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Under the Dome: Recensione dell’episodio 2.13 – Go now

Un vecchio adagio dice che anche le cose belle prima o poi finiscono. Fortuna che non si applica solo alle cose belle! Invocato dall’intera redazione di Telefilm Central, il dio delle recensioni ha deciso che anche la seconda stagione di “Under the Dome” giungesse a termine con un episodio che ha il dono di essere un ottimo esempio di tutto ciò che va e non va in questa serie. Season finale che ha il pregio di fare un po’ di pulizia liberandoci di personaggi poco interessanti a voler essere gentili, piuttosto irritanti a voler essere onesti. Ma che ha anche il difetto di accumulare tante di quelle incoerenze e ridicolaggini che la metà basta per salire agevolmente sul podio del trash.

UnderTheDome2x13barbieScegliere tra le diverse amenità andate in onda è arduo, ma il discorso di Barbie per convincere i mansueti abitanti di Chester’s Mill a calarsi in un tunnel che non si sa dove porti offre la battuta che va dritta al primo posto nella classifica del wtf (e lasciamo la traduzione di wtf al lettore interessato per evitare di scadere nel turpiloquio). Barbie ci ricorda, infatti, che sono due settimane che è con loro. Due settimane ? Dopo decine di prologhi in cui la sua stessa voce ha ripetuto “few weeks ago”, ora si scopre che sono solo due settimane che la cupola è venuta giù ? Dopo che il cartellone a Zenith annunciava la diretta del diciassettesimo giorno della cupola, il nostro biondo eroe ci dice ora che in soli quattordici giorni sono finite tutte le riserve di cibo e acqua di Andrea e gli ustionati dalla pioggia rossa sono guariti con rapidità eccezionale? Dopo che Rebecca si è vantata di aver osservato l’evolversi dell’influenza suina per settimane, ora veniamo a sapere che la definizione di settimana non si applica a Chester’s Mill? Devono avere qualche calendario particolare da quelle parti!

Con una simile premessa, diventa facile accettare qualunque sviluppo successivo. Anche che la famigerata farfalla monarca decida di posarsi su Barbie nella caverna sotterranea per mostrare a tutti che lui è il prescelto (e, oh, che scelta sorprendente, eh!). Che poi la prescelta del season finale della passata stagione fosse Julia e di questo non se ne sia mai parlato per tutta la stagione salvo ricordarsene negli ultimi dieci minuti è un’ altra di quelle pagliuzze che non vedi perché gli autori ti hanno infilato negli occhi tante di quelle travi che sei troppo occupato a sfregarti le palpebre indolenzite. Stavolta, almeno, il prescelto ha qualche dono particolare riuscendo non solo a convincere i suoi seguaci ad infilarsi in un tunnel inesplorato (dimenticandosi di quando Barbie non voleva farli calare in quello che sicuramente portava a Zenith), ma addirittura a far crollare pareti rocciose con la sola imposizione delle mani. “Andiamo a casa” recita infine la rediviva Melanie e con lei anche l’esausto spettatore.

UnderTheDome2x13jimRestano indietro solo Julia (il cui look ha ormai sdoganato la fascia sui jeans per proteggere una ferita che riesce a sanguinare improvvisamente attraverso i jeans stessi) e Junior (il cui guardaroba era evidentemente limitato alla sola camicia da poliziotto visto che, tolta quella, indossa solo la tamarissima t-shirt bianca da tre episodi) bloccati dalla frana tra l’ingresso del tunnel e il resto della strada verso casa. Ma, soprattutto, resta prigioniero della cupola Big Jim (che scopriamo essere anche ventriloquo visto che, nelle scene iniziali, risponde alle domande di Joe su Pauline e Lyle senza muovere le labbra), vero mattatore di questo season finale. Sconvolto per la morte della moglie (la quale, a sua volta, doveva amarlo così tanto che preferisce una morte rapida e sicura alla incerta prospettiva di dover vivere con lui), il nostro pelato panciuto decide di lasciar perdere finalmente il misticismo della cupola che lo ha scelto per dedicarsi alle pulizie di fine stagione. Ci lasciano, quindi, la onnisciente Rebecca (a cui va il Darwin Award per essersi fatta trovare con la siringa dell’iniezione letale ancora in mano e per la confessione spontanea ad un Big Jim chiaramente alterato) e la ondivaga Andrea (che non può neanche tornare a True Blood che pure là è morta), ma soprattutto Big Jim riceve una standing ovation per aver dato fuoco a tutti i quadri della defunta consorte. Vero che l’arte moderna è molto diversa dal figurativismo, ma le tele di Pauline non erano buone neanche come guida per gli eventi della cupola. Incendio doloso che redime Big Jim dalla colpa di essere incapace di uccidere anche Julia salvatasi grazie ad una provvidenziale accoppiata mazza da baseball/coltello da caccia trovati sul portico di Andrea (che aveva proprio il fisico di chi gioca a baseball e va a caccia tutti i giorni per cui lascia a portata di mano i due oggetti). E si perdona anche a Big Jim (ma non agli autori) la lentezza con cui insegue una Julia che, con i tacchi e le ferite varie (inclusa quella alla gamba), riesce a correre nei boschi arrivando da casa di Andrea al tunnel prima di un Big Jim che se ne va a spasso con tutta calma. E continua a farlo come se niente fosse anche dopo che Junior gli ha piantato una pallottola nella spalla e gli ha detto che lo sta lasciando là che tanto al consigliere padre/padrone di Chester’s Mill che gli frega che lo stanno abbandonando tutti e che la cupola pare intenzionata a farne una schiacciatina.

UnderTheDome2x13joenorrieProssime vittime della furia di Big Jim sarebbero dovute essere Joe e Norrie, colpevoli solo di essere stati scelti al posto del panciuto ventriloquo che ci teneva tanto a non essere scartato. I due ragazzini sono, in realtà, ormai un terzetto con Hunter nel ruolo del fedele cagnolino che non si sa perché stia sempre a fare quello che gli dicono. E i due non ne azzeccano una, eh. Prima si mettono a cercare un segnale wifi che non si sa perché dovrebbe essere tornato. Poi si avventurano ad esplorare un tunnel pericolante e si fermano giusto prima di scoprire dove porta solo perché hanno visto una farfalla volare e tanto basta a convincersi che quella è la via giusta. Infine, si abbandonano al più scontato rito del “se non fosse stato per la cupola, adesso mamma e Angie sarebbero vive, ma chissenefrega tanto ci siamo conosciuti e stiamo insieme e meglio così”. Oh, alla fine, ricompare anche l’altra mamma di Norrie che ha lo stesso sguardo di chi si sta meravigliando che anche lei sia ancora in questa serie.

 “Go now” chiude la seconda stagione di “Under the Dome” mostrando perché questa serie ha stimolato noi di Telefilm Central ad aprire una rubrica sul trash. E ci lascia con una scomoda domanda (la cui risposta arriverà in poche settimane secondo il calendario di Chester’s Mill): ma una serie che si chiama “sotto la cupola” ha ancora senso se questi escono dalla cupola ? Ah, già, perché questo sarebbe mai un problema per gli autori ?!

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