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Timeless: un’avventura attraverso la storia, recensione della prima stagione

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Lo so perfettamente che una serie come Timeless, pur facendo parte dello stesso genere, non può essere neanche lontanamente paragonata a telefilm intelligenti e curati come Westworld o Legion.
Eppure mi trovo a dover ammettere che proprio Timeless è senza dubbio, tra tutti i telefilm partiti in autunno, quello che mi ha più divertito. Quello che appena andato in onda correvo a vedere. Nonostante tutte le sue facilonerie, nonostante tutti i suoi nonsense.
Non molto promettente come introduzione, me ne rendo conto. Ma a volte, tra tutte le trame contorte e attorcigliate e gli anti-eroi e le catastrofiche fini del mondo, sento la necessità di qualcosa di semplice, di buoni che combattono contro i cattivi, di un ottimismo che ogni tanto vince, di un’avventura entusiasmante.

E Timeless è tutto questo. E’ una passeggiata attraverso la storia americana tra figure famose ed eventi che quella storia l’hanno fatta. Macchine del tempo che si rincorrono, malvagie società segrete che mirano al controllo del mondo influenzandone la storia, diari che provengono da futuro, destini che non possono essere cambiati. E persone che tengono l’una all’altra veramente.


Si è conclusa questa settimana la prima stagione di 16 episodi e ora inizia la campagna per una seconda che sarà difficile ottenere. Dopo una partenza un po’ incerta, la serie ha trovato un suo passo, in equilibrio tra i casi della settimana, la trama orizzontale e un po’ di entusiasta cialtroneria.

La vera forza di Timeless

A essere sinceri non si possono dire grandi cose di una trama orizzontale che per lo più rimane poco sviluppata, con il solo scopo di fornire una motivazione a tutti questi avanti e indietro nel tempo. Ma Timeless vanta come vero punto di forza un trio di protagonisti che episodio dopo episodio si è dimostrato la vera forza motrice di questa storia. Perfettamente affiatati, Abigail Spencer, Matt Lantern e Malcom Barrett hanno saputo dosare molto bene momenti più scanzonati e divertenti ( il loro entusiasmo e l’incredulità nell’incontrare il personaggio storico di turno è una delle cose che più mi è piaciuta) a momenti più emotivi, regalando delle interpretazioni davvero convincenti. Specialmente Barrett è stato una bella sorpresa, con il suo Rufus, sensibile e un po’ impacciato, che ha convinto sempre di più, episodio dopo episodio. Inutile dire che anche l’ottima intesa tra Lantern e la Spencer ha brillato ed è subito stata motivo di shippamento istantaneo, con la questione della moglie uccisa a complicare le cose e a renderle più interessanti. Lucy, Rufus e Wyatt formano insomma una squadra improbabile ma perfetta, che con il tempo si è fatta sempre più affiatata e inseparabile.

Il finale di stagione

Purtroppo è proprio questo ultimo episodio a risultare un po’ pasticciato, soprattutto in confronto a episodi molto convincenti come The Lost Generation. Succedono un po’ troppe cose, ci sono un po’ troppi salti, troppi personaggi coinvolti, così alcuni passaggi vengono necessariamente saltati o affrettati. E la risoluzione è un po’ facile con tutte le prove per incastrare Rittenhouse belle raccolte in una stanza. Questa Rittenhouse che fa tanta paura ma che in effetti (a parte sterminare la famiglia di Flynn e dichiararsi molto minacciosa) non ha mai davvero dimostrato la sua forza o il suo vero potere.

Jya per colpa di un viaggio nel tempo un po’ affollato sembra aver acquistato qualche strana capacità di vedere attraverso il tempo, e Lucy si ritrova con un’intera famiglia di psicopatici che, a parte essere una bella seccatura, concretamente non porta a nulla. Quello che ancora una volta davvero funziona sono i personaggi e le loro interazioni. Incredibilmente lungo e emozionante il dialogo finale tra Lucy e Wyatt che ovviamente decide di restare (ciao moglie, ciao?) e le dichiarazioni d’amore tra un tenerissimo Rufus e Jiya e infine l’incontro di Lucy con il suo bisnonno, prima nel passato e poi di nuovo nel presente. Una soluzione un po’ facile, ma emotivamente soddisfacente.

E poi ci resta una delle domande più curiose e forse quella che più mi interessa… quando Lucy deciderà di scrivere il suo diario? E perché lo farà? E quando deciderà di consegnarlo a Flynn? E come se la caverà Flynn imprigionato e accusato di terrorismo? E quella malefica di Emma?

Riusciremo ad avere una risposta a queste domande? Difficile dirlo quando i dati di ascolto sono così poco incoraggiati e i costi di produzione della serie così elevati. Ma a mio parere Timeless merita una seconda stagione per avere un’occasione di limare un po’ dei suoi difetti, farci vedere se davvero lo scenario può essere espanso e arricchito e permetterci di passare ancora un po’ di tempo con questi personaggi a cui ci siamo tanto affezionati.

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Prima Stagione
  • Una bella avventura
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