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UnReal: La recensione dell’episodio 2.01 – War

Un reality cerca di imitare la realtà. Le situazioni sono verosimili, le relazioni sono verosimili, tutto è verosimile ma mai totalmente, completamente autentico. L’autenticità – o meglio una versione radicalizzata ed estrema della stessa – ce l’ha mostrata lo scorso anno Unreal, quando ha raccontato il dietro le quinte di un reality show. Non è stato tuttavia il tema ad appassionarmi quanto piuttosto la realtà e la crudezza di un mondo che ci è apparso molto più autentico in quelle dieci puntate di quanto non lo sia mai stato in 11 anni di Grande Fratello (che non ho seguito ma mi pare l’esempio più appropriato).

unreal shiri applebyLa scorsa stagione avevamo lasciato Quinn e Rachel insieme, rancori e odio ancora nel piatto, eppure unite in un nuovo progetto: dirigere insieme Ever Lasting e continuare il successo di uno show che entrambe, in qualche modo, avevano contribuito a creare. Sembra impossibile pensare che Rachel abbia perdonato tutto a Quinn che, pur di tenerla con sé, abbia rovinato qualsiasi possibilità di un futuro felice con Adam, lo scapolo della scorsa edizione. All’inizio di questa stagione ritroviamo una Rachel sicuramente al limite, ma abbastanza padrona di se stessa. Per quanto potesse desiderare un futuro da ‘felici e contenti’, la verità è che non può fare a meno del suo lavoro: è come una dipendente che ha un bisogno costante della sua droga preferita. Lo dimostra anche stavolta. Seduta alla sedia che un tempo era stata di Quinn – adesso a tutti gli effetti capo del programma – Rachel spinge la piccola ed innocente Madison a seguire le sue orme. Le insegna ad essere spietata e senza scrupoli, un ruolo che è talmente inusuale per la ragazza con le treccine che poco ci stupisce quando si sente male dopo aver tirato fuori la verità da una delle nuova candidate del programma. Quello che stupisce ancor di più è la confessione, mentre Jeremy le punta una camera addosso, nella speranza di commuovere Rachel: non solo è soddisfatta di quello che ha fatto ma le è anche piaciuto. Forse è troppo presto per scartare Madison come piccola ed innocente? Qualcosa mi dice che ne vedremo delle belle dalla nuova-Rachel, questa stagione.

unrealNel frattempo la vecchia Rachel resta quello che è sempre stata. Insegue una concorrente e la convince a lasciare l’università pur di partecipare al programma, trama per separare il ‘principe azzurro’ dal suo manager, con il quale sembra avere un’intesa più che semplicemente amichevole e, naturalmente, non perde occasione di litigare con Jeremy, ancora una volta presente ancora una volta fantasma del suo passato. Per quanto possa fregiarsi di una nuova posizione, è solo questione di tempo prima che perda di nuovo la pazienza e ricada nel circolo dell’isteria. Il tatuaggio, simbolo del suo legame (quanto forte?) con Quinn è solo l’ennesima facciata di quello che Rachel finge inutilmente di essere, quella donna sicura di se stessa che spera di apparire. Ma quello che ormai sappiamo fin troppo bene, quello che la prima stagione ci ha insegnato, è che tutti hanno una facciata e tutti sono amici di tutti, almeno finché non tornano ad essere nemici. Il benessere primario è il proprio, così come il successo e la felicità.

Chad, che pensavamo ormai perduto in Amazonia (o dovunque giocasse a fare l’indigeno), torna con qualche chilo in meno perché non sarà felice finchè non riprenderà il controllo di Ever Lasting e della stessa Quinn. È una minaccia, la donna se ne rende conto, e di fatti è quasi con un brivido di eccitazione che confessa a Rachel di dover riprendere il controllo, almeno finché l’intimidazione di Chad non sarà più imminente. Viene a chiedersi se anche Quinn, proprio come Rachel, sia in qualche modo dipendente dal suo lavoro e da quello che rappresenta. Quinn, Rachel, Chad, tutti loro, amano il controllo più di qualsiasi altra cosa e quando non sono al comando non si sentono completi.

unreal_201_war_2Ciliegina sulla torta di questa premiere, perché ovviamente vecchie faide e colpi di scena a non finire non bastavano, anche il nuovo Bachelor non ha la ‘serenità’ che era stata di Adam la scorsa stagione, e non perde tempo a schierarsi con chiunque gli prometta maggiori opportunità per il suo futuro, anche se non si tratta né di Rachel né di Quinn. È quindi quasi con un senso di dovere che Quinn riprende il suo ruolo di capo del programma, almeno fino a quando Chad non sarà una minaccia. Avrei preferito vedere Rachel al timone almeno per un po’ ma, a questo punto, non escludo che tutto sia nuovamente sconvolto nel secondo episodio. E poi nel terzo, e poi nel quarto.

Una puntata emozionante, intensa, piena, che ci costringe a mettere da parte qualsiasi cosa stessimo facendo e a focalizzarci per quei quaranta minuti sull’irreale realtà di Unreal: dei suoi personaggi, delle situazioni, dei tradimenti e dei compromessi. Le premesse per (un’altra) ottima stagione ci sono tutte, soprattutto dal momento che tante sono le cose simili che ricordavamo quanto le novità che rischiano di cambiare le carte in tavola. Apprezzo l’equilibrio precario di questa premiere – che non a caso si chiama proprio War, soprattutto dal momento che la tregua tra le protagoniste non potrà durare per sempre e, se sono fantastiche come team, scommetto che sarebbero anche più fenomenali come avversarie.

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Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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