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Rubriche Serie TV

Top of the Week: il meglio della settimana dal 13/11 al 19/11

Top of the Week

Se siete appassionati di astronomia ed ogni tanto staccate lo sguardo dal monitor per guardare il cielo (può capitare, eh, fidatevi), questa settimana è stata una gioia per i vostri occhi. La SuperLuna del 14 (ossia come dare un nome banale ad un fenomeno naturale eccezionale nella sua periodicità) e lo sciame delle Leonidi che ha raggiunto il picco tra il 16 e il 17 sono stati splendenti regali con cui la Natura ha illuminato il suo eterno maxischermo. Non vi fossero bastati quelli o (ma come si fa?) non vi interessassero, ci hanno pensato comunque le nostre amate serie tv a fornirci altri momenti a loro modo stellari.

Top of the Week

Sir Anthony Hopkins e l’obbligo di ripetersi

Terzo numero di questa rubrica e terza volta che Westworld si guadagna un posto nella top. Stiamo diventando ripetitivi? Si, certo, ma è un obbligo tirannico a cui non intendiamo sottrarci. Come potremmo mai quando a impartire questo ordine è la voce di sir Anthony Hopkins? Ci sono persone che starebbero ad ascoltarlo estasiate anche se si limitasse a leggere le ricette di Giallo Zafferano. Il dialogo con Theresa (una Sidse Babett Knudsen capace di reggere il confronto) successivo alla rivelazione della natura di Bernard (un sempre più bravo Jeffrey Wright) mostra ancora una volta quello che ormai è ovvio: in che incredibile stato di grazia si trova l’attore inglese! Hopkins riesce ad attirare su di sé l’attenzione dello spettatore non solo quando con la sua voce magnetica si dilunga in discorsi tra il minaccioso e il filosofico, ma anche quando resta in silenzio ad osservare gli altri che tentano di ingannarlo valutandoli quasi come se fossero altre macchine ribelli da ridurre all’obbedienza o da eliminare come giocattoli guasti. E vuoi non citarlo per la seconda volta su tre in questa top?

Top of the Week

How to Get Away with a Murder e il midseason finale col morto

La serie dal titolo più lungo che mente umana ricordi giunge questa settimana al suo midseason finale e, come sua abitudine, piazza il classico momento WTF (a voi la poco elegante traduzione dell’acronimo). Con un colpo di scena in perfetto stile Shonda Rhimes (ossia “ti sei affezionato a questo personaggio? Sicuro sicuro? Ok, te lo faccio fuori”), la serie decide di far fuori il suo protagonista. Non che Wes avesse mai brillato particolarmente facendosi, al contrario, notare per un quasi costante piattume. Anzi, negli ultimi episodi, un certo senso di fastidio era iniziato a montare nei suoi confronti per cui gli diciamo addio senza troppe lacrime. E però la sua morte entra in questa top perché… come diamine si fa ora ad aspettare fino a Gennaio per sapere chi dobbiamo ringraziare?

Top of the Week

Mars e l’intelligenza del National Geographic

Dici National Geographic e pensi a documentari ricchi di immagini rigogliose e voci che raccontano mondi dove la bellezza della realtà supera il fascino della finzione. Leggi National Geographic e pensi che, vanno bene gli elogi alla rete per il suo intendo educativo, ma dopotutto che c’entra in una top sulle serie tv? C’entra e molto. Perché domenica 13/11 è andata in onda il pilot di Mars, la prima serie tv prodotta dal canale divulgativo. E si è subito capito che l’intelligenza è qualcosa che ti permette di lanciarti in campi diversi dal tuo riuscendo lo stesso a ben figurare. Perché Mars è qualcosa che non si era mai visto prima. Non perché sia un mockumentary, un finto documentario che descrive l’arrivo su Marte della prima spedizione umana partita per colonizzare il pianeta rosso. Ma perché è anche un documentario su una delle sfide più affascinanti che l’uomo ha deciso di affrontare per trasformare la fantascienza in scienza. Le avventure dell’equipaggio della Dedalus sono ambientate nel 2033 e riprendono le atmosfere e le ambientazioni del film The Martian di Ridley Scott alternando l’azione alle confessioni private dei membri dell’equipaggio. Ma a rendere la serie innovativa sono soprattutto i flashback che ci portano al 2016 e alle interviste e alle immagini relative agli studi attualmente in corso presso la SpaceX di Elon Musk che sta appunto affrontando i problemi che devono essere risolti per portare un uomo su Marte nel 2030. Realtà e finzione si mescolano, quindi, perfettamente apparendo come una ideale prosecuzione l’una dell’altra e riuscendo a far appassionare lo spettatore ad entrambe fino a sentire la stessa tensione sia quando la Dedalus deve ammartare che quando il razzo della SpaceX esplode in volo tra la delusione dei tanti che ci hanno lavorato.

Top of the Week

Gemma Chan e l’amore al tempo dei synth

Sebbene reboot di un originale svedese, Humans è una serie inglese. Il che è spesso garanzia di ottima qualità e tematiche intelligenti. Dopo la messe di elogi raccolti nella prima stagione, la serie doveva affrontare il nemico onnipresente che minaccia mortalmente ogni prodotto che ottenga un meritato rinnovo. Riuscirà ad essere altrettanto interessante? O il meglio è stato già dato ed ora dovremo rassegnarci ad una decadenza? Tre episodi sono troppo pochi per giudicare, ma abbastanza per iniziare a capire che il probabile tema della seconda stagione sarà la scoperta del significato di essere umani da parte dei synth divenuti coscienti. In questo senso, la dichiarazione di amore di Mia sulla spiaggia è un momento tanto importante da meritare un posto in questa top. Magari Gemma Chan risulta meccanica e poco espressiva in quella scena, ma è proprio ciò che ci si aspetterebbe da un automa che inizi a scoprire un mistero per il quale non era stato programmato. Perché cosa c’è di più incomprensibilmente umano che amare?

Top of the Week

Rocco Schiavone e lo charme romanaccio

Ormai sta diventando un’abitudine chiudere con una bonus track dalla tv nostrana. Dove c’è molto poco, ma quel poco è di nuovo Rocco Schiavone. Assuefatti ormai ai suoi vaffa, rischiavamo di non avere più argomenti per appassionarci alle gesta del vice questore meno politically correct che ci sia. E allora gli autori hanno pensato bene di approfittare dello charme romanaccio di Marco Giallini per impreziosire una scena banale come quella di lui che tira una scatola addosso ai suoi colleghi perché stufo della loro incompetenza. A noi tanto basta per assicurargli che, dovesse andare in galera per i 28 anni minacciati dai sindacati di polizia per i reati commessi sullo schermo, gliele porteremmo noi le arance o qualsiasi cosa ci chieda con quei suoi modi veraci.

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