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The X-Files: Recensione dell’episodio 10.06 – My struggle II

The X-Files

Non è per motivi religiosi e neanche tanto per una questione di educazione. È proprio che è altamente disdicevole abbandonarsi a bestemmie e turpiloqui in una recensione per tanti di quelle ovvie ragioni che è superfluo stare qui ad elencarle. Solo che alle volte è proprio difficile trattenersi ed è meglio non scrivere di getto subito dopo la visione di un series  finale (perché, a meno di improbabili ma sempre possibili rinnovi, così questo episodio è stato presentato) come quello di questo ritorno tanto atteso di una serie come The X-Files. Sei soli episodi che hanno trascinato l’incredulo fan della prima ora su montagne russe vertiginose dove si sono alternati, almeno nelle intenzioni degli autori, tutti i diversi aspetti che avevano fatto la fortuna delle prime nove stagioni conclusesi quattordici anni fa.

X Files series finaleCome era giusto che fosse, il season finale (accettiamo la definizione data da Chris Carter e dalla Fox anche se …) torna ai temi più amati della cospirazione aliena pur riveduta e corretta o, sarebbe meglio dire, rivoltata completamente dalla premiere di questa decima mini  stagione. Torna, quindi, l’Adam Kadmon senza maschera e con tanti soldi e follower su YouTube Tad O’Malley. Torna l’Uomo che Fuma che ci mostra finalmente come è sopravvissuto – anche se accettare che se ne sia poi rimasto beatamente al comando per tutti questi anni dopo quanto ci era stato detto in passato è comunque un discreto atto di fede – e come ancora sia il motore immobile di ogni cospirazione. E torna perfino l’agente Reyes, la quale giustifica la sua assenza in tutti questi anni con un generico così è se vi pare e se non vi pare fatevelo andare bene lo stesso. Un pegno pagato ovviamente all’effetto nostalgia, in nome del quale abbiamo un recap iniziale a base di foto tratte dagli episodi delle prime stagioni utili a mostrarci come sono invecchiati bene Gillian Anderson e Dadvid Duchovny. Assente ingiustificato, invece, il vice direttore Skinner, il quale non ritiene evidentemente importante la sua presenza mentre una pandemia di ogni virus possibile infesta il mondo e il suo agente preferito che ha riassunto perché indispensabile scompare senza lasciare traccia alcuna, a parte tenere il cellulare acceso così che lo si possa rintracciare con una semplice app, altro che FBI. Tanto ci sono l’agente Einstein ad aiutare Scully, in nome del comune colore di capelli e della stupefacente preparazione medica, sufficiente a far trovare diagnosi e cura di un morbo globale e produrre un vaccino adatto in molto meno di una settimana, e l’agente Miller, un Robbie Amell che riesce a non morire come gli capita spesso in ogni serie a cui partecipa, a ripescare Mulder da un indifeso Smoking Man, tanto potente da non aver alcuna security e tanto inarrivabile nel suo covo segreto da essere trovato dallo stesso Mulder nel tempo di un viaggio in autostrada. Soluzioni che arrivano alla massima velocità perché si deve fare in fretta per far entrare tutto in quarantacinque minuti.
X Files season finaleE quindi via all’epidemia che dalla sera alla mattina riattiva il letale virus Spartan, inerte per anni e anni e divenuto improvvisamente mortale dopo essere stato attivato chissà come (e non ci facciamo mancare né le scie chimiche né le radiazioni del forno a microonde per la gioia dei complottisti da tastiera). Non solo: poichè il virus dovrebbe eliminare in primis le persone utili a gestire le emergenze, partendo da militari e medici, e poi il resto della popolazione inerme, anche questa scaletta sale a ritmo forsennato, con la conseguenza che le regole del vivere sociale crollano rapidissimamente dando il via a esodi biblici – su strade a senso unico che vanno evidentemente in tondo, visto che Scully va verso Mulder e Miller, che stanno correndo da lei, trovandosi però sulla stessa corsia e nello stesso verso – e saccheggi indiscriminati, almeno fino a che non arriva Dana e con due parole ferma una folla inferocita che le crede perché si. D’altra parte, il canale all news di riferimento seguito da tutti è quello YouTube di Tad O’Malley, che stoicamente resta in video anche malato, perché pare che tutti gli altri notiziari siano scomparsi, che CNN e soci dovevano forse parlare dell’NBA e non avevano tempo da dedicare alla fine del mondo in diretta su The Truth Squad.

Viene da chiedersi perché mai si sia deciso di condensare in due episodi (il primo e l’ultimo) un materiale potenzialmente interessante che avrebbe restituito il vero X-Files e garantito una maggiore unità narrativa. Rivisitare il tema della cospirazione aliena tramutandolo in un complotto pluridecennale che ha solo sfruttato la tecnologia aliena era, infatti, una buona occasione per rinfrescare uno dei temi che avevano rappresentato la solida ossatura delle prime stagioni, su cui si andavano poi a innestare episodi più procedurali che erano comunque funzionali alla caratterizzazione ed evoluzione dei personaggi. Invece si è deciso di far rivivere le diverse anime che furono dedicando ogni episodio ad una di esse, spaziando dal comedy dell’uomo lucertola al filosofeggiare sul bene e sul male prendendo spunto dall’attentato di matrice fondamentalista, dal dolore per l’abbandono forzato del figlio William – tema che sembrava essere un esile filo di Arianna tra i diversi episodi ma che in questo viene quasi completamente dimenticato, a parte un fugace accenno – a Mulder che fa Hank Moody, omaggio di Duchovny al personaggio che lo ha riportato sulla cresta dell’onda dopo la fine di X-Files. Ne valeva davvero la pena?

X Files season finaleIl prezzo più salato da pagare è questo season finale, la cui sceneggiatura sembra scritta facendo un patchwork di tutte le più famigerate teorie del complotto che circolano in rete, dai vaccini per alterare il genoma alle scie chimiche, dai governi ombra che preparano la fine del mondo per salvare solo pochi eletti agli alieni che esistono e non ce lo dicono (le teorie sull’11 Settembre le avevano già usate in precedenza per cui a ‘sto giro non si possono riciclare), senza neanche fare lo sforzo di ricucire tutto senza lasciare buchi in mezzo. Fino ad arrivare al capolavoro finale: un disco alieno che appare ad illuminare Scully e Miller, mentre tutti guardano con il naso all’insù tranne un moribondo Mulder. Quindi gli alieni sono tornati? Per fare cosa? E il vaccino creato da Scully funziona davvero? Domande pressanti, le cui risposte arriveranno… mai ! Perché la serie è finita e allora addio e grazie per tutto il pesce!

Termina così il ritorno di The X-Files, con un episodio che sembra dare ragione a chi temeva una operazione puramente commerciale priva di ogni serio intento di riavviare una serie a suo modo mitica. Altro da commentare? Eh, volendo si, ma si è promesso sopra di non usare cattive parole e quindi…

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10.06 - My struggle II
  • Da "I want to believe" a "I can't believe"
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