che la trama è completamente improbabile anche per la fantascienza, ma boh, non riesce proprio a catturarmi. Peccato perché il cast stellare era quello delle grandi occasioni

  2. Si, alla fine poi è questione di gusti, io personalmente non mi stanco quasi mai di post-apocalittico o distopico in genere, ma chiaramente è gusto personale… però non capisco perché la trama dovrebbe essere improbabile per un telefilm di fantascienza….

  3. Dunque,, diciamo che la premessa (a meno che non salti fuori qualche altra sorpresa) mi pare un po’ troppo improbabile pure per la fantascienza.

    Cioè, possibile che quel posto sia rimasto intatto, non dico per anni, decenni, secoli, ma addirittura millenni? Cioè, se devo credere alla premessa svelata, per 2.000 anni quel posto è rimasto intatto, perfettamente funzionante a livello tecnologico (acqua, elettricità etc.) senza che nessuno abbia mai fatto domande e in nessun altro luogo del pianeta qualcuno abbia pensato la stessa cosa. Cioè, sarò io scettico di mio (per dire già per me è difficile accettare la premessa di “The Walking Dead” con Rick che è miracolosamente riuscito a scampare all’apocalisse-zombie pur restando mesi in coma), però, credere che questa “oasi” possa sopravvivere intatta per 2.000 anni senza nessuno che la tenga in ordine e che nessuno nei dintorni si accorga di nulla, con il mondo circostante che nel frattempo va a ramengo…

    Poi boh, magari arriverà un nuovo colpo di scena che rimetterà le cose un po’ a posto

  4. In realtà nei libri è ben spiegata questa cosa. Ovvero che Wayward Pines viene ricostruita da zero al risveglio dei primi e “consapevoli” addormentati.

  5. Capito, grazie per la delucidazione. Così è già un po’ meno improbabile

  6. Si, effettivamente è come dice Nico, la città viene ricostruita dopo… si vede in una scena della puntata “spiegone” (la 6) in cui si vedono i sopravvissuti svegliarsi nella montagna, guardare fuori dall’alto e vedere da sotto il terreno brullo dove costruiranno WP… poi, si, spesso con la fantascienza tocca in ogni caso applicare un po’ di sospensione dell’incredulità…. anche se, concordo, a volte le cose mancano di coerenza in alcune serie….

  7. Si, effettivamente è come dice Nico, la città viene ricostruita dopo… si vede in una scena della puntata “spiegone” (la 6) in cui si vedono i sopravvissuti svegliarsi nella montagna, guardare fuori dall’alto e vedere da sotto il terreno brullo dove costruiranno WP… poi, si, spesso con la fantascienza tocca in ogni caso applicare un po’ di sospensione dell’incredulità…. anche se, concordo, a volte le cose mancano di coerenza in alcune serie….

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