Recensioni

The White Queen: recensione dell’episodio 1.09 – The Princes in The Tower

E così eccoci a un passo dalla fine. E forse solo a due da una buona televisione. Il nono episodio della Bianca Regina ci fa avventurare in uno degli arcani più macabri e appassionanti della storia inglese: la scomparsa dei Principi nella Torre. Lo fa con un tono cupo che convince e coinvolge, riuscendo a tenere alta la tensione del mistero e contemporaneamente a portare in primo piano (forse involontariamente) il vero cuore di questa storia tutta al femminile. RIDSchermata 08-2456517 alle 22.59.05

Mentre l’esercito di quattro bifolchi con a capo Henry Tudor aspetta al di là del mare, sua madre Margaret, la regina Anna e la vedova Elizabeth (Max Irons non ci manchi per niente) prendono le redini occulte della politica. Le tattiche si fanno fitte fitte, le lealtà scivolano come burro. I due eredi York sono prigionieri nella Torre di Londra (il minore in realtà al sicuro nelle Fiandre), Elizabeth si allea con Margaret per liberarli, mentre Margaret e Stanley tramano per ucciderli, incolpare Richard e incoronare Henry. Anne e Richard devono difendersi dai franchi tiratori di corte, tra cui l’ambiguo Buckingham, che nella penombra di un caminetto giura fedeltà a Margaret e alla casata Tudor. I piccoli principi spariscono: è il panico. Anne crede di esserne inavvertitamente responsabile tramite un velato incoraggiamento al fedele sir Robert. Richard ignaro non si dà pace dell’opinione comune che lo crede colpevole. Henry Tudor cerca di muovere guerra, ma la pioggia magica provocata dalle donne Woodville (che sospettano Margaret del crimine contro i due ragazzi) lo ferma. Buckingham viene giustiziato, Richard giura la sua innocenza a Elizabeth e alla bella nipote, Margaret viene isolata ed è ora sotto la tutela esclusiva del marito, il meraviglioso doppio, triplo, quadruplogiochista Lord Stanley.

Nessuna rivelazione sul reale destino dei principini (la Gregory si vanta di essere una storica, ma non lo è più di me che leggo wikipedia), ma finalmente il percorso delle tre regine arriva al suo climax. In modi diversi ottengono il potere tanto agognato, che altro non è se non la possibilità di scegliere il proprio destino e quello altrui. ‘What are your commands, my lady?‘ incalza Stanley,

Save or Slaughter?!

Margaret trema di fronte alla brutalità della scelta che le si pone davanti e queRIDSchermata 08-2456517 alle 23.01.36sta reazione è messa in moto (finalmente!) da una sceneggiatura che funziona e che riesce a renderla umana sullo schermo e attrice credibile della Storia con la S maiuscola.

Pur essendo quasi un capolavoro rispetto ai romanzi da cui è tratta, la serie il più delle volte manca il bersaglio, nonostante episodi riusciti come questo. La sua più grande pecca è sicuramente l’incapacità di armonizzare i diversi punti di vista, spesso in conflitto, delle protagoniste della Gregory. Finora il risultato è stato un mix di personaggi schizofrenici privi di crescita e vittime di incoerenti trasformazioni quasi fossero pupazzetti di una sceneggiata che non sa dove andare a parare. Gran parte di questa puntata è riuscita almeno ad alleggerire il fardello melodrammatico della scrittrice (salda comunque alla produzione della serie) grazie all’anima delle interpretazioni di Amanda Hale e Rupert Graves. Purtroppo però quando il peggio sembra passato e il sentiero in discesa, ecco in agguato il pietoso modello femminile della miss imbambolata (niente contro la bellezza di Freya Mavor), i cui occhi da cerbiatta sono capaci di ammaliare il suo stesso zio (bleah), sognano la pace nel mondo, l’amore fiabesco e occasionalmente esprimono violente ribellioni adolescenziali. RIDSchermata 08-2456517 alle 22.55.14

Disperate, minacciose e mosse da obiettivi coerenti con l’epoca e la storia che ci raccontano, ecco come dovrebbero prendere forma le spine femminili nella saga York-Lancaster-Tudor, libere dall’ossessione della conquista del principe azzurro con cui vivere
l’ happy ever after. Una speranza per la prossima, ultima puntata: abbasso il vacuo sentimentalismo e viva l’essere umano coi suoi difetti e le sue virtù. E’ chiedere tanto?

Comments
To Top