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Vikings: Recensione dell’episodio 4.19/4.20 – On the eve/The Reckoning

Vikings
History

La vendetta annunciata è infine giunta. I colpevoli della morte di Ragnar sono stati puniti. I figli dell’indimenticabile re possono fregiarsi dell’onore di aver compiuto quella che è la giustizia vichinga. Un esercito quale mai prima gli uomini del nord avevano creato si può vantare di aver sconfitto due re inglesi conquistandosi il diritto di occupare quelle fertili terre che tanto aveva anelato proprio Ragnar. La Grande Armata Pagana ha svolto la sua missione con un successo che resterà scritto nelle saghe del popolo del nord, ma anche nelle cronache inglesi dell’Alto Medioevo. Tutto è bene quel che finisce bene, quindi?

VikingsIl prezzo della vittoria

No. Assolutamente, no. Perché questi dirompenti successi hanno un costo elevato e a pagarlo non sono gli orgogliosi guerrieri dell’armata vittoriosa, ma i fedeli appassionati di una serie che ha deciso di dire addio ai suoi protagonisti. Ancora sotto shock per la dipartita inevitabile di quel Ragnar che di Vikings era l’essenza più profonda, altri violenti fendenti arrivano a ferire la guardia indifesa degli appassionati della prima ora. Con la stessa violenza spietata delle asce che gli invasati Bjorn, Ubbe, Hvitserk, Sigurd fanno roteare sul campo di battaglia arrivano altre due morti eccellenti che i fan devono ingoiare sentendo la gola bruciare come se avessero bevuto amari calici di ardente fuoco.

Il primo bicchiere arriva inatteso sia nei tempi che nei modi. Perché unica vittima della vittoriosa conquista del palazzo reale è inaspettatamente Helga uccisa in un omicidio – suicidio dalla piccola Tanaruz. Helga era stata un personaggio unico in Vikings ed aveva saputo ritagliarsi il suo spazio in una serie dove anche le donne sono sempre state più interessate al potere e alla guerra che alla famiglia e all’amore. Il suo rapporto con Floki era l’immagine rasserenante della fedeltà costante, dell’amore incondizionato, della fiducia incrollabile, della tenerezza remissiva, della bontà ad ogni costo. Ma queste qualità erano diventate ormai un peso per sé stessa condannandola a cercare nuovi vasi in cui versare un affetto troppo grande per accontentarsi di un Floki troppo perso dietro ai suoi problemi per ascoltare il bisogno di aiuto della pur amata moglie. Helga si era illusa che il miracolo riuscitole con Floki potesse ripetersi con un’orfana di un mondo diverso, ma non è stata capace di accorgersi come quel suo tentativo fosse incomprensibile per una ragazzina troppo traumatizzata da tutto ciò a cui ha dovuto assistere per non sentire come un pericolo opprimente quell’amore che Helga voleva offrirle. Non a caso nel pre season – finale Tanaruz aveva tentato una fuga impossibile per poi mostrarsi impaurita più dagli abbracci opprimenti di Helga che dalle parole incomprensibili di Floki. A deporre con delicatezza la salma di Helga è giusto che ci sia solo il marito come ultimo atto di una intimità che nessuna altra coppia della serie ha mai avuto, ma è innegabile che ai lati di quella fossa definitiva ci sia idealmente anche ognuno degli spettatori intristiti.

Tristezza che aumenta ancora di più quando Ecbert si immerge in quella stessa piscina dove per la prima volta ha incontrato il re vichingo per tagliarsi le vene scegliendo così una morte rapida con cui ripagare la sete di vendetta dei figli di Ragnar. Che questo momento sarebbe arrivato era ineluttabile al punto che l’astuto re inglese era da tempo in realtà un dead man walking. Situazione di cui era perfettamente consapevole lui stesso e che spiegava l’apparente disinteresse che stava mostrando di fronte alle preoccupazioni del figlio e la continua attenzione riservata all’educazione di Alfred. Ancora di più, Ecbert era arrivato quasi a desiderare una morte liberatrice. Affaticato dal peso degli intrighi che per tutta la vita ha ordito per arrivare ad unificare quasi l’intera Inghilterra, fiaccato dalla assenza di quell’Athelstan in cui aveva trovato la santità che poteva ammirare ma non raggiungere, Ecbert è stato, infine, travolto dal rimorso di aver dovuto essere colui che ha decretato la morte del proprio migliore amico. Sono le parole di Ragnar quelle che continuamente riecheggiano nella sua mente ed è quel ricordo a permettergli di sorridere mentre serenamente incide il suo braccio andando incontro a una fine arrivata quasi come una lieta novella.

VikingsChi resta insieme a una nuova generazione

Prima Ragnar, poi Helga ed Ecbert. Ma anche Rollo (confinato ormai nella Normandia dove il suo nome diventerà più famoso di quello del fratello) ed ora Floki che, definitivamente prosciugato di ogni linfa vitale, va via per seguire gli dei verso una solitudine priva di ogni eroismo. Solo Lagertha resta dei personaggi che ci hanno accompagnato in queste quattro stagioni. Ma la nuova regina di Kattegat non è la shieldmaiden fiera ma anche giusta che avevamo conosciuto. È piuttosto una donna assetata di potere e vendetta che si compiace del suo dominio e si lascia andare a torturare prigionieri per difendere la sua corona. Una Lagertha che dovrà guardarsi dalle mire espansionistiche di Harald libero ormai anche dalla promessa fatta alla ritrovata e subito perduta Ellisif (parentesi alquanto superflua a dire il vero).

Ma soprattutto dovrà temere la furia vendicatrice di Ivar. Ragnar lo aveva detto: “un giorno il mondo conoscerà e avrà paura di Ivar il Senza Ossa”. E le fondamenta solide di questa fama sanguinaria sono state piantate proprio in questi due episodi che ne esaltano l’intelligenza tattica che porta alla vittoria contro le truppe di Aethelwulf, ma soprattutto la rabbia incontrollabile che muove la mano che veloce lancia l’ascia con cui uccide il fratello Sigurd. Eppure, proprio questo omicidio, unitamente alla testarda insistenza con cui vorrebbe continuare la guerra, rappresentano il primo passo falso di Ivar. Perché come può ergersi a capo di una grande armata colui che dimostra di non avere remore a tradire il suo stesso sangue? Come può proporsi come guida di un popolo una persona che non sa controllare neanche sé stesso?

VikingsFuture sfide contro vecchi e nuovi nemici

Gli ultimi episodi di Vikings hanno dimostrato che la serie può camminare sicura sulle sue gambe anche senza Ragnar. Ma hanno anche confermato quel che, in fondo, ognuno già sapeva: non potrà mai esserci un altro Ragnar. Perché le doti del re defunto sembrano essersi divisa tra i suoi figli con Bjorn che ne ha ereditato la sete di conoscenza (che gli fa scegliere il Mediterraneo come prossima meta invece che una ennesima razzia inglese) e l’esperienza in guerra, Ivar a cui è toccata la volontà di non arrendersi mai e l’astuzia nel disporre le pedine sul campo di battaglia e Ubbe che ha invece il suo stesso fascino convinto e soprattutto la capacità di pesare i pro e i contro di ogni opzione. Solo uniti hanno potuto creare e guidare alla vittoria la Grande Armata. Se è stata la loro coesa unione a fare la proverbiale forza, cosa nascerà dalla inevitabile divisione?

Anche perché i Sassoni sono sconfitti, ma non distrutti. Con un ultimo inganno, Ecbert ha convinto i vichinghi a volgere le loro attenzioni verso una terra che non aveva alcun diritto di concedere loro non essendo più lui il re dei re. Mossa utile a rompere l’alleanza vincente e a indirizzarla nella direzione opposta a quella dove Aethelwulf, che questi due episodi hanno mostrato essere degno della corona posta sul suo capo dal padre, si è diretto per riorganizzare l’esercito. A cui non mancherà sicuramente l’aiuto di Heahmund, il vescovo interpretato dall’annunciato Jonathan Rhys Meyers. Gli ultimi minuti a lui dedicati chiariscono subito che si tratterà di un personaggio ambiguo animato sia da una fede fanatica (come suggerito dalla parola Ananizapta incisa sulla spada a fianco al letto che, secondo alcuni studiosi, è una sigla che significa “Gesù Cristo ha sconfitto la morte venendo battezzato da Giovanni e morendo sulla croce”) che da una marcata propensione a peccare.

Vikings conclude la sua quarta stagione chiudendo, in realtà, un’intera era. Non ci saranno più Ragnar ed anche Floki e Rollo resteranno probabilmente molto defilati (se non del tutto assenti). Ma ci sarà comunque Vikings. E noi ad aspettarlo.

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4.19/4.20 - On the eve/The Reckoning
  • La fine di un'era e l'inizio della prossima
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