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Vikings: Recensione episodio 2.08 – Boneless

La profezia della principessa Aslaug si è avverata, sarebbe stato strano il contrario visto che non ne sbaglia una: Il figlio che portava in grembo e che era stato concepito dopo il ritorno di Ragnar è nato con un menomazione a una gamba, è un senza ossa come ci  annuncia il titolo.

Vikings_208-2La prima parte dell’episodio si concentra proprio sulla disperazione e allo stesso tempo sul conflitto interiore di Ragnar e Aslaug per le sorti di questo bambino,che in una società di guerrieri avrà vita difficile se non breve, non essendo in grado di camminare. Ancora una volta, devo sottolineare l’intensità di Travis Fimmell perfetto nel mostrarci il tormento e lo struggimento di Ragnar.
 
Boneless
però è anche un episodio di preparazione al gran finale; i tempi stringono e la partenza per il Wessex si avvicina. Lagherta, che si è guadagnata il titolo di jarl, è pur sempre una donna e come tale deve combattere e dimostrare maggiore astuzia e forza per riuscire a essere tratta da eguale dagli uomini: dal suo secondo che cerca di far valere un accordo stipulato in precedenza e dal suo ex marito che pur cercando di trattarla da eguale, poiché Jarl non sembra voler dividere con nessuno la leadership della spedizione. D’altro canto l’abbiamo visto sin dal primo episodio, Ragnar è guidato da una profonda fede per il proprio destino, crede fermamente nella propria discendenza morale e fisica dagli dei.

Vikings_208-6Un altro elemento che si aggiunge in questo episodio, anche se ne avevamo visto un buon accenno nel precedente, è l’approfondimento sul personaggio di Floki. Floki, sin dal principio è stato “consegnato” così allo spettatore senza tante spiegazioni o particolari riflessioni; dallo scorso episodio invece, dalla sua reazione alla gravidanza di Helga ci viene detto che Floki è inquieto. Una mina vagante che potrebbe creare qualche problema a Ragnar negli scontri finali. Lo vediamo confessare alla moglie i suoi dubbi su Ragnar e la sua fiducia crescente per King Horik che a suo avviso sa comprendere gli dei che tormentano Floki meglio di Ragnar. Floki, costruttore di navi, grazie al quale Ragnar è riuscito a razziare le coste della Sassonia, spostando quindi le sue mire espansionistiche a ovest, si sente tradito dalla noncuranza di Ragnar sempre più’egocentrico e visionario. E’ proprio in queste sottolineature che ci viene ricordato che Vikings è una serie che parla di un popolo a 360 C°, quindi anche di famiglia e amicizia.

Amicizia che lega Ragnar a Floki, ma che lega anche Ragnar a  Athelstan.
Vikings_208-3Quest’ultimo ci viene mostrato brevemente ancora una volta come strumento didattico; Athelstan risponde alle domande pungenti sugli usi e costumi dei Vichinghi rivolte dalla Principessa della Mercia, ninfomane insaziabile, in visita alla corte di King Ecbert.
L’episodio termina con l’arrivo sulle coste del Wessex. Ragnar vorrebbe come King Ecbert utilizzare la diplomazia e parlare, soprattutto perché ormai è certo che Athelstan sia vivo. Re Horik dal canto suo, fa notare per la seconda volta che i tre alleati non sono eguali, poiché Re dovrebbe avere l’ultima parola sulla spedizione. Il tutto si risolve in un colpo di mano di Vikings_208-1quest’ultimo che tende un’imboscata al figlio di Re Ecbert e ai suoi uomini, giunti sulle coste per dare il benvenuto diplomatico ai Vikinghi.
Episodio preparatorio ma non per questo poco interessante. Ci lascia la possibilità dimettere a fuoco i nostri protagonisti e i rapporti tra loro, come quello sempre più forte che si sta instaurando tra Rollo e suo nipote Bjorn, molto preoccupato per la sua prima vera battaglia mostrando quindi una natura molto diversa da quella del padre.

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