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Vinyl: recensione dell’episodio 1.02 – Yesterday Once More

Vinyl

Anime perse. Potremmo descriverlo così il secondo episodio di Vinyl che segue il folgorante pilot di due ore, diretto da sua eccellenza Martin Scorsese che, a torto o a ragione, si può tranquillamente considerare come un vero e proprio lungometraggio da incastonare nella preziosa collezione di film diretti dal regista di Taxi Driver.

Vinyl 1X02 - 1La tematica centrale di Yesterday Once More (il titolo è tratto da una canzone dei The Carpenters) è la rielaborazione del passato per affrontare un presente e un futuro più difficile di quanto previsto. Per Devon i momenti di spensieratezza passati nei locali di New York tra un concerto dei Velvet Underground di Lou Reed e il fare da modella a Andy Warhol sono solo un ricordo del passato che noi riviviamo attraverso vari flashback, compreso quello in cui fa la conoscenza di Richie. Il presente la obbliga a dover badare per tutta la giornata ai suoi due figli e ad un marito che pare aver perso nuovamente la brocca.

Avevamo lasciato Richie Finestra miracolosamente illeso dal crollo del Mercer Arts Center e lo ritroviamo all’interno di un cinema, strafatto di coca e alcool, mentre imita i gesti e le movenze di Bruce Lee. Rientrato (ma non del tutto) nei suoi panni, torna alla casa discografica e, in una scena esilarante e sopra le righe, manda all’aria il contratto di vendita della stessa con i tedeschi definendoli dei nazisti. Voglia di riscatto, di ripercorrere i successi del passato. La rottura di un disco dei Jethro Tull da parte di Richie è una scena simbolica che vuole rappresentare per l’American Century Records un nuovo inizio.

Richie, tornato a casa, sfogherà tutta la sua frustrazione con l’amorevole Devon, lì pronta a porgergli la spalla su cui piangere. Un Richie che è stato, già dall’episodio pilota, paragonato ad un Don Draper più rock. A mio avviso è stato un paragone un po’ troppo azzardato perché in Mad Men assistevamo alla lenta e continua caduta verso il baratro del pubblicitario interpretato da Jon Hamm, mentre in Vinyl Richie sta già toccando il fondo e da lì può soltanto risalire a galla.

Richie e Devon appaiono già come personaggi ben caratterizzati e con diverse sfaccettature su cui lavorare per scoprire altri lati della loro personalità. In questo episodio si approfondisce di più anche il personaggio di Zak (un ottimo Ray Romano), il socio di Richie, combattuto tra l’accontentare la figlia a realizzare una festa sontuosa e la situazione bancaria non proprio idilliaca a seguito della rinuncia da parte di Richie di vendere la casa discografica ai tedeschi per fare un po’ di cassa.

VinylI personaggi di Vinyl, protagonisti e non, camminano tutti su un filo sottile e invisibile dove cercano di restare in un precario equilibrio, consci che altri passi falsi non sono ammessi e se si rischia nuovamente la caduta, questa volta sarà finita.

Al di là di situazioni e personaggi, è la musica che fa da padrone questa serie. Anche questo episodio è stato un turbinio incessante di canzoni rock, da David Bowie ai già citati Velvet Underground passando per i Rolling Stones (chissà se il buon Mick Jagger, co-ideatore della serie, ha voluto che loro canzoni risuonino in ogni episodio) fino ai Creedence Clearwater. Sono questi pezzi a tenere insieme una serie che per ora ha confermato quasi tutti gli aspetti positivi visti nel pilot e che da qui in avanti può soltanto crescere.

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1.02 - Yesterday Once More
  • It's only rock'n'roll, but I like it
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