fbpx
Recensioni

True Blood – 5.03 Whatever I am you made me

Fans di True Blood,
la nostra serie estiva preferita continua, episodio dopo episodio, ad intrattenerci con una trama che, sebbene si sviluppi lentamente, si dimostra convincente e valida oltre che affascinante per via della mitologia ed i riferimenti storici e Biblici.
L’arco della stagione è incentrato sulla possibile e imminente guerra civile tra la fazione dei Mainstreaming e il movimento Sanguinista.
Ci sono due fazioni contrapposte nel mondo dei vampiri: The Mainstreamers (coloro a favore dell’integrazione) e The Sanguinistas (coloro che credono nell’interpretazione letterale della Bibbia dei vampiri, ovvero che gli umani siano per loro solo fonte di cibo); per i primi la Bibbia rappresenta una metafora sul come vivere la loro esistenza mentre i secondi la vedono come un libro guida. Roman è, appunto, il Guardiano del “Sangue di Lilith” ovvero la madre di tutti i vampiri che, secondo quanto dice la loro Bibbia, è stata creata da Dio a sua somiglianza e trasformata nel primo vampiro nato sulla Terra. Ma Roman, pur rispettando la religione, crede fermamente nell’integrazione e co-esistenza con gli umani, soprattutto per via del fatto che, come ha affermato lui stesso nello scorso episodio, il rapporto vampiri-umani è di 1 su 1000 e quindi, essendo in netta inferiorità, coabitare con loro è necessario per la sopravvivenza; è stata appunto l’Authorithy a volere la creazione del True Blood, vedendolo come un modo che avrebbe potuto facilitare l’integrazione con la razza umana.
Apprendiamo ancora più informazioni riguardo cosa e chi sia l’Authority nel mondo dei vampiri, quale sia il suo ruolo insomma. Si tratta della sede del potere politico, un corpo organizzativo politico, spirituale e religioso di cui Roman è il leader, il “Guardiano” che comanda questo consiglio di sette cancellieri rappresentante il corpo governativo.
Ciascun cancelliere dell’Authority è al fianco del Guardiano in quanto hanno uno scopo comune (l’integrazione), ma ognuno ha le proprie convinzioni e questo è chiaro anche dal loro essere in disaccordo circa il fidarsi di Eric e Bill che, su proposta di quest’ultimo, si impegnano a trovare e catturare Russell Edginton in cambio di aver salva la vita. Ed essendo Russell una minaccia per l’integrazione in quanto si tratta di un vampiro psicopatico vecchio di 3000 anni, trasformato dai Sanguinisti in una sorta di eroe per aver strappato la spina dorsale ad un uomo in televisione, diventando così il volto del movimento anti-integrazionista, alla fine la proposta di Bill viene presa in considerazione da Roman nonostante il dissenso di una parte del Consiglio.
Ma neanche il Guardiano si fida e, per questo motivo, non solo ai nostri vampiri in custodia viene messo addosso un dispositivo che con la sola pressione di un tasto è in grado di ridurli in poltiglia nel caso dovessero commettere qualche “sciocchezza”, ma vengono sottoposti (separatamente) ad un interrogatorio inusuale da parte di Salome, l’antica e seducente vampira che altri non è che la Salome della danza dei sette veli e colei che chiese la testa di Giovanni Battista su di un piatto d’argento, che ha fatto il suo debutto nello scorso episodio ed è interpretata dall’italianissima Valentina Cervi.
Questo episodio ci permette di conoscere meglio questo carismatico personaggio che, sin dalla sua prima apparizione, avevamo intuito essere il braccio destro di Roman. Scopriamo che, in realtà, non solo ha molto potere ma anche che condivide un’intimità molto speciale col Guardiano e che la loro è una relazione su più livelli. La stessa attrice in un’intervista, parlando del loro rapporto, ha detto che i due erano insieme in una vita precedente e che lei lo considera un padre, un amante, il suo migliore amico e che lo rispetta e lo ammira. Un rapporto molto complesso insomma al quale si aggiunge questo interesse che lei sembra nutrire nei confronti sia di Bill che di Eric.
E’ ovvio che lei abbia cercato di manipolarli e di trovare il modo di conquistarsi la loro fiducia, ma sembra anche molto intrigata da entrambi, soprattutto da Bill per via del fatto che – nonostante sia un vampiro – segue ancora il cuore, una qualità assai rara nella loro specie.
E mentre sembra che Nora, sorella di Eric, appartenga al movimento Sanguinista in quanto confessa sotto tortura. Il verdetto di Salome riguardo Bill ed Eric è che non sono dei Sanguinisti e rassicura Roman in base alla teoria secondo la quale chi appartiene al movimento Sanguinista possiede delle ferme convinzioni e non è il caso né di Bill che lei ha percepito essere ancora alla ricerca di qualcosa in cui credere né di Eric che ha intuito essere un individuo che crede solo in sé stesso.
Nei prossimi episodi, vedremo quindi Bill ed Eric entrare in azione ed in missione per catturare Russell. Sarà strano vederli collaborare visti i precedenti e soprattutto dopo che questo episodio ci ha svelato in che circostanze (non proprio felici) è avvenuto il loro primo incontro; ma nella premiere abbiamo già avuto un assaggio di questa inaspettata bromance e visto quanto non sia difficile per loro essere in sintonia ed andare d’accordo se lo vogliono entrambi.
Un altro aspetto a cui questa stagione sta dando maggiore spazio è il rapporto tra Eric e Pam attraverso dei flashback ambientati in una San Francisco del 1905 che ci hanno mostrato il loro primo incontro nello scorso episodio ed, in questo, il momento in cui lei viene trasformata da Eric. All’epoca, la nostra Pam gestiva un bordello e non aveva certo un’opinione positiva dei vampiri dato che dissanguavano le sue ragazze, ma sente di potersi fidare di Eric e chiede il suo aiuto. Scopriamo così che i vampiri responsabili di tale barbarie, e a cui Eric mette fine, erano Lorena e Bill (allora giovane vampiro, vittima di una pessima creatrice). In seguito a questo gesto, Pam inizia a nutrire qualcosa di profondo nei confronti dell’attraente vampiro che per la seconda volta l’ha aiutata e gli chiede di trasformarla in quanto andrebbe incontro ad un tragico destino visto la professione che svolge, Eric rifiuta dicendole che ciò che chiede significherebbe per lui assumersi un impegno eterno, ma lei, tagliandosi le vene, non gli lascia scelta e lo costringe a trasformarla. Una bellissima scena, dove ci viene mostrata una Pam umana fragile ma, al tempo stesso, coraggiosa.
Per quanto riguarda il resto, almeno per il momento non sono coinvolta dalle altre storyline che sembrano avere unicamente una funzione riempitiva della trama, eccezion fatta per la trasformazione in vampiro di Tara che ha tenuto impegnati Sookie e Lafayette per tre episodi e che – spero- porterà da qualche parte, dato che non ha di certo contribuito a rendere più simpatico il personaggio.
Inoltre salvo Alcide, anche se gli autori non fanno altro che tirarlo in mezzo alle situazioni senza mai dargli una storyline tutta sua. Non prende affatto bene il fatto che Sookie gli abbia mentito sulla morte di Debbie che lei stessa ha ucciso, tuttavia sono pronta a scommettere che non riuscirà a starle lontano a lungo, ma se questo significa che avrà maggiore spazio… ben venga. Penso che nemmeno Bill ed Eric riusciranno a stare a lungo lontani da Sookie, d’altronde lei è la protagonista ed in questo episodio siamo stati testimoni della sua abilità nell’utilizzare i poteri di fata. Riesce addirittura a mettere ko Pam!
E a proposito della nostra new maker, l’episodio si chiude sulla sua battuta “Stupid bitch” rivolta a Tara che decide di farla finita in un lettino abbronzante e le urla di quest’ultima mentre sfrigola sotto i raggi UV.
Pam abbandonerà la contabilità del Fangtasia per andare in soccorso della sua progenie? Dubito, comunque, che questa sarà la fine di Tara.

To Top