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Wayward Pines: Recensione dell’episodio 1.07 – Betrayal

Se c’è una cosa che generalmente mi piace molto in Wayward Pines, show estivo sicuramente piacevole da vedere, è che mi aspetto che le cose accennate l’episodio prima, vengano rapidamente sviluppate e si passi al gradino successivo, senza esitazioni, tentennamenti o lungaggini (anche se nello scorso episodio abbiamo esagerato un po’ con uno “spiegone” eccessivo). Caratteristica apprezzabile in una serie di intrattenimento, che vuole essere, almeno fin qui, leggera e ritmata, coinvolgente e non troppo impegnativa. Chiaramente dico “fin qui” perché questa serie ha saputo cambiare più volte faccia nel corso di questi primi sette episodi, facendoci a volte pensare una cosa e poi andando in un’altra direzione. Altro punto a favore sicuramente di questo show.

wayward pines 107dQuello che però, specialmente in questo episodio, è mancato è una certa brillantezza di svolgimento, probabilmente semplificato per consentire il passaggio televisivo, che per forza di cose deve essere più alla portata di tutti, ed anche per far accadere gli avvenimenti alla velocità di cui parlavamo poco sopra.

Certo, la semplificazione e il condensare gli avvenimenti per dare il ritmo voluto non sono di per sé male, ma sono molto pericolosi, perché quella volta che lo fai male, lo fai male davvero. Questa puntata ha dei momenti che sono un tipico esempio di questo problema. Tra i più eclatanti: improvvisamente Burke diventa l’unico e solo baluardo della cittadina, tanto che in molti riescono a fare quello che vogliono indisturbati e lui deve correre da solo da una parte all’altra della città, perché altrimenti nessuno fa nulla. Ci sono molte giustificazioni plausibili, per carità, dalla pochezza del personale a disposizione, al fatto che tutti gli aderenti al complotto sono venuti allo scoperto giocando tutte le carte che avevano, ma sembra davvero troppo sproporzionato il confronto.

wayward pines 107aAltro esempio è il fatto che capisca chi siano i complottari, quantomeno i principali, e li lasci a piede libero, senza nemmeno preoccuparsi di ordinare una sorveglianza più stretta. In una città dove volendo puoi vedere e sentire quasi tutto, questo mi sembra una faciloneria di troppo. Qui, pur essendo Ethan nuovo nel ruolo di controllore consapevole e pur volendo lui stesso provare la “terza via” rispetto a verità a tutti e repressione selvaggia, mi sembra esserci più un’inaspettata sciatteria nella gestione del problema.

Questo processo di scrittura è uno dei classici errori che si fanno nel mettere in piedi una storia, ossia partire da quello che vuoi far succedere e quindi adattare a ritroso i comportamenti e le decisioni dei personaggi allo scopo di arrivare al punto dove vuoi arrivare. Si tratta del piegare i personaggi alla trama, mentre in una buona scrittura queste due caratteristiche sono integrate: si arriva allo scopo perché è naturale e coerente come si comportano i protagonisti. Quando non è così si nota.

Al netto comunque di queste cose, il resto regge: è abbastanza normale la ritrosia degli altri adulti a credere a quello che, probabilmente improvvidamente, Ethan dice loro, come è plausibile che pensino sia malato o condizionato. wayward pines 107fSenza aver visto coi propri occhi, è difficile accettare una rivelazione del genere… è difficile accettarla anche vedendo, figuriamoci il contrario. La trama inoltre, procede spedita verso gli snodi importanti e la tensione sta crescendo molto nella costruzione di un finale di stagione a cui ormai non manca molto.

Telefonato quanto accade al giovane Ben a fine episodio, ma non è tanto questo il punto importante quanto questa situazione influirà sul prosieguo della convivenza a Wayward Pines. Ne aspettiamo delle belle.

Intrigante, infine, un tema strisciante in questo episodio e che si trascina dallo scorso, ossia il concetto di terza via. Abbiamo potuto vedere in queste due ultime settimane come sia la soluzione di essere onesti dall’inizio, sia quella di mentire e esercitare un controllo dispotico non funzionino, perché la prima porta all’annichilimento delle persone, la seconda porta a generare ribellioni e violenza. Lascia pensare una situazione come questa e fa riflettere sulla difficoltà della gestione di una comunità di persone (certo, in situazioni eccezionali e uniche) e sull’instabilità dei gruppi umani. Una terza via è possibile? Quale può essere se queste due soluzioni sono così nocive? Riuscirà Ethan a risolvere questo intricato problema? Se dovessimo basarci sull’arguzia che ha usato in questo episodio potremmo tranquillamente dire che la cosa non è alla sua portata, ma sbagliando si impara.

wayward pines 107cIn conclusione, ribadisco, con qualche difetto qui e lì, questa settimana forse un pelo più evidenti, lo show rimane un intrattenimento piacevole e che tiene alta l’aspettativa da settimana a settimana, quindi a mio parere, per ora, aspettando il rush finale, è promosso.

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