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Tiger King 2: ridateci Joe – Recensione della seconda stagione della docuserie Netflix sul mondo di Joe Exotic

Che ci fosse una correlazione tra la prima ondata della pandemia da Covid-19 con il conseguente lockdown e il successo inaspettato della prima stagione di Tiger King è un qualcosa che tutti avevano sospettato. Appare, quindi, quasi come una confessione l’incipit di Tiger King 2 che esplicitamente rimarca la coincidenza delle date. La variante omicron rischia di regalarci una quinta ondata proprio mentre Netflix rilascia la seconda stagione della serie su Joe Exotic e il suo pazzo mondo. Solo una coincidenza? Speriamo di si.

Tiger King 2: la recensione
Tiger King 2: la recensione – Credits: Netflix

Il cortocircuito tra realtà e media

Buona parte del successo della prima stagione è sicuramente da ascrivere al personaggio di Joseph Allen Maldonado Passage meglio noto come Joe Exotic. A quel suo essere talmente unico che solo la realtà avrebbe potuto partorirlo perché nessuna fantasia sarebbe riuscito anche solo a immaginarne una esistenza fittizia. A colpire era stata anche la coorte di miracoli che lo circondava. Mariti con più tatuaggi che denti. Guardiani con più alcool in corpo che cervello in testa. Dipendenti senza gambe o con un braccio in meno che fanno finta di niente perché tanto è lo stesso. Truffatori che imbrogliano alla luce del sole senza che nessuno li fermi. Sicari improbabili rei confessi ma a piede libero chissà perché. E tigri, tante, troppe tigri chiuse in gabbie inadatte per il diletto dei visitatori di zoo privati.

Tiger King 2 riporta in scena questo sistema solare di personaggi incredibili nel loro essere reali, ma deve rinunciare al Sole intorno a cui giravano. Semplicemente perché Joe è in carcere a scontare la condanna a ventidue anni. Mostrarlo in videochiamata è troppo poco per reggere una seconda stagione che perde, quindi, il Nord verso cui puntava una bussola ora costretta a girare su sé stessa alla ricerca di una nuova direzione. Così la serie si deve dividere in tre tronconi distinti che procedono in successione senza che nessuno dei tre riesca a replicare l’interesse che aveva suscitato la prima stagione.

Colpa soprattutto di una inversione di prospettiva. Non è più la tv a stupirsi della realtà, ma la realtà che si lascia riscrivere dalla tv. Così l’aspetto più interessante di Tiger King 2 diventa il contrasto stridente tra la genuinità bislacca del prima e l’artificiosa mimesi del dopo. Ognuno dei personaggi della prima stagione è stato investito dal successo mediatico che lo ha ripulito per meglio inglobarlo nel suo Barnum show.

Carole Baskin che partecipa a Dancing with the Stars e posa mimando gli artigli della tigre sul red carpet. Gli ex mariti di Joe trasformati in modelli da copertina alla ricerca di toy boy come faceva il loro pigmalione. L’informatore della polizia che sfrutta la notorietà per realizzare il suo sogno di aprire strip club e farsi accompagnare da belle ragazze rigorosamente vestite al minimo sindacale. Il sicario improbabile che confessa ogni volta una verità diversa facendo ben attenzione ad apparire sempre misterioso e freddo come ogni b – movie pretende.

Tiger King 2 è dopotutto la dimostrazione che Andy Warhol era stato anche troppo ottimista. Perché chi riesce ad avere i famosi quindici minuti di celebrità non li molla più smettendo di essere persona per farsi personaggio.

LEGGI ANCHE: Tiger King: la realtà che supera ogni immaginazione – la recensione della docuserie di Netflix

Tiger King 2: la recensione
Tiger King 2: la recensione – Credits: Netflix

Mandare avanti lo show

Proprio questa inversione di ruoli tra realtà e tv è paradossalmente il problema principale di Tiger King 2. Mancando Joe, la serie deve trovare altre storie da raccontare per riempire i cinque nuovi episodi. E non può fare altro che cercarli in chi è rimasto ancora in giro. Protagonisti della scorsa stagione nel cui passato trovare qualcosa da approfondire. Personaggi marginali della prima annata promossi da comparse a figure in primo piano. Volti nuovi che come lucciole sono state attratte dalla luce azzurrognola dei riflettori e adesso vogliono il loro quarto d’ora di effimera fama.

In assenza di Joe, l’occhio di bue di Tiger King 2 si sposta in primis sulla sua leggermente meno eccentrica antagonista. Quella Carole Baskin divenuta ormai un habitué di red carpet e programmi televisivi senza aver nessun merito particolare tranne quello di essere stata l’altro polo magnetico della prima stagione. In una prosecuzione ideale della faida originaria, la serie sembra sposare la teoria di Joe secondo cui la Baskin è responsabile dell’omicidio del primo marito Don Lewis da cui ha ereditato zoo e ricchezze varie.

A colpire non è tanto una storia che sembra tratta da un episodio dei tanti crime show mattutini. Ma piuttosto come l’averne parlato in tv abbia attirato sedicenti investigatori del web, avvocati esperti più di apparizioni su reti private che di codice legale, giornalisti d’inchiesta in cerca di scoop sensazionalistici. Arrivando a far riaprire il caso giusto perché in questo modo anche un poliziotto dall’aria convinta può mettersi in posa davanti alle telecamere dello show.

Solo che neanche questo basta a Tiger King 2 perché dopotutto è la serie stessa a rendersi conto che si sta parlando dello stesso nulla a cui si appellava Joe nelle sue interminabili dirette. E allora serve tirare dentro anche un nuovo Joe. Quel Tim Stark che tutti minaccia e tutti blandisce a seconda della convenienza del momento. Salvo poi sciogliersi come un ghiacciolo al sole non appena le cose si fanno serie e dagli sproloqui bisognerebbe passare ai fatti.

Tiger King 2 diventa la somma di tante storie che non fanno però un totale.

Tiger King 2: la recensione
Tiger King 2: la recensione – Credits: Netflix

Ad ogni costo

Quel che più infastidisce in Tiger King 2 è il rendersi presto conto quanto tutto sia solo un pretesto per provare a bissare il successo della prima stagione. Legittimo e inevitabile che rete e autori di una serie che abbia fatto i numeri del primo Tiger King non vogliano rinunciare alle uova d’oro della loro prodigiosa gallina. È capitato a serie come Thirteen Reason Why, The Handmaid’s Tale, The Man in the High Castle che avevano esaurito il proprio percorso nella prima stagione, ma sono state prolungate finché possibile con esiti variamente validi.

Ma Tiger King 2 non aveva senso di esistere trattandosi di una docuserie che pertanto dovrebbe avere un legame con la realtà. Al contrario, come detto poco sopra, la realtà stavolta si è talmente piegata alle necessità dello show da diventare posticcia. Verità presunte che si adattano talmente ad hoc che viene spontaneo credere che il sorprendente cambio di strategie e alleanze di Jeff e Lauren Lowe siano solo un modo per restare ancora in scena ora che lo zoo lo hanno perso (ma non la voglia di portarsi a letto ragazze in cerca di notorietà). Rivelazioni così campate in aria da far pensare che siano state scritte come cliffhanger per lanciare una eventuale terza stagione.

Alla fine di Tiger King 2 si finisce quasi per schierarsi con quell’Eric Love che fitta un jet privato ribattezzandolo Joe One (come fosse l’Air Force One presidenziale) e aspetta con una limousine all’esterno del carcere certo che Trump grazierà il suo idolo (nello stesso giorno in cui la folla assaltava il Campidoglio). Gente completamente dissociata dal mondo nella convinzione che tanto più una storia ha successo in tv tanto più si deve parteggiare per i protagonisti.

Tiger King 2 è sostanzialmente una delusione perché manca proprio lui. E, quindi, non si può che unirsi ad Eric Love e gridare: ridateci Joe Exotic!

Tiger King 2: la recensione
2.3

Giudizio complessivo

Un tentativo scarsamente riuscito di tirare avanti una storia che è forzatamente in pausa, ma va avanti comunque solo perché al quarto d’ora di celebrità nessuno dei protagonisti vuole rinunciare

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Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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