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True Blood: Recensione dell’episodio 7.06 – Karma

Devo ammettere che dopo lo spettacolo indegno dello scorso episodio, rubato ad uno dei peggiori teen drama della CW, qualsiasi cosa sarebbe andata bene, anche un’episodio con meno follia trash e a tratti noiosetto come questo. Perché, comunque, Karma si distacca completamente dalla scorsa puntata, frenetica e chiassosa, ma senza un senso, e cerca di riportare alla luce il True Blood dei suoi momenti più intimi e misteriosi.

Certo, cerca di fare entrambe le cose insieme e lo fa senza più tanto pathos che ormai in questa stagione latita, come l’acqua potabile in Africa. Perché in questa stagione non si capisce dove gli sceneggiatori vogliano andare a parare o se ne abbiano idea. Manca il tema portante, manca il villain di turno, si passa da una breve storia autoconclusiva ad un altra senza nemmeno lasciarsi il tempo di assorbire quanto successo precedentemente. Alcide, puff, via, ora tutti a piangere per Bill. Non che Alcide avesse una funzione diversa da mostrare i pettorali, ma nella trama gli si poteva dare un po’ più di importanza, almeno a parole: il discorso di Sookie a Jason butta dentro un po’ tutto, ho amato Alcide, mavvià, pure un po’ Eric e Bill, ah, Bill è il primo (you’re my first, my last, my everything avrebbe cantato Barry White).  true blood 706aInsomma, stiamo procedendo, un po’ come sottolineato dai colleghi che hanno recensito gli episodi precedenti, alla progressiva creazione di piccole storie che chiudono i lunghi archi dei personaggi, dando un epilogo più possibilmente singolo ad ognuno.

Ci si avvia anche a quello di Jason, con la situazione di Violet che crolla velocissimamente e Jessica sempre più vicina. Giusto per chiudere in bellezza buttiamo Violet nel lato cattivi quindi ci verrà più facile farla fuori e coronare il True Love di Jesssica e Jason. Sempre che di vero amore si parli con il giovane Stackhouse, visto che il Pene di Jason è noto per creare disastri, quasi quanto la Fairy Vagina della sorella, e in questa puntata non si esime dal prendere nuovamente possesso del suo ospite, nella meravigliosa scena di Violet in provocante completo intimo e Jason che riesce a ripetere due parole in croce a caso. Va’ dove ti porta il Pene, Jason, personaggio che in futuro so già che ci mancherà.

true blood 706cL’accoppiata Pam-Eric invece è sempre la migliore di ogni episodio, un po’ perché Kristin Bauer van Straten da sempre riesce a far rendere ogni battuta come fosse oro e un po’ perché la sua alchimia con Skarsgard è una delle cose che hanno reso grande True Blood. La loro storyline poi è la sintesi del miglior True Blood, morti random, battute taglienti, la giusta dose di movimento e trama che corre avanti verso qualcosa di interessante: la cura dell Epative V. Un plauso inoltre ad una sempre fenomenale Anna Camp, il cui sconclusionato e meraviglioso discorso sul Karma ha portato al più inaspettato twist. Brava, ispirata e divertente. Questo è il True Blood migliore. E l’immagine di cover qui sopra secondo me vale 100 parole. 

true blood 706bBill, scoperta la malattia e il velocissimo decorso, vorrebbe puntare sulla commozione del momento, ma, almeno personalmente, non mi trasmette moltissimo… Bill morto e risorto, ci siamo già passati o forse è solo l’apatia del personaggio che da parecchio tempo in qua non ha più moltissimo da dire. Si salva in angolo massacrando avvocato e guardia del corpo dopo una lunghissima attesa in sala d’aspetto, modello fermata del bus a Roma (vai là ma non hai idea di quando passi).

Storie parallele e dedicate, come dicevo sopra, alla chiusura di ogni personaggio sono quelle che comprendono Sam, i Bellefleur e il parentado di Tara. I Bellefleur sono da anni ormai il comic relief della serie, con questi personaggi macchietta, a cui si butta addosso un po’ di dramma ogni tanto, giusto per renderli partecipi, e come abbiamo visto drama is coming, mentre Sam rasenta da stagioni l’inutilità più assoluta. true blood 706eLa storyline di Tara e famiglia invece sembra avere un minimo di sviluppo in più con questo mistero di Tara che comunica alla madre, ma, personalmente, dubito porterà a qualcosa di più che al personale finale di questo spezzone di Bon Temps.

In conclusione, un episodio tutto sommato accettabile, con pezzi più o meno interessanti e soprattutto senza inutilissimi flashback smarmellati, ma che muove alcune storie in avanti, anche se alla stagione manca una direzione generale, a parte quella che indica l’uscita.

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