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Cinema

Tutto può cambiare : la recensione

Quando, per caso, mi è capitato di vedere il trailer di Begin Again, meglio conosciuto come Tutto può cambiare, è subito scattato una sorta di segnale, mi si è accesa l’antenna o un radar, comunque lo vogliamo chiamare, perché se c’è qualcosa che adoro sono i film sulla musica. cinema e musica sono da sempre il mio connubio perfetto, anche se, ovviamente, ogni film ha una storia ed una sua musica, ma per quanto mi riguarda se si intraprende il cammino verso la musica indie, folk, ci dirigiamo verso il mio paradiso personale. Se poi ci metti che il mio animo da donna/fan girl è impazzito nel vedere sullo schermo entrambi il mio marito ideale, Mark Ruffalo, ed il mio amante, Adam Levine, Begin Again sarebbe dovuto entrare direttamente nella lista dei film più cari al mio cuore.Begin-Again

Così non è stato, ma non perché non si tratti di un bel film, ma piuttosto perché non si è venuto a creare quella sorta di meccanismo empatico che lega il mio cuore ad un film, o ad una canzone, ad una serie tv. Perché il film è oggettivamente un be film, non un capolavoro, niente oscar in arrivo, ma è un film piacevole da guardare. Tutto può cambiare ci mette di fronte al potere della musica, in questo caso, ma dell’arte in generale, o se proprio vogliamo allargare gli orizzonti, delle proprie passioni. Greta, interpretata da una sorprendente Keira Knightely, è una cantautrice britannica, non proprio a suo agio sul palco, ma fino ad allora non era mai stato un problema per lei, perché a cantare le sue meravigliose canzoni era il suo ragazzo Dave (Adam Levine), che dopo aver raggiunto il successo si trasforma in uno *Beeep* traditore. Greta così si ritrova a New York a dormire sul divano di un amico ed una sera mentre canta in un pub incontra Dan, interpretato da Mark Ruffalo. Dan ha i suoi problemi, che non sono pochi, è un ex produttore di successo, cacciato da suo socio, che dopo la separazione dalla moglie, critica musicale, si dà all’alcol, il che non gli permette di avere un rapporto sano e sere neanche con la figlia adolescente.La sera in cui Dan conosce Greta, la sente cantare e il suo genio si accende immediatamente, i due decidono così di intraprendere un percorso che li vedrà incidere canzoni in giro per New York, uno degli sfondi più belli che si possano rs_560x415-140328181340-1024.Begin-Again-Adam-Levine-Keira-Knightley.ms.032814_copyimmaginare, non avendo i fondi per permettersi una sala di incisione.

I due, però, attraverso la musica riusciranno ad entrare in un’intimità che probabilmente nemmeno il sesso sarebbe capace di instaurare. Perché la musica, per questi personaggi, fa parte del loro essere, della loro anima. Condividere la musica, per Greta e Dan, è come condividere l’anima. Il finale del film, però, non è affatto scontato, perché il tutto potrebbe portarci a pensare: “e così si innamorarono e vissero per sempre felici e contenti”. Ma non è così, perché John Carney non è così banale e scontato. L’incontro, la condivisone della musica, dell’anima, del dolore, hanno permesso a Greta e Dan di rimettersi in piedi e ‘ricominciare da capo’. Il tiolo che è stato scelto per la versione italiana di questo film risulta decisamente inappropriato. Non ci sono grandi cambiamenti, ci sono solo due persone smarrite che ritrovano insieme le proprie strade e tornano a caso e ‘ricominciano da capo’, senza dimenticare quello che c’è nel mezzo. Non è un caso che la musica fosse il filo conduttore che legava Greta e Dan ai rispettivi compagni di vita, un filo conduttore che si era, in qualche modo spezzato. Ma quando un filo si spezza si generano sempre due capi da raccogliere e quando questo succede ci si ritrova più vicini di prima.

Per quanto riguarda il cast, non si discute nemmeno per un attimo Mark Ruffalo, che di fronte alla telecamera è sempre così naturale, mentre la sorpresa è Keira(L-R) KEIRA KNIGHTLEY and MARK RUFFALO star in BEGIN AGAIN Knightley che ha tirato fuori un talento musicale raffinato. Non ha una gran voce, ma ha una voce molto espressiva e nonostante, dovesse condividere la scena, musicalmente, con Adam Levine, sono proprio le sue le esibizioni più emozionanti e toccanti. Il suo compito è facilitato sicuramente dall’ottimo lavoro svolto da Glen Hansard e Greg Alexander, frontman dei New Radicals, che hanno scritto dei brani molto interessanti

Per chi come me, avesse apprezzato questo film, però, è d’obbligo correre a vedere l’altra pellicola targata John Carney, Once risalente al 2006. Un film praticamente con zero budget, che ha visto protagonista proprio Glen Hansard. Begin Again è forse una versione più ‘cool’ di ‘Once’, ma non è riuscito a trasmettere quell’aura di condivisione intima che il suo predecessore ha fatto. Inoltre musicalmente parliamo completamente di un altro livello, tant’è che il brano ‘Falling Slowly’, vinse l’Oscar come migliore colonna sonora originale. Per cui se mai aveste pensato che Begin Again fosse bello, guardate Once, perché questo si che è un grande film, con della grande musica.

Detto questo, il secondo tentativo di John Carney, è stato comunque un film piacevole dalla guardare, con canzoni piacevoli da ascoltare e che probabilmente vi ritroverete a canticchiare ed inoltre ha fornito un ottima idea per un possibile primo appuntamento. Quindi possibili pretendenti prendete nota: bastano i propri smarthphone, o il proprio lettore MP3 o iPod, che dir si voglia, ed una doppia cuffia, una passeggiata (magari una bella città da sfondo). Perché attraverso la musica che ascolta si capisce molto di una persona. Servono davvero tante domande, quando si può scavare nell’anima di qualcuno semplicemente ascoltando le colonne sonore della sua vita?

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