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Untraditional: recensione del primo episodio della serie tv di Fabio Volo

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Gomorra, The Young Pope, I Medici, 1992, Il Commissario Montalbano e da mercoledì Untraditional?

Sono queste i titoli che al di là dei gusti personali rappresentano al meglio la qualità delle serie prodotte in Italia negli ultimi anni. Alcune di queste sono molto apprezzate anche all’estero. Ma perchè?

Credo proprio che le serie tv italiane migliori siano quelle che rappresentano il nostro paese così com’è, senza correre il rischio di imitare lo stile e lo storytelling dei successi d’oltreoceano. Generi diversi, tematiche eterogenee: crime, storia, political drama, poliziescoDiscorso a parte va fatto per The Young Pope, esempio di assoluta unicità che sfugge ad ogni tentativo di categorizzazione.

E la commedia?

Ed eccoci a noi, manca (o forse mancava) un esempio di comedy series credibile nel panorama delle serie tv italiana. “Untraditional” di Fabio Volo si candida per ricoprire il ruolo di prima comedy series italiana dell’era moderna. Dico dell’era moderna perchè non è paragonabile agli scenari e alla struttura narrativa di Un Medico In Famiglia, Provaci Ancora Prof; fiction televisive di successo mandate in onda dalla Rai.

Il primo episodio della serie scritta e recitata da Fabio volo, andrà in onda mercoledì 9 Novembre su Canale 9 in prima serata ed è disponibile in anteprima su Dplay già da qualche giorno.

Fabio Volo è una figura mediatica che gode di una certa visibilità e di un audience molto vasto: conduttore de Il volo del mattino programma radiofonico di successo di RadioDeejay, attore e scrittore.  C’è quindi un certo hype dietro Untraditional che gli esperti hanno già etichettato come mockumentary, cioè un genere che fa il verso allo stile documentaristico in chiave satirica.

Io la definirei one man show comedy; una commedia personale che gira attorno alla figura di un unico personaggio. Un reality show seriale che porta lo spettatore a casa del protagonista che in questo caso è Fabio Volo che scorazza in un plot cucito sulla sua vita reale, leggermente adattata alle necessità della trama.

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La partner di Fabio in Untraditional è Johanna Hauksdottir, moglie del conduttore bresciano nella vita di tutti i giorni. I colleghi sono gli stessi di RadioDeejay. Il plot della serie è quindi una copia romanzata dello stesso Fabio che i radioascoltatori hanno avuto modo di conoscere negli anni: quarantenne attraente amato dal pubblico femminile, sornione, che capisce le donne, che ama parlare di donne e che di certo non è avvezzo alla convenzionalità degli standard social dell’italiano medio.

Il Fabio di Untraditional, oltre a condurre un programma alla radio, è un regista che cerca di lanciare la sua prima serie tv e anche qui le assonanze con la realtà sono ovvie. Accompagnato da un agente alla Saul Goodman, sopravvive in una Milano fatta di lavoro, famiglia e serate mondane. Non succede molto in questo primo episodio di Untraditional, tuttavia ci sono diversi spunti positivi.

I dialoghi sono frizzanti, dinamici e poco politically correct;  anche se ci sono momenti in cui la banalità romantica propria dello scrittore bresciano prende il sopravvento sulle scene. Simpatici ma forse un po’ troppo esagerati i tentativi di sdoganamento del tabù del sesso affidati a scambi di battute e apprezzamenti poco principeschi che intervallano i dialoghi dei personaggi, sferzati e annoiati dai dubbi esistenziali di Fabio Volo che in Untratidional viene dipinto come una sorta di filosofo metropolitano del nuovo millennio, guru del sentimentalismo mordi e fuggi.

Gli interpreti non spiccano di certo per le doti attoriali e molto spesso risultano acerbi e poco credibili. La scenografia, in pieno stile foglie d’autunno e tazzina di caffè alla Instagram, non dispiace e conferisce un tocco di internazionale alle serie.

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Giuliano Sangiorgi, Selvaggia Lucarelli, Le Donatellas, Silvio Orlando, Quentin Tarantino e tanti altri personaggi dello spettacolo zampillano di tanto in tanto tra le maglie della trama amalgamandosi perfettamente con la narrazione della serie. Saranno molti i camei illustri durante il corso della prima stagione di Untraditional.

E’ difficile capire la caratura di questa serie dopo la visione del primo episodio che è stato contraddistinto da alti e bassi che si equivalgono in giusta misura. Da un lato abbiamo un prodotto di serialità fresco per il pubblico italiano che può contare su una fan base di partenza considerevole e su una spiccata visibilità mediatica del suo protagonista; dall’altro bisogna considerare diverse lacune come le prestazioni attoriali di alcuni interpreti e le divagazioni romantico-esistenziali di un Fabio Volo femminista piacente e compiacente.

Un inizio più che sufficiente per Untraditional che sin dalle prime scene cerca di proporre qualcosa di nuovo allo spettatore e ci riesce con semplicità, sensibilità e leggerezza.

La serie da mercoledì in onda sul canale NOVE promette bene anche se deve dimostrare ancora molto…

Voto: 3/5 – Merita una chance.

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