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Wayward Pines: Recensione dell’episodio 1.03 – Our Town, Our Law

Il terzo episodio di Wayward Pines potrebbe essere valutato in due modi diametralmente opposti. Se da un lato, infatti, 1.03 – Our Town, Our Law non perde tempo e infila un paio di colpi di scena nei quaranta minuti canonici nella narrazione, lasciandoci negli ultimi dieci minuti con il fiato sospeso e con la curiosità di vedere oltre; dall’altro non siamo certo ciechi ai difetti che la serie mostra episodio dopo episodio.
Wayward Pines_103A cominciare dalla decisione della moglie e del figlio di Ethan Burke di mettersi in viaggio alla ricerca del marito, non tanto perché i due siano preoccupati ma perché Theresa non ha mai mandato giù il tradimento del marito. Mi sfugge questo salto, per cui da un incidente stradale si dovrebbe fuggire con l’amante; in generale trovo il comportamento dei due irrealistico e ottuso ma al di là di ciò, quello che convince poco è la velocità con cui avvengono alcuni eventi unito a dei buchi di trama grossolani che scoraggiano un po’.
Wayward Pines_103-2Ethan Burke vaga per la città indisturbato girando su se stesso e dicendo sempre le stesse cose, il che è frustante per lo spettatore; importuna Kate per sapere perché abbia accettato di vivere dove uno sceriffo può uccidere senza conseguenze i suoi abitanti e mentre lo guardi, ti verrebbe di gridargli: “Idiota, ti ascoltano.. sei sorvegliato!!” Che è poi quello che esprime la faccia scocciata di Kate, ma a lui non frega nulla e continua a vagare senza senso, invece, ad esempio, di informare subito la moglie e il figlio della gabbia di matti in cui sono finiti.
In tutto ciò, a Theresa non sembra strano che uno sceriffo si introduca in casa, senza invito, per mangiare il gelato, lanciando una minaccia dietro all’altra. Le rimostranze di Ben, lecite, sulla mancanza di una linea telefonica, di una tv e di una comunicazione con l’esterno, vengono messe a tacere da una Theresa cieca a tutte le stranezze, ma che ci mette mezzo secondo a fare i bagagli e a piedi lasciare la città quando scopre che a Wayward Pines ci vive pure Kate.

Insomma, avete capito… la trama mostra delle ingenuità; aggiungeteci pure che Matt Dillon si è impegnato a recitare decentemente solo per il pilot e per il resto è andato in vacanza risultando a tratti imbarazzante.
Wayward Pines_103-4Però, c’è un però ovviamente, quello che mi porta nonostante tutto a continuare la visione di questa serie, è il mistero di Wayward Pines del quale al momento sappiamo molto poco.
L’impianto narrativo, su cui si muove una sceneggiatura un po’ ingenua e ritmata a singhiozzo, è interessante.
In Our Town, Our Law Ethan ha un lampo di genio e s’introduce nel cuore pulsante di Wayward Pines: non si capisce molto di cosa si tratti ma tassello dopo tassello sembra chiaro che la cittadina nasconda segreti inquietanti e questo ci viene confermato dalla creatura che s’intravede nelle scene finali, quando Ethan apre il cancello e tenta di fuggire.
Qui si aprono mille speculazioni: la città si trova su un altro piano temporale, nel futuro dove la civiltà è scomparsa e restano solo i cittadini di Wayward Pines? Oppure il tutto riguarda un patto tra extraterrestri e governo degli Stati Uniti?
Insomma, con queste premesse che ci vengono proposte, la curiosità di vedere come si svolgeranno le cose da qui in avanti è tanta, nonostante la mediocrità di cui abbiamo ampiamente parlato.
I paragoni con i grandi cult della tv, come Twin Peaks che sono stati azzardati nelle prime ore,  non c’entrano nulla con Wayward Pines che manca proprio di quella profondità e peso; assenti sono sfumature dei personaggi che avrebbero reso i misteri ancora più inquietanti ma che appaiono al momento solo fini a se stessi.

In attesa di ricrederci e per restare sempre aggiornati su Wayward Pines con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Wayward Pines Italia .

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