Interviste

Wayward Pines: lo showrunner Chad Hodge parla del finale

La serie Fox, liberamente (anche troppo secondo alcuni) tratta dalla trilogia di romanzi di Blake Crouch, ha definitivamente chiuso i battenti giovedì scorso con un episodio finale che ha sorpreso non poco sia per il suo discostarsi dai libri sia per la scelta di lasciare in sospeso il futuro dei sopravvissuti.

WaywardPinesNewsEthanKateUn brevissimo recap preliminare può essere utile (spoiler in arrivo per chi non avesse già visto). Mentre Ethan, Theresa e Kate fanno del loro meglio per mettere in salvo gli indifesi cittadini di Wayward Pines portandoli nei tunnel sotto il Lotto 33 per sfuggire alle orde assassine degli Abbies che hanno assaltato la città non più protetta dalla recinzione elettrificata, Pam cerca di convincere David che eliminare tutto il Gruppo B è una scelta troppo drastica che contraddice lo stesso ideale che era alla base del visionario progetto del fratello. L’impossibilità di convincere Pilcher che un’altra via alternativa al massacro di tutto il Gruppo B è realistica renderà la ribellione l’unico modo per sfuggire sia alla violenza degli Abbie che alla follia di David. Prezzo da pagare la morte di David stesso ucciso da Pam e il sacrificio di Ethan che si farà esplodere nell’ascensore che dai tunnel porta al bunker per chiudere ogni accesso alle creature affamate. Ma i buoni propositi di creare un nuovo ordine collaborativo di Pam e Kate verranno spazzati via dalla Prima Generazione che, guidata dal fanatico Jason, riuscirà a prendere il potere ibernando gli adulti ribelli e ricreando la Wayward Pines sognata da David tra regole draconiane e impiccati in bella mostra come scopre uno spaventato Ben risvegliandosi da un coma durato tre anni.

WaywardPinesNewsPilcherUn finale tanto amaro quanto inatteso per una serie che dichiaratamente non avrà un seguito ha dato il la ad una serie di discussioni e domande tra i fan ai quali viene parzialmente in soccorso lo showrunner  e creatore della serie Chad Hodge che ne ha parlato in una intervista con i tipi di TVLine. Dopo aver scherzato su quanto fosse “più sicuro restare nella sala montaggio invece che sul set” dato l’alto numero di Abbie in giro (“12 o 13 più molti altri riprodotti digitalmente” ha precisato Hodge) e le sparatorie in una città tanto piccola, lo showrunner ha chiarito le differenze con il finale del libro (spoiler per chi non li avesse letti).

“Nel nono episodio si vede Pilcher staccare la corrente lasciando entrare gli Abbie e questo avviene anche nel libro. Ma il finale con Ehan che si sacrifica, Pam che uccide Pilcher e la Prima Generazione che prende il controllo è diverso. Nel libro i sopravvissuti guidati da Ethan, che non è morto, decidono di rimettersi in ibernazione per qualche altro centinaio di anni perchè si rendono conto che l’intero pianeta è al momento sotto il dominio degli Abbie” ha spiegato Hodge. Sebbene gli sarebbe piaciuto dedicare più tempo ad approfondire la Prima Generazione (“Tom Stevens che interpreta Jason ha fatto un lavoro fantastico” ci ha tenuto a dire lo showrunner), Hodge  ha ribadito che “ovviamente ci sono molte cose sulle quali si sarebbe voluto spendere più tempo, ma il formato in 10 episodi mi è piaciuto molto perché ti costringe a decidere cosa usare e cosa no; alla fine non c’è nessun grasso in eccesso nella storia”.
pix-ethan-in-mt-wayward-pines-choicesTra le cose scartate, in particolare, la storia relativa al video di Adam Hassler. “Si, quella è una delle cose che è maggiormente approfondita nei libri e a cui avrei voluto dedicare più dettagli. Certe persone sono state mandate all’esterno di Wayward Pines da Pilcher. Sono chiamate Nomadi e il loro compito era vedere cosa fosse rimasto, cosa fosse ancora utilizzabile, cosa si potesse recuperare. Nessuno di loro ritorna, ma i loro video diari sono conservati nel tunnel sotto il Lotto 33” ha spiegato Hodge.

Tornando a parlare del finale, Hodge ha confermato che la scena con Ben che si aggira per le strade dopo il risveglio è stato volutamente girata in modo da essere “una replica immagine per immagine del modo in cui Ethan arriva in città nel primo episodio. Si risveglia in ospedale con una infermiera che lo guarda da sopra, scappa dall’ospedale e cammina per Main Street con la gente che lo fissa. Abbiamo letteralmente ripetuto fotogramma per fotogramma quando è su Main Street”. Per rafforzare questo concetto, Hodge alla domanda se una ipotetica seconda stagione avrebbe visto Ben lottare contro la Prima Generazione ha risposto che “onestamente, e lo ho già detto altre volte, la serie non è mai stata concepita per avere una seconda stagione. Sono sempre stati solo 10 episodi. Per questo il finale vuole dimostrare che la storia ripete sé stessa, da qui il titolo Cycle. Non importa quante lezioni tu apprenda; la violenza e le scelte sbagliate continueranno ad essere presenti”.

WAYWARD PINES 1.02Hodge ha anche sottolineato che “abbiamo sempre avuto intenzione che gli spettatori provassero a fare ipotesi. Ma non abbiamo mai voluto prenderli in giro o ingannarli. Quando abbiamo fatto vedere che Juliette Lewis era morta, era davvero morta. Quando il personaggio interpretato da Terrence Howard muore, è davvero morto. Quando diciamo che siamo 2000 anni avanti nel futuro, è davvero così. Si tratta di misteri e momenti “che c.. sta succedendo ?”, ma abbiamo sempre provato a non fare trucchi e inganni”. In questo ha aiutato l’aver deciso fin dall’inizio di avere solo 10 episodi. In proposito, Hodge ha anche detto che “è stato una sfida molto gratificante ed elettrizzante. Ci siamo detti “abbiamo questa storia scritta nei libri e 10 episodi in cui fare entrare tutto” per cui sapevamo esattamente cosa stavamo facendo e non dovevamo improvvisare strada facendo come capita con altre serie tv”.

Con questa premessa è facile comprendere perché la risposta alla domanda se ci possa essere un rinnovo inaspettato da parte di una Fox soddisfatta dei numeri sia stata “non c’è niente di ufficiale in proposito. Come ho già detto, è stata pensata come una sola stagione e tale è stata considerata anche dal punto di vista creativo“. Il “se ci fosse qualcosa, ve lo farò sapere” con cui Hodge ha chiuso l’intervista è quindi solo una cortesia di circostanza.

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