fbpx
Recensioni Serie Tv

True Detective: Recensione dell’episodio 1.02 – Seeing things

I can’t say the job made me this way. Me being this way made me right for the job.

Dopo il primo episodio perlopiù introduttivo, costruito soprattutto per farci conoscere i due protagonisti Rust Cole a Marty Hart, nel secondo episodio entriamo nel vivo delle loro indagini e allo stesso tempo scaviamo ancora più in profondità nell’animo dei due detective.

true_detective-102 (2)Nel tempo presente Cole e Hart continuano le loro deposizioni, con le quali più che fornire dettagli sul caso di 17 anni prima rivelano dettagli sul loro passato, in particolare su quello di Cole. Ora ci appare più chiaro dove la narrazione vuole andare a parare: nel 1995 i due detective hanno risolto l’omicidio di Dora Lang, ma nel 2012 avviene un crimine con lo stesso modus operandi. La domanda che ci si pone è quindi se l’uomo incriminato 17 anni prima fosse davvero colpevole o se si muovesse con un complice. E se fosse stato proprio uno dei due detective, possibilmente Cole, a reinscenare il caso?

Il vecchio Cole, interpretato da un brillante e irriconoscibile Matthew McConaughey, non fa altro che bere e fumare mentre racconta, inaspettatamente, molte cose di sé. Aveva un famiglia: una bambina, che è morta a causa di un incidente a soli due anni, e una moglie che l’ha lasciato perché, si sa, poche coppie riescono a sopravvivere alla morte di un figlio. Non gli restava che dedicare tutto se stesso al lavoro accettando di lavorare 4 anni sotto copertura per la narcotici seguiti da 4 mesi in un ospedale psichiatrico. E poi la omicidi, con quel caso così affascinante quanto inquietante.

true_detective-102 (1)Mentre racconta le sue tragedie, Cole appare quasi arresosi al fatto che sia destinato a vivere come un miserabile, senza affetto, senza amore, senza uno scopo. Addirittura si considera fortunato che sua figlia sia morta come bambina felice e che lui non abbia dovuto confrontarsi con l’essere padre, perché probabilmente avrebbe fallito. Molto diverso dal Cole mostratoci dai flashback, ancora in balia delle sue visioni e ancora alla ricerca di una specie di tranquillità.

Tante rivelazioni anche per Hart, a partire dalla giovane amante da cui va a rifugiarsi ogni sera, perché prima di tornare a casa deve liberarsi la mente dalle tragedie vissute durante il giorno. Peggio del non avere qualcosa è solo l’avere tutto e non rendersene conto.

Durante le loro deposizioni, i due continuano a raccontare il procedere delle indagini del caso di Dora Lang.

Sono passate già due settimane e i detective non hanno molto su cui lavorare, finché seguendo una pista che li dirige ad true_detective-102 (1)un bordello tra le montagne in cui era andata a vivere, e lavorare, la ragazza, trovano il suo diario. Frasi da psicopatica a parte, ciò che ci interessa è il volantino che dovrebbe condurli a quella chiesa tante volte nominata dagli amici della vittima che la ragazza aveva cominciato a frequentare assiduamente.

Quando sembra di essere giunti a qualcosa di utile, si ricade di nuovo nell’oblio. La chiesa è stata distrutta da un incendio e l’unica prova che vi trovano è un murales che rappresenta una donna nuda con le corna di un cervo che richiama proprio il corpo della vittima.

Se qualcuno aveva ancora bisogno di una spintarella per seguire questo show, il secondo episodio di True Detective non ha fatto altro che confermare l’idea che questa serie meriti senza dubbio il nostro tempo. Saranno gli attori, entrambi magnifici, la scelta delle immagini così simboliche, la perfetta colonna sonora o i colori così cupi e tristi, proprio come i nostri protagonisti.

Comments
To Top