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Utopia: Recensione degli episodi 2.05 e 2.06

E siamo giunti, a malincuore, alla fine di questa seconda stagione. A malincuore perché le sorti di questo magnifico prodotto britannico non sono ancora note. Non sappiamo se Channel 4 ordinerà una nuova stagione o se questa sarà la fine fine di Utopia. Che da un certo punto di vista (il mio), potrebbe anche starci.

Schermata 2014-09-05 alle 23.14.32Come per la 2.03 e la 2.04, anche per questi ultimi due episodi la scelta narrativa è quella di focalizzarsi sui personaggi più che sulla trama. Non che non ci siano rivelazioni (alcune anche di un certo spessore), piccoli e grandi tasselli che si aggiungono alla nostra storia, ma gli autori si sono ancora una volta concentrati molto di più sull’impatto che Giano, e tutto quello che è stato dopo, ha avuto ed ha sui nostri protagonisti, a partire da Jessica per finire ad Ian. Come se, dopo una lunga corsa, ti fermassi con il fiato rotto a guardare il sentiero che hai percorso.

Quei lunghi momenti di compassione umana, come la lunga sequenza di pianti a singhiozzo e abbracci che segue alla rivelazione di Becky ad Ian della morte del fratello, avrebbero creato di certo nella prima stagione un’ interruzione brutale del ritmo concitato con cui vivevamo le vicende del nostro gruppo.

Schermata 2014-09-05 alle 23.13.15C’è più silenzio in queste ultime due puntate che in tutto il resto della serie, o meglio da quando Philip Carvel è presente in carne ed ossa e non solo attraverso le sue tavole. Come se fosse stato proprio lui a portare con sé questo silenzio. E la paura, i rimorsi, il dolore. Un dolore che si scioglie solo quando incontra ed abbraccia la sua Jessica. (Una scena di un’epicità innegabile, grazie anche al meraviglioso spettacolo naturale che li circonda). “Il mio amore per Jessica” racconta Carvel “era qualsiasi fisico, un organo che non esisteva finché non è nata. E poi ha controllato tutto”. Che vi piaccia o no, anche dio ha le sue debolezze, come lo stesso dio ammette. Ma gli adepti più fedeli accettano anche le debolezze della propria divinità. Poco importa se il vaccino non funziona, poco importa se moriranno più persone del previsto, poco importa se gli unici che si salveranno saranno le popolazioni di lingua romaní. Il popolo eletto, insomma. Milner accetta anche questo, in nome dell’amore per la sua divinità. Potrà sembrare una banalizzazione, ma a me suona più come un’ “umanizzazione”. Basta un bacio, un abbraccio che non ti saresti mai aspettato nella vita di ricevere e tutto intorno crolla. Il vuoto.

Schermata 2014-09-05 alle 23.14.37Il resto, tutto quello che è accaduto ed accade non importa. E a volte ci dimentichiamo anche noi del resto della storia, della paura di morire di Becky, della sua storia di amore con Ian, di Wilson Wilson che deve prendere il posto di una Milner distratta, sì distratta, di un Dugdale che si infila un cellulare su per il … per salvare la famiglia, di Lee che incontra (finalmente!) una Jessica Hyde amorevole che accudisce il fratello Pietre / Arby in fin di vita. E forse è proprio Pietre il personaggio che perde di più in questo gioco, alla ricerca fin da piccolo dell’amore di un padre che lo tratta più come cavia che come figlio. Ma quell’amore arriva alla fine, anche se sotto forma di un proiettile.

“Come si fa a sparare alle persone che ami?” chiede Wilson a Carvel. “Il mondo e’ pieno d’amore” risponde lui “Miliardi di persone che amano miliardi di altre. Ma quando non avremo più risorse, quell’amore non conterà niente.”

Schermata 2014-09-05 alle 23.12.36Se ce lo siamo dimenticati perché siamo qui, ci pensa il nostro professore a ricordacelo.

L’altra storyline di questi ultimi due episodi segue invece le vicende di Terrence. Un impacciato commesso di fast food, deriso dal più maleducato e ignorante dei clienti. Il signore dalla faccia pulita con cui scambi volentieri due chiacchiere nell’attesa che arrivi il volo che riporterà a casa te e tuo figlio. Finché quel brav’uomo non apre la bocca e smonta qualsiasi tuo buon proposito ambientalista suggerendoti che l’aver messo al mondo il tuo bambino, il tuo amato bambino, è la cosa più crudele che tu potessi fare per l’ambiente e l’umanità intera. Ed è anche pronto ad uccidere tuo figlio, se sei d’accordo. Una gelida macchina da guerra insomma, istruita affinché compia la sua missione. No matter what.

Terrence è il risultato visibile, concreto del lavaggio di cervello a cui Milner ha sottoposto Wilson Wilson e in realtà un po’ tutti noi.

Schermata 2014-09-05 alle 23.13.30Perché quello che rende Utopia una grande serie è la capacità di rendere reale l’irreale. Come ho scritto nella recensione dei primi due episodi, Utopia gioca con la storia riuscendo a creare nello spettatore l’illusione che quello che sta vedendo possa in realtà essere realmente accaduto. Che le risorse a disposizione dell’uomo siano sulla via dell’esaurimento non è una fandonia, che si siano creati dei virus in laboratorio e poi siano stati testati sugli umani neppure. Ma soprattutto non è una fandonia che l’uomo non sappia imparare dai propri errori, che la storia sia fatta di corsi e ricorsi.

Siamo umani, troppo umani, parafrasando Nietzsche. Ma ancora crediamo di poter giocare a fare dio. Anche se noi stessi siamo stati vittime della crudeltà di altri che hanno voluto provare a giocare al nostro stesso gioco.

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