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Recensioni Serie Tv

Under The Dome: Recensione dell’episodio 2.12 – Turn

“La noia, la noia, la noia, io non ci vivo più, restaci tu qui.

 Soffirirò di nostalgia, ma devo uscire fuori da qui!”

                                                                                                         Cit. Vasco Rossi

A cosa sono serviti quintali di colore a tempera e chilometri di tele con sopra disegni infantili? A cosa è servito ricoverare la povera Pauline in un manicomio tagliando il cordone con la sua famiglia quando bastava decifrare le enigmatiche parole cantate da Vasco Rossi nel 1982 con la canzone “la Noia”? Sì, perché oltre alle azzeccate strofe che compongono la canzone, anche il titolo di quest’ultima potrebbe essere perfetto per descrivere la puntata di Under the Dome di questa settimana di una noia (appunto) pazzesca. Se la scorsa settimana la cupola ci aveva fatto letteralmente tremare con la sua nuova pazzia di costringerci tutti a morire “vicini vicini”, ecco che in questa puntata questo countdown verso lo stritolamento si fa più lungo del solito, l’agonia dura più di quaranta minuti e ancora la cupola non riesce a guadagnare abbastanza terreno per soffocare nessuno di questi inutili protagonisti.

Ma come abbiamoEpisode-2.12-Turn-2_595_slogo capito in queste stagioni, il vero nemico si trova all’interno della cupola, intrappolato in quel covo di pazzi che se ne va in giro zoppicando con la fasciatura sopra i jeans (Julia) o si mette alla ricerca di fagioli magici per scoprire il gruppo sanguigno della povera Melanie, che sta rimpiangendo gli anni 80 e di sicuro anche la morte. E se è vero che “un uovo al giorno toglie la cupola di torno” ecco che il buon Big Jim inizia a sentirsi in colpa per aver gettato l’uovo giù dal dirupo arrivando addirittura a spronare l’orribile talento di Pauline a creare un nuovo obbrobrio su tela che farebbe inveire persino il mansueto Sgarbi (Capra!Capra!Capra!).

Julia intanto dopo aver fatto i bagagli in casa sua cerca in tutti i modi di mettersi in contatto con la cupola arrivando persino a supplicarla di prendere la sua inutile vita al posto di quella degli abitanti di Chester’s Mills e la cupola, dopo un attimo di riflessione, guarda la sua fasciatura, si mette a ridere, e riprende la sua corsa allo stritolamento lasciando Julia a camminare come Antonella Clerici con i tacchi verso la macchina e verso il centro del paese. L’ unica persona che sa di poter fare qualcosa per salvare quel covo di scemi che sono gli abitanti di Chester’s Mills è Barbie che riesce a mettersi in contatto con Don (Corleone) Barbara mostrandogli Melanie ancora viva spronmaxresdefaultando il padre a gettare l’uovo dalla porta rossa.

Dopo aver riletto questa frase in maniera lucida, mi sto accorgendo della follia che ha invaso Stephen King nell’aver scritto questo romanzo così ridicolmente trasformato in telefilm da non so quale buona anima. Anche se fedele allo scrittore devo tornare alla sobrietà della vita capendo che il solo motivo che mi lega a questa serie è la curiosità di scoprire a che livelli si può spingere una mente malata come quella di King legata a degli autori ovviamente posseduti da qualche demenza senile. La puntata si alterna tra dialoghi prolissi e inutili sguardi romantici e tra una trasfusione e l’altra restiamo stupiti quando la povera Melanie esce di scena in modalità Mastrolindo dopo aver dissanguato inutilmente Rebecca, lasciando dietro di sé solo un grande cratere e poche (anzi nessuna) lacrime. Un ultimo colpo di scena però ci sveglia da quel sonno abissale che questa puntata ci ha dato; una frase premonitrice e una goccia di vernice rossa sul pavimento ci hanno fatto capire fin troppo quale fosse il destino di Pauline che esce di scena con un coltello nella schiena senza prima 19909-2-12regalare al fedele Big Jim un nuovo rossetto sfavillante color sangue. Lyle esce così di scena trascinandosi dietro Pauline restringendo ancora il cerchio dei protagonisti rimanenti.
Chi sarà il prossimo ad abbandonare la casa del Grande Cupolone? La puntata è una delle più inutili e vuote finora trasmesse, se non fosse per le ultime morti finali si sarebbe potuto evitare di perdere quaranta minuti della nostra giornata per assistere a questo teatro degli orrori. Di sicuro la parte riguardante il padre di Barbara ci ha preparato per un finale (speriamo) ricco di colpi di scena e azione. Manca una puntata alla fine ma sono deciso a non affrontarla fin quando qualcuno riuscirà a farmi comprendere la teoria di Rebecca sulle 8 mani per salvare Melanie: riusciranno i nostri eroi a stupirci ancora con qualche assurda deduzione prima che la cupola li rinchiuda in una compressa di stupidità?

Stay tuned

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