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The Walking Dead: Austin Amelio, ovvero Dwight, parla della sua esperienza sul set

Walking Dead

Gli spettatori de The Walking Dead hanno potuto fare un salto nel passato di Dwight, interpretato da Austin Amelio, nel corso dell’ultima puntata andata in onda, The Cell. Intervistato da Variety.com, Austin Amelio ha raccontato come è stato lavorare con Norman Reedus e Jeffrey Dean Morgan:

VR: Prima di tutto, quanto tempo ti ci vuole al trucco prima di girare?

A.A.: ‘Circa un’ora e mezza. Altri quarantacinque minuti per togliere tutto. Ma a me piace, il tizio del trucco è un mio amico. Passiamo un bel po’ di tempo insieme’.

VR: Cosa significa per te interpretare un personaggio così tormentato?

A.A.: ‘È difficile. Un momento e sto preparando un panino, e quello dopo sto torturando un essere umano. Non è piacevole. Alla fine delle riprese mi capita di pensare che è stressante. Anche perché non ci sono pessimi attori su questo set. Quando vedi Norman nella cella ridotto in quello stato, puoi sentire l’energia che sprigiona, ed è negativa. Il tormento di Daryl lo affigge, e diventa tutto molto difficile. Nel senso migliore del termine, ovviamente, perché rende tutto molto realistico’.

VR: Hai ascoltato anche tu la canzone Easy Street a ripetizione sul set?

A.A.: ‘Credo sia stata aggiunta in post produzione. Ma l’ho ascoltata a ripetizione mentre studiavo il copione, giusto per entrare nell’atmosfera. Sono arrivato ad odiarla’.Walking Dead

VR: Parliamo un po’ del triangolo Negan, Dwight, Daryl. Dwight è l’anello debole?

A.A: ‘Non credo, sono solo uno che segue gli ordini di Negan perché altrimenti non so cosa mi accadrebbe. È un mostro. Potrebbe bruciarmi l’altro lato del viso o staccarmi un braccio’.

VR: Quindi Daryl è un futuro Dwight? Forse l’unica differenza è che Dwight ha ancora qualcosa da perdere, mentre Daryl no?

A.A: ‘Sai, sono felice che questo sia stato detto alla fine dell’episodio. Ci fa capire davvero bene quello che entrambi stanno passando, e tra di loro si scatena un po’ di pura empatia che dopo tutte quelle torture ci stava bene. Siamo arrivati al punto dove quasi si capiscono, ma poi io chiudo la porta. È frustrante per lui, ma è come una risposta’.

VR: Com’è essere torturati da Jeffrey Dean Morgan ogni giorno?

A.A: ‘Non è vero, ci divertiamo. Ci sono un paio di ciak nei quali iniziamo a ridere istericamente’.

VR: Hai letto il fumetto?

A.A: ‘Quando mi hanno preso nella serie, non l’avevo mai guardata. Ne avevo sentito parlare, ma era qualcosa di distante da me. Non sapevo che Dwight nei fumetti fosse un personaggio importante. Ho ricevuto la chiamata al mio piccolo appartamento in Los Angeles e credevo di andare a girare un solo episodio ad Atlanta. Alla fine mi ci sono trasferito!’.

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