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Treme – 1.01 Do You Know What It Means

Creighton: The flooding of New Orleans was a man-made catastrophe. A federal fuck-up of epic proportions.

E’ difficile paragonare Treme ad una qualsiasi altra serie tv.
Treme è l’affresco di una città, New Orleans, che cerca di sopravvivere e di riprendersi, tre mesi dopo la devastazione dell’uragano Katrina. E’ la storia di una vasta gamma di cittadini che lottano per ricostruire le loro vite. E’ la fotografia di una cultura musicale, quella jazz, che cerca di rianimare la città, perchè tessuto vivo della stessa. E’ la musica l’invisibile filo che unisce i luoghi e i personaggi che vengono descritti in questo episodio pilota di 80 minuti.
Un episodio che inizialmente ci introduce i personaggi e le loro storie per poi intrecciarle fluidamente nella seconda parte, intrecciando il tutto con splendide sequenze musicali (i primi quindici minuti sono da incorniciare).

 

La serie segue le vite di vari personaggi:

– Antoine Baptiste (Wendell Pierce), trombettista divorziato che cerca disperatamente di raccimulare soldi suonando nei luoghi e situazioni più disparate (concerti nei locali, funerali per i vicini);

– LaDonna-Baptiste Williams (Khandi Alexander), barista ed ex-moglie di Antoine, che cerca disperatamente il fratello scomparso e si rivolge a Toni Bernette (Melissa Leo), agguerrita avvocatessa locale in diritti civili;

– Creighton Bernette (John Goodman), marito di Toni e professore di letteratura, che lotta contro l’inettitudine delle istituzioni;

– Davis McAlary (Steve Zahn), DJ e musicista ribelle;

– Jeanette Desautel (Kim Dickens), compagna occasionale di Davis, decisa a riprendere la sua vita con la riapertura del suo ristorante;

– Albert Lambreaux (Clarke Peters), capo dei Mardi Gras Indian, che, tornato in città, è determinato a ricostruire la sua casa distrutta e il suo gruppo disperso.

Un cast corale e variegato degno di Altman, insomma.

Tecnicamente ineccepibile e curata nel dettaglio, Treme si rivela un’opera viva, un dramma fatto di rabbia e speranza, dove la musica dà un tocco di “leggerezza”, quasi inaspettato, ma che rende la serie uno dei prodotti più originali e freschi degli ultimi anni.
E siamo solo al primo, splendido, episodio.

 

Scritto da: David Simon, Eric Overmyer. Diretto da: Agnieszka Holland.

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