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Recensioni Serie Tv

Under The Dome: recensione episodio 1.03- Manhunt

“An eye for an eye”- Big Jim Rennie.

 La cupola sopra Chester’s Mill è giunta al suo terzo episodio e a me viene sempre meno voglia di scoprire il motivo per cui è apparsa. Cominciò così, dalla fine, dalla mia opinione personale su questo ultimo episodio di Under The Dome, non perché ho avuto una brutta giornata o ho la luna storta oggi, semplicemente perché non c’è  molto altro da dire. Premetto che non ho letto il libro di King e dunque non posso valutare la fedeltà della serie alle sue pagine, né la qualità dell’adattamento, mi limiterò a guardare con occhio critico quello che ho visto fino ad ora, come se la serie fosse un’idea originale.

under the dome 1.03

Come detto poche righe sopra, questo terzo appuntamento non ha niente di interessante, ovvero, mi spiego meglio, fino ad ora ogni episodio è stato caratterizzato da un ritmo elevato quasi frenetico della trama, tante informazioni da ricordare e mettere insieme, senza avere delle linee guida, con molti avvenimenti improvvisi, e personaggi da delineare, invece in questo episodio il ritmo si arresta, neanche rallenta, si ferma del tutto. Quarantadue minuti in cui non succede nulla (odio quando fanno così). Come faccio ad affermare che non è successo nulla? Semplice: provo a stilare mentalmente una lista delle cose che con “Manhunt”si sono aggiunte alla trama… il foglio rimane vuoto: sull’entità “cupola” abbiamo la conferma (come se fosse stato necessario) che non si può oltrepassare da sottoterra, su Barbie niente, sulla giornalista niente, sulla ragazzina “rubo i rossetti a Marilyn Manson” nulla, spiegazioni sui misteriosi traffici del consigliere Big Jim: nulla di nuovo. Tutto questo disturba, non per lo spreco di tempo, ma per il fatto che la serie non dovrebbe avere, in teoria, altre stagioni e il suo arco narrativo dovrebbe essere fatto rientrare in 13 episodi, quindi, perché gestire la trama così male? Perché farla procedere a ritmi così diversi? Cosa impedisce agli sceneggiatori di mantenere sempre lo stesso livello di tensione narrativa? Non è dato saperlo, e spero che questo episodio sia l’unico neo tra tredici episodi più e meno perfetti.under the dome1X03

Il problema, inoltre, è che ,oltre alla trama da montagne russe, questi primi tre episodi e quest’ultimo particolarmente, non sono accompagnati da performance indimenticabili degli attori; non c’è nessuno tra di loro che spicca per essere più bravo degli altri, anzi, rimangono abbastanza indifferenti allo spettatore, oppure generano odio profondo come nel caso dell’attore che interpreta Junior a cui qualcuno dovrebbe insegnare che, per imitare Norman Bates, non basta sparare frasi folli e incatenare biondine se poi mantieni sempre la stessa espressione da totano intontito.

Ma arriviamo al tallone d’Achille di questa serie (sempre secondo il mio modesto parere): le reazioni umane. Per reazioni umane si intende il comportamento di una personaggio riprodotto sullo schermo che prende come parametro di riferimento quello di un essere umano medio davanti a determinate situazioni. Non tutte le reazioni umane sono uguali, perché ognuno di noi reagisce diversamente allo stesso stimolo, però davanti a circostanze apocalittiche o disperate si possono individuare dei gruppi di reazioni evidenti a chiunque abbia visto anche solo lost: o impazzisci o sei l’eroe.Under the dome 1X03

Detto questo, Under The Dome pullula di devastazioni delle reazioni umane: perché nessuno è ancora andato nel panico, non sono passati mesi dall’arrivo della cupola, ma 36 ore, voi continuereste a fare colazione con bacon e frittelle? E perché mai una cupola doverebbe generare la voglia in un ragazzo di rapire e segregare l’amore della sua vita? Perché se tuo marito è lontano e ancora non hai avuto sue notizie, essendo giornalista, non lo cerchi lungo il perimetro della cupola, ma tiri palline da tennis? Perché non hai reazioni davanti ai tuoi genitori che mancano all’appello e a una sorella che non sai dove sia? Perché nessuno è terrorizzato dalla presenza di un solo sceriffo in città? Potremmo continuare a oltranza, le poche cose azzeccate sono il comportamento degli adolescenti in piena crisi da assenza di sms, e Big Jim che si vuole approfittare della situazione. In sintesi tutti in città reagiscono nel medesimo modo, come delle amebe, senza mostrare gioia o dolore o disperazione, e l’unico che aveva dato di matto è stato abbattuto.

Forse vedo questa serie con troppe aspettative, forse vorrei sapere tutto e subito (ma se mi introduci tutti i personaggi al primo episodio che ti aspetti?) o forse sono troppo esigente.

Nella speranza di vedere altre mucche divise in due,

Good Luck.

P.s. Sono dovuta arrivare al terzo episodio per notare che i due personaggi principali si chiamano Barbie e Big Jim…

1.03 Manhunt

Barcollante

Trama assente, scarsa caratterizzazione dei personaggi, recitazione mediocre

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La_Seria_

Studentessa universitaria, persa nella sua Firenze,sfoga lo stress da esame nello streaming selvaggio, adora le serie crime e fantasy lasciandosi trasportare a tratti dai teen drama. Cerca ancora di capire perchè le piace la pioggia incessante

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