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Recensioni Serie Tv

Thirteen: Recensione della miniserie di BBC Three

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Il 2015 è stato senza dubbio l’anno in cui il filone “rapiti/spariti e tornati” è andato per la maggiore. Questa tendenza, come accade spesso, si è tramandata dalla letteratura al cinema. Room il film tratto dall’omonimo  libro di Emma Donoghue (in Italia edito da Mondadori con il titolo Stanza, letto, armadio, specchio) ne è un chiaro esempio; parallelamente sono usciti anche i romanzi “Quello che non Ti ho detto“,  di Ng Celeste libro che narra della sparizione di una adolescente, concentrandosi però sull’aspetto più sociale e etnico della questione a Ricordami così di  Johnston Bret A, sempre dello stesso filone narrativo.
ThirteenDeclinazione tutta italiana è il film  In fondo al bosco di Stefano Lodovichi prodotto da sky che narra la vicenda di un bambino di 4 anni, sparito durante una festa. Infine, anche il piccolo schermo non è statao da meno, su ABC è partito proprio a inizio marzo The Family
Un filone che sta andando per la maggiore e con cui anche la BBC Three decide di debuttare online.

Thirteen è un British drama creato da Marnie Dickens e diretto da Vanessa Caswill che narra la storia di Ivy Moxam, una ragazza di 26 anni che fugge dalla cantina dove era stata segregata per 13 anni. Il suo ritorno alla vita vera non è certo facile, le vite della sua famiglia e dei suoi amici sono andati avanti mentre quella di Ivy è rimasta cristallizzata a 13 anni fa. Ivy è a tutti gli effetti una bambina di 13 nel corpo di una ragazza di 26, soprattutto emotivamente.
thirteenLa sceneggiatura di Thirteen non si concentra però solo su questo aspetto del ritorno alla vita di una ragazza rapita, bensì il filone centrale è proprio quello giallo/thriller. Il rapitore di Ivy, ha infatti sostituito subito la ragazza, rapendo una nuova bambina.
Con il procedere del telefilm, il racconto di Ivy mostra delle crepe rivelando una realtà ben più inquietante, ma abbastanza prevedibile, di quella raccontata dalla ragazza fino a quel momento alla coppia d’investigatori: due protagonisti, anch’essi centrali nel racconto.
Non scenderò nei particolari della storia perché voglio che questa recensione sia indirizzata anche e soprattutto a chi non ha visto la serie. Chiarirò subito una cosa però: Thrirten non è perfetto.
Se cercate una serie senza macchia, beh questa non fa per voi.

Prima di tutto la sceneggiatura non è perfetta, ha una serie di buchi, soprattutto nelle battute iniziali quando Ivy viene ritrovata e s’inizia a ricostruire la sua prigionia, ma il difetto più grande, a mio avviso, è che manchi di messa a fuoco.
ThirteenSe l’idea era quella di concentrarsi sul giallo del rapimento e del ritrovamento di Phoebe, allora certi indizi andavano maggiormente sottolineati e indagati, se, invece, si voleva raccontare il ritorno alla vita normale di una persona rapita, andavano approfonditi maggiormente certi legami, certe sensazioni che invece trapelano soltanto per via della mancanza di tempo. Inoltre l’aspetto della segregazione, la parte più violenta e disgustosa, se così vogliamo definirla, viene quasi sorvolata, quasi forse per pudore. Se si sceglie, però di scrivere una serie tv su queste tematiche, il realismo è essenziale per far entrare lo spettatore a pieno nella storia.

Nel complesso quindi, alcune prevedibilità e ingenuità nella trama risultano l’aspetto più debole della serie; la fotografia e la regia, nonostante un budget chiaramente contenuto, appaiono invece ben curate, così come la recitazione di tutto il cast, con l’azzeccatissima scelta di Jodie Comer per il ruolo di protagonista. Attrice talentuosa della quale sentiremo senza dubbio ancora parlare.
Segnalo anche la musica di apertura, In Your Dreams dall’album Wild Go (2010), di Dark Dark Dark, veramente calzante e coerente con il tema della serie.
In conclusione, nonostante come già detto, la serie non sia perfetta e anzi per certi aspetti criticabile, consiglio di recuperarla. Thirteen, infatti, si lascia guardare con piacere episodio dopo episodio: la narrazione dopotutto è avvolgente e ammaliante e i cliffhanger, furbamente inseriti a conclusione degli episodi, rendono questa miniserie adatta a un bel binge watching, ad una bella scorpacciata insomma.

  • la perfezione non ci piace!
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