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The Walking Dead e l’immobilismo della trama. Recensione episodio 8.04

The Walking Dead
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In questi primi episodi dell’ottava stagione di The Walking Dead, gli autori stanno un po’ tentando di levarsi di dosso una delle problematiche che attanagliavano la settima stagione e per la quale la serie tv veniva criticata: troppi erano i momenti in cui le chiacchiere e le parti più discorsive la facevano da padrone mettendo quasi del tutto da parte l’azione e lo sviluppo della trama. Elemento positivo è quindi il fatto che in questo nuovo ciclo di episodi si stia prediligendo proprio quell’azione di cui tanto sentivamo la mancanza. L’unico grossissimo problema rimane uno: anche in questo caso, della trama non se ne vede neanche l’ombra.

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Siamo già al quarto episodio dell’ottava stagione e possiamo dire di non aver visto ancora nulla in The Walking Dead, se non sparatorie, inseguimenti e molte morti non degne di nota. E se proprio vogliamo spezzare una lancia in favore di queste prime quattro puntate, possiamo dire che, almeno, l’azione folle e preponderante rende gli episodi un pò meno lenti nonostante non stia succedendo praticamente niente. E ciò a differenza dello scorso anno in cui le troppe parole, la pochissima azione ed uno sviluppo quasi inesistente del plot, hanno dato vita ad una stagione lentissima.

Walking Dead

Il focus si concentra su Ezekiel, Carol e le loro riflessioni

Nelle prime tre puntate, The Walking Dead ci ha fatto assistere alle vicende in cui sono coinvolti vari gruppi di personaggi, mentre in questa puntata decide di concentrarsi in particolare su Ezekiel e Carol. La loro storia riprende esattamente da dove erano terminati gli episodi precedenti per cui assistiamo al loro tentativo di mettere le mani sulle ormai famose armi. Ma se da un lato Carol si trova da sola nel bel mezzo dell’azione di recupero (salvando Ezekiel e fronteggiando i Savior), dall’altro abbiamo proprio Ezekiel che si ritrova a dover affrontare un orda di zombie nonché suoi (ormai ex) soldati, un “Negan” a caso che lo tiene sotto scacco e dei profondissimi sensi di colpa.

Tutto l’episodio di The Walking Dead pare essere costruito per arrivare proprio ad esplorare lo stato d’animo di Ezekiel. Gli autori vogliono, infatti, creare un netto contrasto tra tutti i discorsi da lui fatti fino ad ora sul coraggio, la vittoria e la giustizia, che vengono ripresi anche ad inizio episodio, e il suo punto di vista finale in cui ha dovuto assistere alla morte dei suoi uomini e della tigre Shiva, e alle brutture del genere umano che creano sofferenza e paura.

E’ proprio qui che si inserisce il discorso tra lui e Carol, flashback di pochi momenti precedenti alla battaglia, in cui entrambi dicono di aver scelto di essere eroi, ma che anche la vita ha deciso per loro con le sue vicissitudini. E sempre lo farà. Ed è così che anche in negativo la vita ha scelto per Ezekiel: l’ultima giornata vissuta lo ha portato a sentirsi piccolo, inutile ed impotente, a non ritenersi più il Re, ma some guy, uno qualunque, ed a farlo andare via avvilito davanti alla sua gente, senza più discorsi di incoraggiamento da sviscerare. Carol più di tanto non può dire e fare sapendo bene cosa si prova.

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Piccolo imbarazzante excursus su Rick e Daryl

Gli uomini che Carol fa scappare via con le armi, vengono, un po’ troppo prontamente, raggiunti da Rick e Daryl. Ovviamente alla fine della fiera i due compagni di merende di The Walking Dead riescono ad avere la meglio, ma vorrei sottolineare quanto sia stata imbarazzante la realizzazione dell’inseguimento: tra zoomate feroci, affiancamenti, salti da una jeep all’altra ed auto che facevano a zig zag come dovessero evitare dei birilli, la regia ha dato davvero il peggio di sé. Una roba talmente finta che non sembrava di essere nel 2017, ma in una serie tv degli anni ’80. Mancava solo la sigla di una di queste ed il viaggio nel tempo sarebbe stato completo. Non si poteva davvero fare di meglio?

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Con un pugno di mosche o poco più

Insomma, anche con questa puntata The Walking Dead si conferma vuoto di trama, ma ricco di azione con una punta di riflessione che dovrebbe portare ad un cambiamento netto nella voglia di combattere di alcuni di loro. Che ciò possa portare ad un cambio di marcia è ciò che ci si augura, come lo è anche il fatto che ora le armi tanto agognate sono in mano a Rick e Daryl. Anche se si potrebbe obiettare che altre armi portano ad altre inutili sparatorie, io spero che, al contrario, l’aver ottenuto ciò che si cercava dalla prima puntata significhi un avanzamento di trama.

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8.04 - Some Guy
  • Immobilismo e riflessioni
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