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Versailles: Recensione dell’Episodio 1.01

Pare sia un peccato capitale rimanere troppo a lungo orfani di rivisitazione storiche “over the top“. Ma per fortuna, tra un Outlander e un The Crown presto su Netflix, è arrivato Versailles.

Produzione franco-canadese, già andata in onda con successo in Francia lo scorso novembre, è fin troppoVERSAILLES 1.01 LUIGI XIV RE SOLE AMANTE facile da paragonare ai Tudors di un Jonathan Rhys Meyer più spiritato che mai nei panni del re ammazza mogli Enrico VIII.
Anche in Versailles il cuore pulsante dello show è un giovane sovrano alle prese con una regno, una moglie e una corte che gli mettono i bastoni tra le ruote proprio mentre la gloria sembra a portata di mano. Il giovane Luigi XIV, meglio noto come il Re Sole, sogna di dare vita a una nuova Francia e, per farlo, decide di edificarne la maestosità in un palazzo – indovinate un pò? – proprio a Versailles!

In questo primo episodio ci sono ovviamente tutti gli ingredienti che potevamo aspettarci da questo gateau al profumo di Seicento: sesso, giochi di potere, tradimenti e pure uno sconvolgente, quanto antistorico, colpo di scena finale.
Ma attenzione: niente parrucche!

VERSAILLES 1.01 PHILIPPEPer insaporire il tutto con gusto e la giusta dose di malizia, sua maestà ci è indulgentemente presentato come un leader carismatico e visionario, seduttore galantuomo più simile a Casanova che a un onnipotente capo i cui desideri sono ordini. Meglio chiudere un occhio sul vero acume politico votato al grandeur di Luigi XIV. Proprio a partire dalla costruzione del palazzo di Versailles, infatti, quello stesso paese per cui il suo re sognava gloria eterna, si sarebbe messo in marcia verso la Rivoluzione.
Ma i tempi della ghigliottina sono ancora lontani e i sovrani hanno il fascino di condottieri umili, che si concedono una chiaccherata con l’uomo della strada, o meglio con il giardiniere senza un braccio. E spinti da  voglia di libertà, cavalcano indomiti nel bosco per sfuggire alle proprie guardie del corpo iperprotettive o all’odio – amore di un fratello complessato.

La regalità è gagliardia e la sensualità sono seni sospiranti in corpetti troppo stretti o veneri anoressiche seminude che emergono da una fontana. Viva l’igiene! Viva lo shampoo!

Versailles non è ancora quel luogo di putrida nobiltà, noto in tutte le corti europee per la puzza dei suoi corridoi e la lascivia dei suoi abitanti. È ancora una “piccola” residenza di caccia, un luogo di vacanza che le roi vorrebbe trasformare in quartier generale di un sogno. Lontano dalla folla sudicia di Parigi, s’intende, per dar vita a un nuovo culto, quello della spensieratezza e dell’eleganza. VERSAILLES 1.01 Queen
Tutt’intorno sono invidie e favoritismi. Philippe, fratello minore di Louis, è soggiogato da un rancore da principe di serie B e combatte tra la lealtà familiare e la brama di potere.
Come spesso accade nelle serie in costume, l’omosessualità è un amore privo di romanticismo ed è mostrato invece tramite scene di sesso spregiudicato o addirittura aggressivo. La fellatio di Philippe non poteva più chiaramente descrivere l’influenza malevola di Chevalier, il vanitoso amante tutto preso a tessere intrighi e a dissacrare la santità di re Luigi.

Ma Versailles non è The Tudors, e pur giocando parecchio con il fascino sessuale della vita di corte, non è quel montaggio di scene a luci rosse come era stato annunciato. Non è privo infatti di una certa grazia, e anche se per ora manca un’ interessante coralità di personaggi o di intrecci narrativi, si aggiudica un semaforo verde, senza infamia e senza lode.

Ventagli pronti per il prossimo episodio: che ne è del real Delfino?

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Versaille 1.01
  • Vive le roi!
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