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Recensioni

True Detective: recensione dell’episodio 2.05 – Other Lives

La speranza che le cose potessero cambiare ce l’avevano data gli ultimi quindici minuti del precedente episodio. Quella che è stata definita la sparatoria più cruenta della storia di Los Angeles (per altro ben girata) poteva (e doveva) segnare l’inizio del decollo di una stagione che, fino a quel momento, non aveva regalato grosse soddisfazioni. Così, però, non è stato. TD2X05-1Ed è un vero e proprio peccato, perché Other Lives continua sulla stessa scia dei primi quattro episodi, se non addirittura riesce a far peggio.

Sono passati esattamente due mesi dalla sparatoria tra polizia e messicani. Una sparatoria che ha lasciato una lunga scia di sangue tra l’una e l’altra fazione, compreso colui che è stato accusato di essere l’omicida del consigliere Caspere. Qualcuno, però, stenta a credere che sia stato esattamente lui a compiere il delitto (io in primis) e, per come procedono le indagini, la pista sembra portare da tutt’altra parte.

La sparatoria ha sconquassato anche la vita di Ray, Ani e Paul. Nessuno di loro si trova più al suo posto. Velcoro è diventato il galoppino di Frank Semyon: va a giro a chiedere il pizzo per conto suo e sembra che debba rinunciare una volta per tutte ai momenti da trascorrere con il figlio. Ani è stata spedita nel settore dove si conservano le prove degli omicidi e frequenta degli incontri dedicati a chi ha commesso molestie sessuali. Paul, invece, si occupa di frodi fiscali e continua ad avere un rapporto tormentato con la madre, frutto anche di problemi interiori come la non accettazione della sua (sempre più che meno) presunta omosessualità.

TD2X05-2Other Lives è in tutto e per tutto una sorta di reboot, quasi si volesse cancellare quanto fatto finora con i personaggi e le indagini sull’omicidio di Caspere, che prendono una strada completamente diversa. Si viene infatti a scoprire che il consigliere comunale di Vinci intratteneva rapporti d’affari con Tony Chessani, figlio del sindaco, e con uno stretto collaboratore di Frank, Blake, che organizzano festini con escort in modo da poter in seguito ricattare e influenzare uomini potenti e facoltosi per i propri affari sporchi. Un altro importante tassello sono i diamanti che il detective Dixon cercava per conto di qualcuno di misterioso e che ora sono in possesso di Paul e Ani.

Quella che rimane ancora in ombra è la figura di Frank: presentatoci come il personaggio negativo della stagione (leggere villain), che resta priva di spessore. Un cattivo che non riesce ad imporsi sulla scena come dovrebbe, complice un carisma finora non pervenuto. In questo episodio vediamo prima la crescente insoddisfazione della moglie per il loro rapporto, che poi si placa quando lui accetta l’idea dell’adozione. Dal canto suo Vince Vaughn ce la mette tutta per rendere credibile un personaggio che però è nato male già in fase di scrittura.

true detective 205aSe le indagini sulla morte di Caspere fanno un deciso passo avanti, a restare fermo è il costante ritmo sottotono che accompagna la serie sin da inizio stagione. Non c’è un guizzo, uno scatto, un qualcosa che spezzi la monotonia di questi episodi così uguali a sé stessi. La sparatoria non è servita a cambiare il corso delle cose, anche se l’intento di Pizzolato (a proposito: where are you?) era proprio quello.

Per True Detective era l’ultima chiamata alle armi, ma anche questa volta non è riuscito a dare la sterzata necessaria per appassionarci come volevamo alle oscure vicende della città di Vinci. La stagione è compromessa? Sì, no, forse. Peccato. Peccato perché la prima inarrivabile stagione è lì che ci tormenta ogni qualvolta appaiono i titoli di coda dell’episodio, lasciandoci con un perenne senso di insoddisfazione e con la voglia matta di rivedere in scena Rust e Marty.

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