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The White Queen: Recensione dell’episodio 1.08 – Long live the King

Lunga vita al Re!

Il Re è morto. Lunga vita al Re! E come non augurarla al nostro amatissimo Richard, dopotutto?

L’episodio, dopo l’ennesimo salto temporale – in cui i bambini di Elizabeth diventano magicamente quasi maggiorenni – ci introduce a ciò che sapevamo inevitabile. Morto un re se ne fa un altro, è vero, ma come si può dire addio a Edward, soprattutto con quegli occhioni da cerbiatto e quell’aspetto da principe azzurro? Max Irons aveva tantissimi difetti come re ma di certo nessuno può essergli attribuito per il suo incredibilmente bell’aspetto e il fascino galante. Avrebbero potuto rendere la sua ‘vecchiaia’ un po’ più graduale, a mio parere, piuttosto che fargli crescere di colpo una barbetta incolta alla Enrico VIII, giusto per ricordarci che stava per morire. Morte, la sua, che avrei preferito venisse giostrata meglio. La storia lascia un punto interrogativo grande quanto il Colosseo cirTWQ_3ca le ragioni per cui Edward sia morto. Dati gli scivoloni sulle correttezze storiche, avrei preferito un complotto, un po’ di veleno, un po’ di sana vena cospiratoria! Invece? Nulla, la solita inspiegabile ed apatica malattia. Gran bel finale per uno dei principali protagonisti, complimenti! Perfino l’allegoria della morte di George, affogato in un barile di vino, risplende al confronto!

La regina dell’ormai defunto sovrano invece, decide di impazzire tutto d’un botto. Che fosse un po’ strana lo sapevamo, fin troppo immischiata con le pratiche magiche anche, ma che cominciasse a dare i numeri al minimo gesto o parola di quelli accanto a lei, perfino del fratello Anthony? No, esagerazione imperdonabile. Ci vogliono ragioni forti, ci vuole un po’ più di qualche voce di corridoio per fare le valigie e scapparsene in ‘sanctuary’! Un po’ di contegno, insomma! L’unica cosa che posso perdonarle, questa volta, è l’addio che decide di dare ad Edward: semplice, amorevole, commovente. Malgrado i tradimenti e i litigi, i due si sono profondamente amati e non si poteva non notarlo. Come coppia mancheranno moltissimo.

Chi, invece, risulta il vero protagonista dell’episodio è il caro Richard, che ormai dovremmo chiamare Richard III, nuovo re d’Inghilterra. Premettendo che il suo personaggio mi piace molto e il mio giudizio potrebbe essere offuscato da tale fattore, prometto di tentare l’oggettività, se nei meandri della mia mente ve n’è rimasta traccia. Munito di buone intenzioni e spirito di lealtà, Richard inizialmente cerca di incoronare il nipote e diventare Lord Protector, secondo le ultime volontà di suo fratello ma, avvelenato dalle amorevoli cure della madre e dalla lingua biforcuta della moglie, non riesce in tale intento. Aggiungiamoci anche le cospirazioni alla Bonnie e Clyde di Margaret e del suo (amato) sposo – che, tra parentesi, ho particolarmente apprezzato – non deve essere stato facile mantenere una lucida visione della realtà e distinguere il giusto dallo sbagliato. Anche l’incarcerazione di Anthony e di Thomas Grey, a mio parere, è stata solo una situazione che gli è sfuggita di mano e non credo intendesse far del male a nessuno dei due. Naturalmente poi la responsabilità e il potere finiscono con il prendere il sopravvento e sono più che convinta che il Richard che si è seduto sul trono alla fine dell’episodio, non è lo stesso che si è lasciato manovrare dalla moglie che, diciamolo, si è fatta un po’ prendere la mano.

TWQ_1Un personaggio che sono stata lieta di incontrare finalmente è stata Elizabeth di York, la figlia della dolce protagonista, alla cui crescita miracolosa non abbiamoovviamente potuto assistere per ragioni di copione. Freya Mavor – per chi avesse avuto modo di apprezzarla già in Skins – è un’attrice bravissima, che riesce a conciliare un visino d’angelo con una recitazione, anche se a volte un filino troppo melodrammatica, molto convincente. Per quanto abbia potuto essere messa da parte fin ora sono convinta che il momento della rivalsa è arrivato e che d’ora in poi avremo il privilegio di vederla molto più spesso. Mi aspetto grandi cose da lei.

Citazione d’obbligo per Buckingham, interpretato dal talentuoso Arthur Darvill che si riconferma un ottimo attore anche in abiti quattrocenteschi. Non mi aspettavo di poter apprezzare Arthur in un ruolo diverso da quello di Rory Williams (Doctor Who) e sono stata piacevolmente sorpresa del contrario.

TWQ_2Margaret, come accennavo prima, gioca a fare la spia (e per poco non viene scoperta) allo scopo di ripotare Henry a casa. Il ragazzino, cresciuto anche lui miracolosamente e già con un’ampia predilezione per il sesso femminile, pare avere in grande considerazione i consigli della madre, che gli risultavano quasi d’intralcio solo qualche episodio fa. Più maturo, guidato dallo zio Jasper, il futuro re d’Inghilterra non mi colpisce né per l’attore che lo interpreta e nemmeno per le parti che gli vengono affidate, sempre molto brevi e inconcludenti. Spero almeno venga dato più spazio alla storia che vedrà protagonisti lui ed Elizabeth di York. Se non sapete di cosa sto parlando, vi consiglio una sfogliata alla pagina Wikipedia dei due diretti interessati. O anche un libro di storia… credo possa andare ugualmente bene.

Siamo agli sgoccioli. Ormai manca poco alla season finale e non possiamo che chiederci chi trionferà all’ipotetica fine di questo scontro: Lancaster o York?

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