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Recensioni Serie Tv

True Blood 4.01- She’s Not There

Amanti del genere vampiresco, per nulla soft, la vostra serie TV preferita è tornata e ci terrà compagnia in questa – sembrerebbe – torrida estate.

A quanti di voi è mancata la sigla? A me tantissimo, è uno dei pochi serial TV che ha ancora una sigla se non l’unico, facendo mente locale non riesco a ricordarne altre.

E’ la prima volta che ho l’occasione di dire la mia su True Blood che ho sempre seguito regolarmente e devo dire che – per me che non ero una fan del genere – la prima stagione mi aveva incuriosito fino a farmi appassionare, la seconda mi è piaciuta un po’ meno (devo essere sincera), la terza l’ho adorata e adesso la quarta stagione vedremo.

Se la novità dell’ anno scorso sono stati i licantropi, questa quarta stagione è stata descritta come la stagione delle streghe. E chi di voi ha letto il libro “Morto per il mondo” di Charline Harris che è il quarto degli undici da cui è tratta la serie potrebbe essersi rovinato la sorpresa visto che Alan Ball, creatore della serie, ha anticipato che questa stagione si baserà sul suddetto libro o, a seconda dei punti di vista, potrebbe non rimanere deluso visto che ha inoltre affermato che la stagione sarà molto fedele alla storia che viene narrata nel libro.

Io non ho voluto leggerlo di proposito per godermi appieno questa stagione e l’attesa che  segue alla fine di ogni episodio che termina sempre con un cliffhanger che ogni volta riesce a sorprenderci; non ho resistito, però, a dare un’occhiata all’estratto dei primi tre minuti della premiere e ai trailer che sono stati rilasciati dalla HBO nelle settimane precedenti la messa in onda. Da quello che avevo visto le mie aspettative erano alte e non sono state deluse dalla visione dell’episodio.

Dopo aver appreso insieme a Sookie qual è il vero volto delle fate (della serie: niente è ciò che sembra) ed essere ripiombati nella dimensione terrena, eravamo increduli come la stessa Sookie nel renderci conto che quelli che per lei – e quindi anche per noi – erano stati al massimo quindici minuti in realtà lì sulla terra erano l’equivalente di dodici mesi e mezzo. Certo, il fatto che in quella dimensione il tempo scorresse in maniera differente ci è stato subito chiaro nel momento in cui Sookie scopre che suo nonno Earl (che ritrova in quel luogo) crede di trovarsi lì da un paio d’ore invece che da vent’anni ma è stata comunque una sorpresa per noi pubblico in quanto io mi aspettavo di ritrovare ognuno dei personaggi esattamente nella situazione in cui li avevamo lasciati (dopotutto le stagioni due e tre erano iniziate subito dopo quella precedente). E’ geniale l’idea di questo lungo lasso di tempo che ci porta in un luogo diverso da quello a cui eravamo abituati e ci fa scoprire insieme a Sookie una cittadina di Bon Temps completamente differente e le sue nuove realtà.

Mi piacciono le nuove location e le direzioni che hanno preso i personaggi, è come vedere una serie nuova ma con personaggi che ti sono familiari.

Jason Stackhouse  adesso è  un poliziotto e sembra essere un buon poliziotto a differenza di Andie Bellefleur che scopriamo essere divenuto dipendente dal V.  E’ proprio Jason infatti a recarsi a casa di Sookie in seguito alla chiamata degli addetti ai lavori che stanno ristrutturando la casa e che assistono all’ingresso di una – per loro – perfetta sconosciuta in un’abitazione che non può essere la sua.

Lafayette continua la sua relazione sentimentale con Jesus  e quest’ultimo cerca di convincere il suo scettico compagno che la magia esiste e che essa è dentro di lui. Per dimostrarglielo lo porta ad un raduno di streghe dove Lafayette vive un’esperienza particolare che lo spaventa e che ha su di lui l’effetto contrario in quanto crede di essere stato incastrato da Jesus.

Hoyt e Jessica vivono la loro vita di coppia con tutti gli ovvii problemi che possono esistere in una relazione tra un umano e un vampiro; e vediamo le prime avvisaglie di ciò che senza ombra di dubbio rovinerà l’armonia e  l’idillio di questa altamente improbabile coppia. Insomma questo è True Blood, in un’altra serie potrebbero funzionare ma qui sappiamo per certo che non accadrà.

Di tutti i personaggi principali, Tara sembra essere quella che è cambiata di più, l’avevamo vista   allontanarsi da Bon Temps a bordo della sua auto con l’intenzione di lasciarsi alle spalle la sua vecchia vita; la ritroviamo a New Orleans ed è decisamente diversa e non solo nel look: ha reinventato se stessa come Tony e messo da parte Tara, mentendo alla misteriosa ragazza con la quale la vediamo in compagnia sulla sua famiglia e il posto da cui proviene. Otre al nome sembra  che abbia cambiato anche qualcos’altro ma con tutto quello a cui, in questi anni, ci ha abituati True Blood, credo che una scena d’amore lesbo  non abbia impressionato nessuno.

Ad ogni modo a me piace questa nuova Tara, è sempre al limite per certi versi ma mi è sembrata più equilibrata e in grado di gestire se stessa e la sua nuova vita, l’abbiamo vista sempre maltrattata, ora è meno una vittima e più una dura. Ma è anche vero che  tutto ciò che ha adesso è stato costruito su una menzogna ed il messaggio che riceve da parte di Lafayette circa il ritorno di Sookie, la riporta inevitabilmente alla sua vecchia vita che vuole cancellare.

Anche Sam è cambiato ma questo era chiaro già verso la fine della terza stagione quando non solo l’abbiamo visto perdere il controllo al Merlotte’s provocando una rissa ma anche sparare a Tommy nell’ultimo episodio. Vediamo le conseguenze di quel gesto sia su Tommy (che a quanto pare è rimasto invalido ma l’accaduto sembra aver avuto degli effetti anche sulla sua personalità) sia su Sam (che sembra nutra un senso di colpa per ciò che ha fatto) e sicuramente vedremo meglio qual è  adesso la natura del loro rapporto. Ma Sam si è fatto anche dei nuovi amici che a quanto pare sono anch’essi dei muta forma e con i quali si sente a suo agio riguardo il suo problema di gestione della rabbia in quanto anche loro sono come lui e hanno le sue stesse difficoltà.

Arlene ha avuto il bambino e vive con Terry una routine fatta di figli e lavoro anche se è seriamente preoccupata per il figlio in quanto teme possa essere malvagio come il padre per via del suo comportamento che mostra un inquietante attitudine alla violenza (come darle torto, il suo gioco preferito sembra essere decapitare le Barbie).

Ad ogni modo anche se in True Blood tutti i personaggi e le loro storie sono così ben tratteggiate e curate nei particolari tanto da suscitare nello spettatore – e in questo caso questo è anche un mio punto di vista – lo stesso interesse della storia principale e qui mi riferisco naturalmente al triangolo  Sookie, Bill ed Eric; devo ammettere che il momento in cui Sookie si sarebbe confrontata con Bill ed Eric è quello che ero più ansiosa di vedere, soprattutto se ricordiamo gli ultimi minuti dell’episodio finale della scorsa stagione.

Eric aveva raccontato a Sookie la verità su Bill e cioè che era stato incaricato dalla regina Sophie-Anne di trovarla e di come in seguito l’avesse spinta tra le sue braccia con l’inganno, ricordiamo tutti la reazione di Sookie che, sentendosi ferita e tradita, aveva revocato l’invito a Bill – e naturalmente anche ad Eric – intimandogli di non avvicinarsi più a lei. Ed era stato proprio questo, il suo essere sconvolta per l’aver scoperto la verità a portarla nel mondo delle fate dal quale ha fatto ritorno.

L’incontro tra Bill e Sookie è andato come mi aspettavo, non credevo affatto in un impeto di passione tra i due, sarebbe stato abbastanza inverosimile sia per il fatto che nella testa di Sookie è trascorsa solo qualche ora da quella notte, sia perché, diciamolo, è una cosa vista e rivista e mi sa che ci sarà un bel cambiamento quest’anno a questo proposito. Infatti l’intrusione di Eric in questo momento tra Bill e Sookie era stata piuttosto rivelatrice circa la direzione che avrebbe preso questo triangolo e poi infatti  si è visto com’è terminato l’episodio.

Non credo che vedremo molte smancerie o altro tra Bill e Sookie in questa stagione, sicuramente non nei prossimi episodi; anche se l’atteggiamento di Bill nei confronti di Sookie, dopo averla rivista (non dimentichiamo che per lui è passato un anno), ci porta a credere che nonostante tutto i suoi sentimenti siano reali sembra che ci saranno molte cose che li allontaneranno.  Non solo Eric ed il fatto che lei non si fidi più di lui ma anche il cambiamento che lo riguarda: in quanto Re avrà delle responsabilità. E comunque non sembra neanche lo stesso Bill, tracce del vecchio Bill le abbiamo viste quando era con Sookie ma poi nelle altre situazioni era diverso ed il suo sguardo ambiguo quando riceve nel suo studio la misteriosa signorina Katie Pelham, che a quanto pare lavora per lui, ci fa supporre che ci sono molte cose che ancora dobbiamo scoprire riguardo a Bill (a parte il fatto che io sono curiosa di sapere che fine ha fatto Sophie-Anne).

Ad ogni modo nonostante questo triangolo domini indubbiamente sulle altre storyline, non dobbiamo dimenticare che il fulcro della storia è la coesistenza tra umani e vampiri, la quale adesso è minacciata a seguito di quell’atto di follia compiuto da Russell Edgington che ha ucciso un giornalista in diretta per dimostrare proprio che coesistere è impossibile. Quindi assisteremo probabilmente ai vari tentativi da parte della comunità di vampiri, di recuperare la loro immagine e gli esponenti di questa campagna per riacquistare la fiducia da parte degli umani saranno Eric, da una parte, in quanto gestore di un’attività commerciale e Bill, dall’altra, in veste di politico.

Sono sicura che nessuno ha dimenticato quella scena in cui Russell strappa il cuore al giornalista e il suo monologo, probabilmente non rivedremo Denis O’Hare nei panni del vampiro Russell ma è stato – secondo il mio modesto parere – insieme al licantropo Alcide che è certo che apparirà in diversi episodi, uno dei personaggi più interessanti della scorsa stagione.

E adesso non ci resta che vedere chi prenderà il suo posto, quale sarà la nuova entità che rappresenterà il male.

Questa premiere dopo l’iniziale sorpresa per averci portato avanti di un anno, ci ha stuzzicato mostrandoci le nuove direzioni intraprese dai personaggi che già conoscevamo e ha introdotto  nello stesso tempo i nuovi lasciandoli, però, avvolti in un alone di mistero e nel caso questo non fosse ancora abbastanza per convincere lo spettatore a sintonizzarsi nuovamente tra sette giorni su True Blood, ha giocato la carta più ovvia ma che risulta sempre essere vincente e cioè  ha dato al pubblico ciò che brama: un incontro bollente tra Sookie ed Eric (o meglio la speranza che ci sia ).

Insomma io credo che la premiere abbia raggiunto il suo scopo e sia riuscita a catturare l’interesse non solo del pubblico più affezionato ma anche di quello occasionale che magari non guarda la serie regolarmente e salta qualche episodio.

Nancy

Books, movies, TV series, my cat... Life is sweet.

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