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Wayward Pines: Recensione dell’episodio 1.06 – Choices

Pensa al mito della caverna di Platone. Erano usciti dalla caverna per vedere la luce. Ma la luce li accecò.

Dopo la pausa settimanale e un bel giro con l’elicottero per le foreste di Wayward Pines torna il nostro Ethan Burke più frastornato e stordito che mai. Sono bastati cinque episodi per rivelare i segreti della misteriosa cittadina lasciandoci basiti sulla quantità di informazioni forniteci nello scorso episodio. 1065558311Le reazioni degli spettatori si sono divise in chi aveva ancora molte domande senza risposta e in chi poteva essere soddisfatto del mistero così velocemente svelato. Ma se non vi erano abbastanza risposte nella scorsa puntata riguardo i segreti di Wayward Pines in questo episodio ogni dubbio viene colmato in quella che è una puntata che chiude definitivamente il cerchio sulla creazione della futuristica cittadina.

Ben Burke del canto suo sembra non aver recepito benissimo tutta lo “spiegone” fatto dall’ipnotista Megan Fisher o forse sembra aver intrapreso il cammino di stordimento che suo padre gli ha tramandato. Dopo il dialogo con la madre sulla grandezza dell’universo e sull’inutilità dell’uomo viene da chiedersi quale criterio di selezione ajpegbbia adottato David Pilcher durante la fase dell’ibernazione. Spero solo che i personaggi che vedremo comparire in futuro all’interno della cittadina siano un po’ più strutturati e intelligenti da quelli finora mostratici, sperando che il metro di casting di nuovi talenti sia superiore a quello utilizzato per la scelta dei protagonisti del telefilm. Wayward Pines si scopre essere una “gabbia” di sopravvivenza per la creazione di una nuova umanità, selezionata ad hoc dal nostro Pilcher durante la fase dei suoi studi.

Deriso e snobbato nella giovinezza per le sue teorie strambe sull’evoluzione dell’uomo (ma soprattutto per il ciuffo che lo fanno sembrare un incrocio tra Tyrion Lannister e l’Umpa Lumpa di Tim Barton), Pilcher può fare affidamento solo sul sostegno di sua sorella, nonché l’infermiera Pam, che in fase di riabilitazione, sembra essere l’unica “sana” di mente a sostenere il progetto del fratello. Il flashback prosegue con la fase di reclutamento di Pilcher che si affida al defunto Pope per “selezionare” in maniera forzata la crème della Prima Generazione. Oltre allo sceriffo Pope,(morto dopo sole 3 puntate) non si sono viste tracce di persone di colore o di nazionalità diversa da quella americana.

Sarebbe interessante sapere se oltre alla cittadina americana ci sono altre comunità del genere sparse per il mondo sopravvissute all’involuzione dell’uomo e allo scatafascio dell’umanità, facendoci sperare di poter vedere in un futuro anche qualche esponente italiano tra i vari selezionati per la Prima Generazione (un pizzaiolo sarebbe il primo che salverei io). Non è ancora chiaro come sia avvenuto il metodo di selezione di Pilcher, la scena del rapimento del fisico caduto in disgrazia ci fa sperare che ogni abitante del telefilm abbia delle capacità e competenze superiori a qualsiasi essere umano. Dà soddisfazione non vedere ancora jpegun sistema politico e giuridico all’interno di Wayward Pines che viene per il momento retto solo da delle regole tramandate a voce e da uno squillo del telefono che regola i conti con chi sgarra nelle severe leggi del paese. E mentre Burke si gode il suo giro all’interno del muro che divide Wayward Pines dall’abominio esterno, all’interno della cittadina sua moglie si guadagna il pane quotidiano regalando case ai nuovi arrivati e investigando sul lotto 33 che sembra essere ben più di un terreno non edificato. Spero solo che questo misterioso terreno non si riveli essere un portale per un’altra dimensione come si dice nei rumor di questa settimana, perché farebbe cadere veramente a questo punto il telefilm nel trash.

L’unico spunto che smuove la puntata è questa piccola organizzazione di carbonari fatta da Harold, Kate e Ted intenzionata a scoprire quello che c’è all’esterno di Wayward Pines. Il pericolo è però già stato captato dai sorveglianti della cittadina. Tifiamo per i ribelli affinché il loro piano funzioni smuovendo così questa statica trama. Restano ancora molti dubbi sul proseguo del telefilm che di certo può essere definito come un intrattenimento sotto l’ombrello ma niente di più, per la sua carenza di11234063_953515208044510_6703652324149604693_o una trama che dopo sei puntate dovrebbe essere già arrivata. L’ambientazione è di sicuro ben strutturata e complessa anche se di certo non originale, il problema maggiore (oltre agli interpreti) è stata la scelta dei tempi e delle rivelazioni che ci sono arrivate troppo velocemente da quello che ci aspettavamo.

Manca ancora una grande fetta di “spiegone” relativa alla selezione di Pilcher e a chi aveva finanziato questo enorme progetto. Speriamo solo che l’azione sovversiva dei ribelli all’interno di Wayward Pines faccia letteralmente scoppiare qualcosa d’interessante in questa finta cittadina che sembra essere sull’orlo di una crisi di nervi come era già successo nel Gruppo A. La colonia di sopravvissuti creata da Pilcher sembra funzionare (a parte qualche piccolo screzio qua e là), i cittadini sembrano sottomessi. Troppo sottomessi. Basterà la miccia della bomba segreta a far crollare il muro di segreti che si trovano all’esterno di Wayward Pines?

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