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Wayward Pines: Recensione dell’episodio 1.10 – Cycle

Non aveva molta fiducia nelle capacità morali dell’essere umano. “L’uomo produce il male come le api producono il miele” è uno dei suoi aforismi più significativi e fa capire molto bene perché abbia poi scritto “Il Signore delle Mosche” (meritevole del premio Nobel per la letteratura nel 1983) dove un gruppo di ben educati e apparentemente innocenti e puri adolescenti lasciato solo a sé stesso è capace di generare una società crudele e spietata dove omicidi e comportamenti selvaggi divengono facilmente la regola. Per questo motivo, se mai si fosse messo a scrivere una serie tv, William Golding avrebbe probabilmente optato per un prodotto cupo e pessimista con un finale dove il villain avrebbe vinto tra il dispiacere di fan e il disappunto dei canoni classici di prodotti seriali di medio livello.

WaywardPines1x10EthanKateDifficile che Chad Hodge, creatore di “Wayward Pines”, si sia fatto influenzare da Golding quando ha deciso di condensare in dieci episodi la trilogia di romanzi scritta da Blake Crouch. Eppure, il series – finale (che differisce significativamente da quello dei libri) potrebbe essere stato scritto proprio da Golding. Perché il messaggio che comunica è molto affine all’aforisma dello scrittore inglese: il male vince. Sempre.

Non importa che Ethan si sacrifichi per la salvezza degli scampati all’attacco degli Abbie. Non importa che Kate e Theresa riescano a dimenticare l’astio passato in nome di un un nuovo presente da vivere fianco a fianco. Non importa che Pam riesca ad affrancarsi da David riconoscendo che la fedeltà alla visione del fratello non può essere incondizionata. Non importa che due acerrime nemiche come Kate e Pam trovino un accordo per ripartire verso un comune obiettivo. Perché (e il titolo dell’episodio sinistramente lo suggeriva) tutto ritorna lì dove era iniziato. Solo che stavolta è Ben a ripercorrere con lo stesso passo incerto e caracollante di Ethan la stessa Main Street sotto lo sguardo beffardamente soddisfatto di un nuovo sceriffo (che mangia ancora un gelato per rafforzare il paragone con il primo episodio).

Un tornare all’inizio come in un ciclo? Si, ma anche no. Si, perché è questo che volutamente i minuti finali sottolineano (con il risveglio in ospedale affidato alle cure di una sibillina Amy a fare da contraltare alla quieta fermezza della prima Pam). No, perché adesso la situazione è peggiorata. Non ci sono più gli adulti ignari che hanno accettato regole draconiane per vigliaccheria ed ignoranza. Ma i ragazzi fanatici della prima generazione, cresciuti nel mito del loro salvatore Pilcher (a cui dedicano una statua costruita chissà come), orgogliosi della loro tragica unicità (memori degli insegnamenti settari della loro professoressa Fisher) e consapevoli del pericolo esterno al punto da lasciare a monito presente e per nulla disturbante impiccati in decomposizione a ricordare il primo comandamento (“non provare a lasciare la città”) della rinata Wayward Pines.

WaywardPines1x10PilcherCome Pilcher aveva previsto, le sue idee sarebbero sopravvissute alla sua morte. Ma anche le idee di Ethan sarebbero potute sopravvivere corroborate dal suo sacrificio estremo. Invece, il dualismo tra chi ritiene che ogni singola vita debba essere difesa e chi pretende di salvare un astratto concetto di umanità intesa come comunità di esseri meritevoli (arrogandosi anche il decisivo ruolo di giudice unico) si risolve infine in un futuro prossimo a cui nessuno dei due potrà assistere.

Entrambi sono vittime immolate sugli altari delle proprie convinzioni e poco conta che quella di Ethan sia una scelta autonoma e quella di David l’unico modo che Pam trova per manifestare definitivamente il suo disaccordo. Entrambi saranno ricordati dai nuovi dominatori di Wayward Pines che, in un drammatico scambio di ruoli, scriveranno il nome di Ethan Burke nella infamante lista dei traditori e quello di David Pilcher nell’alloro della riconoscenza. Chi ha creduto non tanto in Ethan quanto nella sua filosofia è stato condannato all’oblio dell’ibernazione in cui finiscono tutti quelli che sembravano vincitori (Kate, Theresa, Pam), mentre solo chi ha abbracciato la dottrina fideistica di David e della sua sacerdotessa Megan (non a caso entrambi morti) può dominare il nuovo mondo.

WaywardPines1x10PamUn finale tragicamente amaro a cui si arriva dopo un episodio che ha saputo mantenere un buon ritmo pur pagando una certa prevedibilità (chi non ha pensato che Ethan avrebbe usato le uniche bombe rimaste sacrificandosi?) e delle soluzioni troppo semplicistiche (di tutti i soldati che corrono a cercare di fermare Ethan e Kate viene lasciato a guardia dei ribelli proprio l’unico che si era mostrato favorevole a loro?).

Sbavature che riflettono i difetti che sono stati imputati anche agli episodi precedenti di una serie che non è stata perfetta, ma ha saputo fornire un intrattenimento leggero che riusciva a portare lo spettatore alla fine di ogni episodio con la giusta attesa di vedere il prossimo. “Wayward Pines” avrebbe potuto offrire qualcosa in più se si fosse lavorato maggiormente sulla caratterizzazione dei personaggi e sul loro rapportarsi ad un mondo post apocalittico. Invece, il poco tempo a disposizione (essendo noto fin dall’inizio che non ci sarebbe stata una seconda stagione) e la necessità di condensare tre libri in solo dieci episodi hanno portato spesso ad una evoluzione troppo rapida dei personaggi e situazioni (Ethan che accetta facilmente di diventare sceriffo, Theresa che rapidamente scopre i segreti della città, Pam che passa da adoratrice del fratello a migliore alleata di chi vuole un cambio di regime, la folla che si convince immediatamente che quanto detto da Ethan sugli Abbie e il trovarsi nel futuro sia la verità). E, certo, il cast pomposamente definito stellare dalla produzione avrebbe potuto fornire una prestazione migliore.

Eppure, “Wayward Pines” arriva a fine corsa guadagnandosi una convinta promozione. Come uno studente che ha un promettente talento ma una svogliata volontà, la serie scritta da Chad Hodge strappa una benevola sufficienza, ma lascia qualche rimpianto su quel che poteva essere e non è stato. Alla fine, come quello di Pilcher, “Wayward Pines” era un esperimento che si è concluso con la soddisfazione del suo creatore, ma con gli applausi solo di chi ci ha creduto fin dall’inizio. E per una serie che non deve continuare questo risultato può anche andare più che bene.

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1.10 – Cycle - il nostro giudizio
  • Promosso ma si poteva fare di più
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