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The White Queen: Recensione dell’episodio 1.10 – The Final Battle

Fuori lo York, dentro il Tudor. Era scritto nei libri di storia, ma questo show ci ha insegnato a non dare mai nulla per scontato. Prima che il buon vecchio Stanley – ‘damn Stanley!’ – consegni la corona al nuovo conquistatore, c’è ancora qualche filo da tirare e un paio di intrighi ultimo minuto da concludere. Ma che dico, c’è ancora tempo per una buona mezz’ora di incesti, cuori spezzati e magiche eclissi.

Re Richard (il solito pessimo Aneurin Barnard) libera Elizabeth e accoglie a corte le due principesse York. Anne non la prende bene, un po’ perché il marito sbava su Bambolotta, la più grande, un po’ perché il reparto trucco c’è andato pesante con quelle manate di viola sotto gli occhi. anneSiamo costretti a soffrire sguardo da triglia Barnard tutto viscide moine per la nipote (promessa sposa a Henry Tudor), la quale non trova assolutamente niente di strano nelle attenzioni dello zio (usurpatore di trono e forse assassino dei fratelli!), anzi lo incoraggia nella più ostentata naivité (e scusatemi il solito paragone, ma neanche Brooke Logan…). Bambolotta è la mia personale sconfitta, l’elemento destabilizzante di tutte le mie disperate letture femministe di questo show. Si innamora (dove l’ha visto? quando gli ha parlato? colpo di fulmine?) di suo zio (suo zio!) che è pure sposato (datemi della bigotta) in un’ epoca storica in cui le cinture di castità andavano ancora di moda. Come se non bastasse, nella sua futilità, la ragazzetta annulla l’altro inespresso potenziale femminile della serie, Anne Neville, lentamente ridotta a un’acida regina sospettosa, insicura e cornuta (tiè).
Quando il figlio di Anne e Richard muore improvvisamente, alla regina non resta che ammalarsi e esalare l’ultimo patetico respiro, ma non prima di essersi scoperta innocente della sparizione dei principini. richard III

Nel secondo tempo, per fortuna, tornano alla ribalta gli Stanley, la vera coppia d’oro di questa serie. Nonostante gli sconclusionati drammi di corte abbiamo smorzato il pathos pre-invasione, si crea un’attesa febbricitante quando la fede di Margaret vacilla per la prima volta. Tutto sembra perduto, l’attacco dei Tudor sa più di carica suicida che altro. È l’ora della resa dei conti. Sappiamo da che parte sta Dio, ma Stanley? – ‘Damn Stanley!’ – Lo scontro è una cagnara sanguinolenta di tutto rispetto. L’esito è incerto, ma alla fine il voltagabbana del secolo tradisce Richard – ‘Treason! Treason! Treason!’ – che, come leggenda vuole, viene ucciso, denudato e abbandonato sul campo di battaglia, destinato a una tomba senza nome. La corona al nuovo re, Henry VII, e la gloria a sua madre, l’epifanica Margaret Regina. Ma questa serie si chiama The White Queen, dunque è giusto che si chiuda su un primo piano di Elizabeth Woodville mentre rincuora Bambolotta sul suo futuro, quello di prossima regina d’Inghilterra. stanley

La mia personale avventura con questo show è stata un po’ simile agli alti e bassi tra gli York e i Lancaster. Nell’ordine: delusione, irritazione, breve innamoramento, retata in biblioteca per divorare i libri della Gregory (non l’avessi mai fatto), sconforto, serio tentativo di abbandono. Ma alla fine ce l’ho fatta. Quello che mi domando è che cosa mi abbia veramente lasciato questo minestrone storico, a parte un’improbabile versione della Guerra delle Rose. Cosa rimane di questi personaggi che si sono amati, odiati, traditi e uccisi? Quale eroe o eroina si è veramente conquistato dell’ empatia per più di mezzo minuto? Tristemente la risposta è nessuno. Sì, ci hanno infilato tutti gli ingredienti giusti: romance, sesso, battaglie, intrighi, persino magia (argh!); un puzzle potenzialmente vincente, ma confusionario, privo di un percorso coerente, se non quello fantasioso profetizzato da una rivelazione divina. Per prendere la Storia come soggetto di romanzo letterario o televisivo che sia, bisogna dimostrare di avere l’autorità per maneggiarla (o travisarla in nome dell’entertainment, non lo discuto), ma non basta avere ambizioni grandiose se non si conosce l’anima da svelare. Margaret Elizabeth

Detto questo, mi dispero: BBC one ha ufficialmente negato il rinnovo per una una seconda stagione. Peccato, proprio ora che ci eravamo liberati di Barnard e potevamo conoscere meglio l’aitante Henry Tudor (Michael Marcus), nonché Margaret in veste di suocera (Bambolotta, te la sei cercata).
Chissà che The White Queen non faccia il botto sul canale americano Starz, dove è in onda da un paio di settimane. Chissà che BBC non cambi idea. La speranza è poca, ma io ve lo dico: ho avuto una visione…

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