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Under the Dome: Recensione dell’episodio 3.13 – The enemy within

Il Dio dei telefilm sa essere spietato. Non è forse una vera e propria crudeltà privarci Under the Dome e di Revenge nella stessa stagione?
Ma asciugatevi le lacrime, rinfoderate i fazzoletti perché siamo qui per rendere giustizia ad un telefilm che con le sue assurdità ha saputo sbalordirci per ben tre stagioni indimenticabili. La Cupola è svanita, siamo liberi.

In verità è ormai diventato un po’ difficile tirare le fila di quanto successo in queste quattro settimane. Quattro settimane… scusate se lo ridico ma lo trovo davvero esilarante. Stavamo dicendo… tirare le fila di così tanti eventi e cercare di dargli un senso remoto. Ma in barba agli sceneggiatori noi vogliamo essere eroici e provarci!
Questo è quanto: dallo spazio lanciano ovetti e ne lanciano tanti. Si tratta di una semina aliena. Come meteoriti si schiantano sulla terra per dare origine ad una nuova stirpe di alieni. Gli ovetti germogliano e ne nascono cupole. Ne nascono cupole che imprigionano brave persone di cittadine felici. La cupola si diverte un po’ per qualche settimana. Cerca di ammazzarli tutti, prova a tirarli tutti scemi, questo forse per selezionare gli individui migliori (visto Chester’s mill il loro processo va, credo, migliorato). Fatto questo li illude che c’è una via di fuga, ma in realtà li assorbe e li piazza in bozzoli. Fin qui tutto logico. A questo punto la narrazione si fa più complessa e di difficile  decifrazione. Nei bozzoli la gente subisce una sorta di lavaggio del cervello. Si fa un trip coi fiocchi volto semplicemente a decerebrare tutti e a convincerli che il bene supremo è il benessere della comunità. Gli umani parlano di virus alieno, ma gli alieni parlano di ripopolare la terra di alieni. Ma dove stanno davvero questi alieni? Nello spazio pronti a calarsi in ospiti tramortiti? O i bUnder_the_dome313-03ozzoli creano alieni dal nulla? E quelli come Barbie che prima erano in e poi erano out che ne hanno fatto del loro personalissimo alieno? E’ forse la regina l’unico vero alieno? Temo non lo sapremo mai.

Quindi stavamo dicendo: tutti sono nei bozzoli a decerebrarsi, ma Big Jim rompe l’uovo prima che il processo sia finito e questo è un dramma perché non ci sono più pile. E senza pile il processo non può essere ultimato con l’apertura della cupola. Ma ci sono le ametiste, che sono pile anche loro, ma scarse e poi cantano, ma gli ci vuole Joe che canti con loro e allora la cupola si apre e via a liberare gli alieni. Ma non serve a niente perc servono altre uova e altre regine e altre cupole. Sia mica che quei poveri Chestermillini come alieni facessero davvero schifo? Eppure si erano vestiti così bene tutti uguali. Avevano derubato Benetton in centro? Si erano tinti i vestiti a mano? Non la sapremo mai così come non sapremo mai come facevano ad essere 2000! Duemila che hanno fatto una passeggiata in gruppetti giù per i tunnel a fine terza stagione, duemila che hanno vissuto accampati nella piazzetta del centro. E che il governo ha raccoloto in comode cellette singole. Duemila cellette singole. Ha senso.

Come ha chiesto il caro generale a Barbie: “Vi sembra un’accurato riassunto degli eventi?

Ma alla fine questa cupola è venuta male, va buttata e rifatta tutta da capo. E’ a questo che serve Eva, cioè Dawn, che è così crudele da vestire firmato ed avere gli occhi di suo padre. Il confronto tra pUnder_the_dome313-02adre e figlia è straziante. Barbie boccheggia interrogandosi se anche il colore dei capelli e la frangetta siano suoi, ma alla fine chissenefrega? Dawn è un mostro spietato e va eliminato. Come? Mettendo un’asse un po’ segata in mezzo ad un burrone. Vogliamo parlarne? Sì parliamone. Barbie, tesoro, segala di più quell’asse così quando ci cammina sopra si rompe subito senza che tu ci debba saltare sopra. Ma poi non era mica che questa era più veloce di Flash e più forte di Superman? Non si poteva fare una corsetta sull’asse senza romperla o addirittura saltare il fosso senza neanche pensarci? Eh no. Ci sta bene che Barbie si schianti con lei e due secondi dopo risalga appeso ad un catenella, giusto per aggiungere quegli attimi di suspance di cui non sentivamo assolutamente il bisogno. Fa il paio con Big Jim che trova la chiave della cella nel collare del cane. O Dawn che libera Barbie dalla cella perché ha braccia forti. O Joe, genio indiscusso, che ho rinunciato a capire cosa si è inventato per far cantare le ametiste. Ma oh, era una delle quattro mani e ci sta che si sia vaporizzato fischiettando.

Altra soddisfazione è la lotta nel fango tra Sam e Junior per chi debba fare il marito. Sam muore splendidamente e si esaurisce così una delle esistenze più inutili di questo telefilm. Lasciamo che si unisca a Rebecca pitagorica e a Phil DJ-sceriffo. Ma le soddisfazioni non arrivano da sole in questo finale e anche Junior, come avevamo tanto desiderato, ci lascia le penne. Ucciso da un padre molto pentito che, dopo averci provato tante volte, riesce finalmente ad uccidere suo figlio psicotico e riposseduto #maiunagioia. Come al solito le scene in cui Dean Norris recita bene risultano quasi grottesche all’interno di una tale sciatteria. Junior, ne avessi combinata una giusta. In fondo in quattro settimane ha perso quattro fidanzate. Forse un filo di psicopatia eUnder_the_dome313-04ra più che giustificata.

E così i Barbulia quasi si fidanzano in campeggio, da quei melensi che sono e Big Jim lo fanno senatore e la dodicenne Lily sua assistente speciale. E per di più Norrie, avendo scoperto di avere una mira da cecchino ed un animo spietato, si tinge i capelli, si fa la frangia e si arruola nell’esercito. Per fortuna che doveva essere sorvegliata speciale.

Alla fine è teneramente patetico vedere gli sceneggiatori mettere delle basi terribili per una possibile quarta stagione che non sarà mai. Il tocco finale è Eva 2.0 che trova un nuovo uovo aiutata da dei bambini di cinque anni; e non so se avete presente come vengono reclutati i maschi quando c’è carenza di bozzoli. E con questa immagine mentale stupenda vi lascio alle parole di Norrie…

“Come potrà la nostra vita essere la stessa quando saremo usciti dalla cupola?

Menzioni speciali:

– la doccia con idrante a Barbie, accompagnata da Big Jim che si veste. Secsy Cupola alla riscossa.
– la nostalgica comparsa del nostro caro bunker dei rapimenti d’amore. Dove dei trofei a caso giacciono tranquilli in una scatola, dimentichi del fatto che il magnetismo aveva fatto volare in giro tutto il resto.
– la musica epica da Incontri ravvicinati del terzo tipo quando il tutto esplode in modo bruttissimo.
– teste che sudano, forse per il troppo pensare. Inzuppando colletti delle maglie e niente altro.

Ma poi, non stavano arrivando gli altri alieni più cattivi per friggerci tutti?

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3.13 – The enemy within
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