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The White Queen: Recensione dell’episodio 1.03 – The Storm

Deve esserci qualcosa da salvare in questa serie, deve! Dopo una lunga riflessione ho capito che l’unico modo di sopravvivere alla mediocrità cosmica di The White Queen è provare a godere della sua comicità involontaria e a riconoscere il potenziale (mancato) di qualche idea più felice. Andiamo per ordine con questo terzo episodio:

Il peggio del peggio
La trama continua a sembrare un optional più che una successione di eventi sensati, ma avanza di qualche passo, per lo più con i soliti salti temporali paurosi. Edward (Max Irons), rilasciato grazie all’intervento del parlamento, riabbraccia la sua Elizabeth (Rebecca Ferguson) e decide di perdonare i parenti serpenti. La spiegazione più logica a questa rara perla di arguzia politica è che qualcuno gli abbia regalato un dolcetto portafortuna che recita ‘tieni vicini gli amici ma ancor più vicini i nemici’. Detto fatto, ecco George (David Oakes) e il cugino Warwick (James Frain), un po’ più imbronciati del solito, reintegrati a corte con tutti i crismi. Schermata 07-2456478 alle 23.16.55
Qui urge ripetere l’osservazione fatta da Andrea la settimana scorsa: il soggetto narrato è storia wikipedica, disponibile a portata di click. Quello che invece uno spettatore si aspetta è il dietro le quinte dei fatti della Storia, sicuramente scaturiti da ragionamenti, opportunismo, passioni, insomma dalla variante umana che il nostro sussidiario delle medie non è in grado di raccontarci. Che queste interpretazioni siano veritiere o romanzate poco importa a chi cerca delle risposte in una fiction della domenica sera, ciò che serve è che siano credibili. E’ evidente invece che gli autori di questa serie abbiano ignorato il problema e non per mancanza di budget, location, attori in parte – limitazioni a cui una buona sceneggiatura può comunque far fronte con dignità – ma per scarsa ambizione. Edward, re shakespeariano mancato, è ancora una volta l’emblema di questa penosa vacuità. Nonostante a tratti emerga del carattere – in questa puntata lo esprime nel piglio autoritario con cui impone alla moglie di accettare i traditori a palazzo – rimane un adolescente viziato con trapunta di pelle e felpone con cappuccio in stile medievale, ridotto ad affacciarsi a una finestra e – con tanto di mano sulla bocca quasi lo sfottesse per avergli parato un rigore – a gridare al fratello ‘ma mamma lo sa?‘.
La grossolanità con cui il re si fa intrappolare in una nuova ribellione-tranello continua poi il trend del patetico, così come l’infilzamento gratuito del debole Beaufort, intrufolatosi nell’accampamento nemico per avvertirlo del pericolo. Caro Robb Stark, in questi momenti meglio saperti senza testa che davanti alla tv.

Il peggio
Una figura leggermente meno comica è quella di Elizabeth, che tra l’isterico e l’emozionato, mette in moto la sua vendetta su Warwick e costringe la minore delle Neville, Anne (The Kingsmaker’s daughter, l’ultima del trio femminile della saga), ad assistere alle sue performance sessuali. Un gesto meschino e superfluo che fa poco per dare qualche sfumatura in più al personaggio, ma che quantomeno distrae dalla sottotrama magica che si avvicina a livelli pericolosamente imbarazzanti. Se nei primi due episodi creava un qualche misticismo, questa volta il filo preveggente nel fiume ci conturba quanto una pesca di beneficenza al paesello, mentre l’escamotage della tormenta scatenata con un pendaglio e una bacinella fa rimpiangere i poteri soprannaturali di Sailor Moon. f5cb1e91cac65394_Elizabeth_Woodville_Rebecca_Ferguson_King_Edward_IV_Max_Irons_3_.preview

Il meno peggio
Finalmente prendono forma le altre due queen della serie. Avevamo iniziato a conoscere Margaret Beaufort (Amanda Hale) nello scorso episodio e ora anche alla giovane Anne Neville (Faye Marsay), figura di rilievo nelle vicende a venire, è dedicato più spazio. Peccato che entrambe stiano già scivolando nella farsa, agendo e pensando niente più che come due psicolabili: se storicamente è vero che Lady Margaret fosse un tipo facile al rancore e un tantino invasato, sembra un po’ presto per Anne dare segni di ossessione per il mantello da regina. Un episodio prima è tutta moine per la bella e buona Elizabeth, nonostante l’odio paterno per la bionda sovrana, e una settimana dopo si è trasforma nella sua più acerrima nemica.
Un barlume di lucidità in questa follia è rappresentato dalla sorella maggiore di Anne, Isabel (Eleanor Tomlinson) gravida neosposa del principe traditore (e muto! lunghi sguardi tenebrosi a parte, quante battute avrà mai pronunciato?) George e del suo ciuffo yuppie. Dalle sue labbra esce l’unica frase sensata e di femminea dignità che potrebbe salvare l’insalvabile di questa puntata: ‘Non voglio essere regina, Annie. Siamo solo le loro pedine sulla scacchiera‘. Epifania! Stiamo finalmente parlando di ciò che è veramente alla base della serie e cioè dell’autocoscienza del proprio ruolo che permette a una donna di esercitare un reale potere occulto all’ombra di un mondo guidato da uomini? Tranquilli, no. Bastano quattro secondi e l’arcano si risolve: noi, Annie, siamo pedine perché nostro marito non ci ama, ma lei, Elizabeth, lei sì certo che ci batte, il suo è un matrimonio d’amore! Ecco perché lei è regina e noi non lo saremo mai davvero. Chiaro no? Lo stesso spauracchio di Brooke Logan prima di conquistare Ridge e il 51 % della Forrester.

Schermata 07-2456478 alle 23.18.01Sembra che nella prossima puntata scopriremo qualcosa di più sul figlio di Margaret, Harry Tudor, e probabilmente sarà già ora per Elizabeth di sfornato l’erede come predetto dalla pesca miracolosa. Warwick e George si presume continueranno le loro trame rivoltose, questa volta in esilio e ancora fradici dalla drammatica tempesta che ha indotto il parto di Isabel e ucciso il suo principino neonato.
Lo so, l’attesa è spasmodica, ma lo giuro, terrò chiusa wikipedia e farò finta di non sapere come queste travolgenti avventure andranno a finire. Eppure non dormo senza sapere se Edward si farà crescere un po’ di barbetta per darsi un tono da adulto… No, non resisto, ora vado sul Naviglio e scelgo il filo da tagliare.

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