fbpx
Cinema

Venezia 72: il diario (seconda parte)

Nel gelo della sala stampa al terzo piano del Casinò, l’atmosfera si fa seria giorno dopo giorno. I giornalisti, o presunti tali, scrivono come dei forsennati per pubblicare prima del tizio seduto al loro fianco la recensione del film appena visto, con buona pace del SEO. palazzo-casino-biennale-venezia

Di giornalisti e di giornalismo d’inchiesta parla anche l’americano Spotlight, presentato Fuori Concorso nella seconda giornata di Mostra. Siamo nel 2001, un paio di mesi prima dell’attentato alle Torri Gemelle, e alla redazione del quotidiano locale The Boston Global il team “Spotlight” comincia un’inchiesta sui presunti abusi perpetrati dai sacerdoti ai danni di minori. Un’inchiesta scottante, scomoda, delicata, che i giornalisti del quotidiano mandano avanti incuranti delle polemiche che ne possono scaturire.

Applausi convincenti accompagnano i titoli di coda di un film di vecchio stampo (a chi non sarà venuto in mente, vedendolo, “Tutti gli uomini del Presidente”), ben interpretato da un cast che può vantare Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Stanley Tucci e il “Mad Men” Jon Slattery. Barbera poteva osare di più inserendo il film in Concorso e non “Fuori” (paura di attirare qualche critica dal Vaticano?). Quel che è certo è che rivedremo Spotlight durante la stagione dei premi americani.

Di Everest, film di apertura, ne ha parlato ampiamente la nostra Bianca nella recensione. Un’apertura che non ha convinto molti, pubblico compreso, ma che al box-office riuscirà in qualche modo a dire la sua, mentre di Beasts of No Nation, primo film in concorso di questa edizione, se ne può parlare solo che bene, così come ha fatto Andrea nella sua recensione.

beasts of no nations 1Due parole sulla distrubuzione del film di Fukunaga. Va prima su Netflix, la piattaforma on demand in procinto di sbarcare anche in Italia a ottobre e, in seguito, con una distrubizione indipendente, in una manciata di sale americane, per sfruttare a pieno le sue potenzialità in ambito di Oscar e dintorni. Un plauso a Barbera, il direttore artistico della Mostra, per aver “osato” portando al Lido, in Concorso, un film per la televisione, come si sarebbe detto una volta. E’ presto per affermare che questo sarà il futuro del cinema, ma un Festival come Venezia, che spegne quest’anno 83 candeline, ha il dovere di stare al passo con i tempi e di seguire tutti i mutamenti a cui va incontro la settima arte.

E intanto la Mostra continua…

Comments
To Top