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Recensioni

True Detective: Recensione dell’episodio 2.02 – Night Finds You

Rachel McAdams

Once there was only dark. If you ask me, the light’s winning.

Suonano tremendamente lontane queste parole pronunciate da un Rust Cohle infine vittorioso.

Salta subito all’occhio, a noi spettatori che abbiamo già assistito in prima persona ad una traversata negli inferi dell’oscurità, come la vita del detective Raymond Velcoro sia immersa nel buio di una notte senza stelle. Una notte che risponde ai pugni duri e violenti del detective con due fucilate dritte nello stomaco.

Con un colpo di scena degno di George Martin, Velcoro sembra essere stato messo subito fuori gioco: fortunatamente le possibilità che sia ancora vivo, sorvolando sulle innumerevoli teorie che verranno puntualmente smentite nel prossimo episodio, potrebbero essere alte grazie alle parole del dottore che ad inizio puntata spiegavtrue detective 2.02 vince vaughn- colin farrella il modus operandi dell’assassino di Ben Caspere. Il colpo basso all’addome, secondo il doc, non è stato il colpo decisivo. Lo è stato l’infarto seguente, indotto dal trauma. Ergo, a meno che Martin non sia un nuovo sceneggiatore di True Detective, Velcoro ha ancora la possibilità di lottare per la sua vita. È stata, certo, una scena ben costruita che genuinamente sorprende lo spettatore, e che ha fatto alzare il tono di un episodio anche interessante, ma fino a quel momento privo d’azione.

È una stagione dove non c’è più spazio per idealismi e filosofie: nuda e cruda, ma anche corrotta e insensata, è la vita quotidiana l’unica a prendere posto in scena, con la continua lotta tra esseri umani per la sopravvivenza del più forte. Non c’è nemmeno più spazio per l’amicizia: i tre detective riuniti alla fine della prima puntata dalla morte, non sembrano avere intenzione di legare. Giocano a carte coperte, sono pedine manovrate da persone più potenti di loro e la collaborazione che cercano di instaurare è fasulla. Si ha l’impressione di scavare e di indagare a vuoto perché a nessuno di loro interessa realmente risolvere il casoTrue Detective 2.02- Taylor Kitsch (ma neppure agli sceneggiatori, e questo si sapeva già). Paul Woodrugh è mosso da motivazioni personali, volte tutte alla ricerca di una pace interiore devastata da qualche trauma del passato.

Ani Bezzerides, invece (la storia dell’ Antigone greca però è richiamata vagamente da un altro personaggio, da Frank Semyon nel racconto fatto ad inizio puntata circa il suo passato), sembra aver già superato un trauma giovanile e sembra l’unica dotata della lucidità necessaria per fare chiarezza in un mare magnum di corruzione, malavita e perverse sette occulte. Si tratta forse dell’unico personaggio finora vagamente positivo: non si è fatta depistare da Velcoro, che da buon galoppino, le ha offerto una sua versione dei fatti ben lontana dalla realtà. Staremo a vedere fin dove riuscirà a spingersi e quali sono (se ce ne sono) i suoi lati oscuri.

Detective aggiunto è Frank Semyon, che mostra di trovarsi maggiormente a suo agio in mezzo alla strada, dove si è fatto le ossa, piuttosto che travestito da imprenditore milionario. Certo, è mosso dalle motivazioni più solide tra tutte quelle degli altri protagonisti, ma la storiella sulla sua infanzia ha qualcosa di già sentito e risulta finora, almeno a mio parere, il personaggio meno interessante.true detective 2.02 rachel mcadams- colin farrell

Tutto sommato si tratta di un secondo episodio che prova ad intrattenere, e che espande maggiormente le nostre conoscenze sulla poco tranquilla cittadina di Vinci, approfondendo l’introduzione fatta nel “pilot”. Notevoli i brevi salti temporali ad inizio puntata, molto ben riusciti dal punto di vista della regia ma che magari provocano un po’ di mal di testa allo spettatore più distratto, a causa della (ancora) poca familiarità che si ha con la trama. La conclusione in una maniera così netta, lascia presagire una imminente velocizzazione che potrebbe alzare anche l’asticella della qualità. Per il momento, mi sembra di poter affermare che chi era partito allarmato pensando ad un calo di qualità, può ancora sospendere il giudizio, e magari sperare in un prodotto che ha tutte le premesse per non deludere, sganciandosi definitivamente da giudizi e paragoni con la prima stagione.

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