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Twin Peaks: in tv ascolti bassi, ma online è boom di utenti

twin peaks

I primi quattro episodi di Twin Peaks dipingono nei dati di ascolto un quadro forse facilmente pronosticabile prima della messa in onda della nuova serie di Mark Frost e David Lynch: Twin Peaks non è una serie per tutti, ha una sua nicchia, che si è coltivata in questi 26 anni, ed è visto prettamente da una tipologia di pubblico che vuole assolutamente vederla. Anche in questo senso potrebbe essere letto il doppio errore di Sky nel rendere disponibili gli episodi, prima della messa in onda ufficiale su Showtime, ma andiamo con ordine.

Al suo debutto la prima stagione dedicata alla morte di Laura Palmer, negli anni Novanta, raggiunse i 34 milioni di spettatori. Un dato pazzesco per quel periodo, ma aspettarsi un risultato simile anche nel 2017 era semplicemente da folli. Cambiati i costumi, cambiata l’utenza, ma soprattutto, ad un anno e mezzo di distanza di quei 34 milioni era rimasta solo l’ombra e la serie fu portata a conclusione proprio a causa dell’emorragia di ascolti.

Ventisei anni dopo, sulla tv via cavo, al suo ritorno, Twin Peaks si è portata a casa 506 mila spettatori (negli Stati Uniti), con un rating piuttosto basso, lo 0,2 (poi salito col passare dei giorni), superata da prodotti come American Gods e The Leftovers, classificandosi al quindicesimo posto nei dati d’ascolto settimanali dedicati alla tv via cavo e dominati da Better Call SaulIf Loving You is Wrong, con oltre un 1.2 milioni di spettatori in più, e sprofondando nei giorni successivi fuori dai migliori 25 show trasmessi.

Una partenza assolutamente fiacca, considerata l’attesa, la presenza della serie a Cannes (dove per altro fu bistrattata e fischiata quando arrivò il film Fuoco Cammina con Me, mentre oggi, invece, si sono tutti scuoiati le mani in una standing ovation) e il segreto assoluto mantenuto attorno alla serie tv (che si immaginava avrebbe alzato le aspettative). Nonostante la risposta non molto felice, tuttavia, da Showtime splende il buonumore, poiché attraverso le piattaforme online la serie ha fatto il vero e proprio botto: 1.7 milioni di spettatori, il dato migliore di sempre registrato dal canale televisivo, la serie tv maggiormente vista in streaming nella storia del network al suo debutto, in grado, fra l’altro, di portarsi dietro un grandissimo numero di nuovi abbonati per le piattaforme online del canale. Anche perché per gli abbonati a disposizione non c’erano solo i primi due episodi, ma i primi quattro.

Nei giorni successivi al successo, David Nevins, alla guida di Showtime, ha dichiarato “Nel mondo in cui viviamo adesso, offrire una programmazione originale che attrae nuovi iscritti è il nostro primo obiettivo. Stando a questo, la premiere di Twin Peaks è stata la più grande spinta che abbiamo mai avuto in una singola notte”. Il successo online della nuova creatura di Lynch e Frost è stato ribadito anche dalla comunità di Twitter, dove sono state 4.7 milioni le interazioni scambiate dagli utenti e dedicate alla programmazione degli episodi, la maggior parte positive, classificando il ritorno di Dale Cooper e compagni al primo posto del ranking dedicato alla serialità televisiva.

twin peaks the return
In attesa dei dati provenienti da tutto il mondo (in Italia la serie è stata trasmessa da Sky venerdì, doppiata in italiano), si sta diffondendo la convinzione che il doppio errore commesso da Sky in Italia e nel Regno Unito sia stato troppo pacchiano per non essere un errore voluto, considerati poi i precedenti con MasterChef, sia autolesionistici, sia frutto della spietata concorrenza con Mediaset. In Italia, infatti, la piattaforma online del network di Murdoch ha reso disponibile i primi due episodi con una ventina di ore di anticipo sulla programmazione prestabilita, la quale avrebbe dovuto procedere in parallelo con la programmazione statunitense.

Lo stesso errore è stato commesso dai colleghi inglesi per il terzo e il quarto episodio. Una doppia svista, quindi, nel giro di pochi giorni, ad alto rischio di una pesante rivalsa da parte di Showtime. La conseguenza però al momento è stata un’altra: moltissimi appassionati si sono fiondati sulle due piattaforme online di Sky per vedere gli episodi, senza per altro danneggiare gravemente i network con la diffusione delle puntate al mondo della pirateria. I primi due episodi infatti sono stati pressoché introvabili per gli appassionati del download, per il terzo e il quarto, invece, si sono aperti alcuni spiragli. Reazioni alla mano, la doppia svista ha portato più benefici che altro e quindi l’errore, secondo i malpensanti, sembra piuttosto essere stato dettato da logiche di guerrilla marketing.

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