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Recensioni

Utopia: Recensione degli episodi 2.01 – 2.02

Schermata 2014-07-20 alle 22.00.04Due puntate a distanza di 24 ore l’una dall’altra nella realtà, ma distanti più di 30 anni nella finzione. Utopia torna a più di un anno dalla prima stagione, con una doppia premiere che conferma la qualità della serie britannica.

Procediamo per gradi. La prima stagione ci aveva rivelato nelle ultime battute l’identità di Mr Rabbit, la quasi insospettabile Milner. Ma soprattutto avevamo scoperto dove Carvel aveva nascosto Janus, nella sua più grande creazione, nel sangue di sua figlia Jessica.

La prima puntata di questa doppia premiere potrebbe essere tranquillamente un episodio a sè stante, una sorta di puntata speciale, in cui gli autori ci concedono un breve ma chiaro excursus su ciò che è stato, sul progetto Janus e soprattutto sul rapporto tra Milner / Mr Rabbit e Carvel / Dane. Intuiamo di essere in altro epoca già dal registro stilistico usato, dall’utilizzo consapevole e per nulla forzato del formato 4:3. Siamo nel 1979: in una notturna e desolata Roma troviamo un giovane Philip Carvel, interpretato da Tom Burke, il quale regala alla figlia Jessica un disegno che la ritrae insieme ad improbabili animali adornati da corone.Schermata 2014-07-20 alle 22.00.45

Neanche il tempo di godere di questo piccolo quadretto familiare che ripiombiamo in quell’aria di terrore ed ansia che ci ha accompagnato per tutta la prima stagione. In una buia macchina una giovane Milner, che qui ha il volto di Rose Leslie, minaccia Carvel di torturare Jessica se non le consegnerà Janus. Alla guida Mino Pecorelli, giornalista il cui omicidio è uno dei misteri che ancora il nostro paese non riesce e non vuole risolvere. Dovremmo qui aprire una parentesi su quanto sia legittimo e decoroso inserire all’interno di una narrazione fittizia fatti e periodi storici che rappresentano ancora delle cicatrici per la società moderna. Pecorelli, come Aldo Moro citato ad inizio episodio (con un giovanissimo ed inquietantissimo Bruno Vespa), come Airey Neave. Ad essere sincera ho storto un po’ il naso alla prima visione, ma credo che non ci fosse nessun cattivo intento negli autori. Utopia più che una serie surreale è “sul-reale” e questo, a mio parere, giustifica anche una riscrittura della storia.

Schermata 2014-07-20 alle 22.02.39La narrazione va avanti, o meglio va indietro di cinque anni , e ci  racconta il primo incontro tra Carvel e Milner, il loro rapporto lavorativo guidato da un amore superiore (un brain love, dirà qualcuno), le loro vite private. Conosciamo un piccolo Pietre che a causa degli esperimenti condotti da Carvel, padre ma soprattutto sperimentatore, diventerà lo spietato Arby. Intorno a loro madri, figli, amanti e colleghi mossi ed eliminati come pedine da una Milner amorevole quanto spietata.
Una donna che ha vissuto il genocidio e che sembra essere immune al dolore e alla morte. L’episodio si chiude con un dottor Carvel completamente andato di testa, perso nei suoi pensieri e nei rimorsi per quello che ha fatto. L’arrivo di Christos lo libererà da quel legame malato che lo tiene stretto a Milner e gli concederà una seppur sofferta nuova vita come Mark Dane.

La seconda puntata ci riporta ai nostri tempi, all’oggi, e ci mostra cosa stanno facendo e dove  sono i nostri. Si parte da Jessica, rinchiusa in una futuristica prigione a specchio circondata da campi di lavanda, torturata dalla ormai nota Milner che cerca di strapparle quell’ultima piccola modifica a Janus che Carvel le ha nascosto da sempre. Da precisare che non ho mai particolarmente apprezzato la scelta di affidare questo ruolo a Fiona O’Shaughnessy (una sorta di svampita e isterica Lara Croft), anzi credo sia il punto debole della serie, anche nelle vesti di prigioneria in bilico tra schizofrenia e lucidità pura.

Schermata 2014-07-20 alle 21.59.12Si continua con Arby, che è riuscito a ricrearsi una normalità normale da idraulico accanto ad una nuova compagna e la sua bimba, riappropriandosi del suo vero nome. Ma questa nuova tranquillità durerà poco, giusto il tempo di un piatto di quinoa.

Wilson Wilson è ormai passato dalla parte dei cattivi, nonostante abbia ancora delle incertezze sulle sue reali capacità (la sola visione di un cucchiaio genera ancora in lui brividi e turbamenti). Dugdale ha preso il posto di Letts come amministratore delegato della Corvadt, ma come sempre non fa altro che dire che questa sarà l’ultima volta che sottosta al volere del Network, di Milner in buona sostanza. Ian e Grant vivono ancora nel ricordo di Becky e non riescono a superare l’abbandono. “Where is Becky” riecheggia, quasi a ricordare quel “where is Jessica Hyde” del primo episodio. Ed è proprio Becky la molla che farà rimettere in moto il gioco. L’incontro con Christian Donaldson, che la convincerà a non farla finita promettendole un anno di vita ancora, la porterà ad incontrare Anton, un altro scienzato visibilmente non molto sano di mente ma profondo conoscitore della sindrome di Dell (che di sicuro si rivelerà in qualche modo importante), e dopo una serie di rocamboleschi inseguimenti ed uccisioni la ricongiungerà con Ian e Grant. A loro si unirà anche Arby / Pietre, intento ad aiutare il gruppo contro Milner.

Schermata 2014-07-20 alle 21.58.38Nel frattempo Jessica ha fatto fuori l’ennesimo torturatore. Non le rimane che fingersi pazza e godere di un panorama pieno di nuvole nell’attesa di compiere un nuovo piano omicida.

Un inizio di stagione in linea con tutto quello che abbiamo visto nella prima serie. Da una fotografia satura che ricorda i colori di una graphic novel ad un comparto sonoro curatissimo (meravigliosi i sospiri ansimanti che accompagnano l’entrata in scena di Arby / Pietre), da un taglio registico innovativo ad un ritmo nella narrazione che tiene vivo l’interesse (fantastica la scena della corsa di Christian e del collega legato al polso). Fino ad ora questa serie ha promesso e mantenuto un alto livello visivo e narrativo. Non a caso la HBO ha chiesto ad un certo David Fincher di occuparsi di un remake in salsa americana.

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