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Vikings: Recensione dell’episodio 4.05 – Promised

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Stavolta un paio di salti dalla sedia/poltrona/divano Vikings ce li ha fatti fare: dopo cinque puntate è finalmente arrivato il primo scossone di questa quarta stagione, la più lunga in termini di episodi rispetto alle precedenti già prodotte. Ci saremmo aspettati un bel faccia a faccia a muso duro tra Ragnar e Harald, ma come si diceva anche nella scorsa recensione, se c’è una serie che utilizza l’imprevedibilità come un vero e proprio asso nella manica, quella è Vikings. E dunque non ci viene fatto vedere il momento preciso in cui Ragnar, supponiamo, dice al re Bellachioma di alzarsi dal suo trono, ma veniamo catapultati già in un momento successivo, in cui il Re dei Vichinghi sembra aver accettato con indifferenza l’arrivo di questo nuovo ospite a Kattegat.

vikings 4.05 promised dianne doan travis fimmelForse l’aver tralasciato un momento tanto significativo, che aveva abbastanza lasciato col fiato sospeso la scorsa settimana, è soltanto un modo velato per sottolineare l’indifferenza e l’apatia che stanno prendendo il sopravvento nell’animo di Ragnar. In un certo senso, il segreto che egli rivela (a quella che si è rivelata essere una vera e propria principessa, Yidu) circa il suo senso di colpa nei confronti dei fratelli ammazzati in modo vile e vigliacco in Inghilterra, fa luce su un comportamento finora inspiegabile e soprattutto inatteso. Come egli stesso confessa, la voglia di combattere e di vincere sembra essere svanita. Inoltre, il senso di colpa non ha finora innescato un istinto alla vendetta, tipico dell’animo vichingo, ma lo ha portato più verso una ricerca interiore che molte volte, alla lunga, può anche innescare una conversione. Magari proprio dopo lo stato di apatia.

Il punto è che che in questo Promised le carte in tavola sono svelate: questo Ragnar che cade preda dell’oppio e dei sentimenti di evasione del mondo grazie a Yidu, potrebbe abbassare la guardia proprio quando alcuni “amici” stanno lentamente dichiarandosi “nemici”.
E non parlo solo dei due torvi fratelli che si presentano a Kattegat praticamente con una armata di gente pronta alla guerra, che potrebbero rivoltare la città come un calzino ma non lo fanno adesso perchè prima vogliono andare a Parigi.vikings 4.05 promised katheryn winnick ben robson Sto parlando di Aslaug e Floki, che nella scena in cui Ivar con una accettata fa fuori un povero bambino fanno capire di aver perso completamente la testa, dedicandola, loro si, alla vendetta. Lo stesso “skol” che la regina indirizza verso il tavolo dei fratelli Bellachioma, dopo che Floki si è unito a loro, è chiaramente un segnale: quei due (tre, contando il costruttore di barche) possono essere il mezzo per eliminare Ragnar ed avere il potere tutto per lei.

Un po’ quello che è successo a Kalf, in quello che può definirsi finora il primo scossone di questa stagione (eppure Lagertha l’anno passato lo aveva avvisato della sua vendetta). Kalf si è trovato con la guardia del tutto abbassata il giorno di un inatteso matrimonio, questo perchè il suo sentimento nei confronti di Lagertha, a parere mio, è diventato talmente vero e forte che ormai credeva di aver domato la bestia. Certo, si può obiettare che stiamo parlando di uno che voleva far ammazzare il figlio della sua amata (e futura promessa sposa e madre), ma dal modo in cui risponde a Erlendur (“Peccato!”) viene il dubbio che la sua sia stata una mossa più diplomatica che altro, per quanto azzardata, fatta solo per tenerlo buono. Lagertha (e con lei Katheryn Winnick) torna finalmente alla ribalta, dopo aver tramato finora nell’ombra: il suo potere difficilmente verrà messo in discussione, dato che sembra essere ben solido grazie alle sue shieldmaiden. Sarà un piacere rivederla di nuovo muovere le fila della storia.

vikings 4.05 promised katheryn winnick 2L’unico che può essere l’erede di Ragnar, quasi incarnarlo e prenderne le redini nel momento in cui il Re dei Vichinghi dovesse farsi da parte è Bjorn, che presto vorrà assaggiare il sapore della vendetta. Qualcosa dovrà pur succedere a Ragnar che possa scuoterlo da questo stato di apatia. Di certo non sarà tornare in Francia, cosa che non sembra neanche convinto di voler fare. Oppure l’incontro con il suo fratello-traditore Rollo potrebbe fargli aprire gli occhi?

Rollo infatti sembra ormai essere del tutto entrato nella parte del francese che difenderà fino alla morte le mura di Parigi. Eppure anche lì è terra di complotti e intrighi, nei quali sicuramente ad un certo punto verrà invischiato. In ogni caso, le parti dedicate a lui e alla terra inglese sono quelle che questa settimana son state meno interessanti. Da segnalare il forte monologo di Re Ecbert nella chiesa, in cui si rivolge a Dio in cerca di una giustificazione del suo comportamento diabolico. Una scena orchestrata bene e che fa intuire il potenziale di un personaggio che, insieme a tutta la storyline cui fa capo, potrebbe essere sfuttato meglio.

vikings 4.05 promised clive standenPiù episodi, più lentezza nello svolgersi della trama: una settimana succedono cose in Inghilterra, quella dopo più a Kattegat. Da una parte questo può essere preso come un miglioramento rispetto alle passate stagioni dove i salti temporali, anche grossi, erano all’ordine del giorno, ma dall’altro lato gli sceneggiatori devono stare attenti sia a tenere bilanciati tutti gli eventi, sia soprattutto a non tessere troppo trame e sottotrame fino a non poter districarsi più tra tutti i fili del gomitolo.

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4.05 – Promised
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